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Art of the Groove

Giovedì 17 febbraio 2011 la stagione dell'Associazione Scarlatti ospita il Turtle Island Quartet al suo debutto napoletano

Logo Associazione Scarlatti 2010-11Giovedì 17 febbraio, in Castel Sant’Elmo, alle ore 21, debutto napoletano per un grande quartetto statunitense che ha vinto per ben due volte (2006 e 2008) il Grammy Award per la musica crossover: si tratta del Turtle Island Quartet, multiforme e sofisticato ensemble d’archi che sintetizza elementi provenienti da tradizioni musicali diverse (temi country, jazz, classici e pop) con un linguaggio personale fatto di raffinate improvvisazioni e sapienti arrangiamenti.

Il programma della serata si intitola Art of the Groove, da un CD del gruppo uscito nel 2001.
“Il ‘groove’ si costituisce come una delle tendenze più stimolanti di rilettura degli stili e delle suggestioni espressive della produzione musicale remota e recente, svelandoci quanto la musica dei classici sia trascinante, una componente non sempre reperibile nella vita concertistica istituzionale, anche a causa della distanza di ormai molti secoli che divide alcuni di quei classici da noi.Il ‘groove’ interviene dunque a restituire vitalità, ironia e attualità a materiali che rischiano talvolta di soccombere sotto il peso dei secoli.

Il Turtle Island Quartet si preoccupa poco del significato e molto del risultato, tanto che del groove ha fatto la sua specialità ottenendo un notevole successo di pubblico con composizioni nelle quali si combinano fluidamente gli stili del jazz, del bluegrass, dello swing, del be-bop, del new age, della musica classica europea e indiana, del funk e della musica latino-americana.

Questo concerto è il terzo “step” di una serie di appuntamenti nell’ambito della programmazione della Associazione Alessandro Scarlatti (i precedenti sono stati la performance di Paolo Fresu con i Virtuosi Italiani e quella di Enrico Pieranunzi) che mira ad esplorare il rapporto tra musica canonica “classica” ed improvvisazione, verificando fino a che punto si possono spingere i limiti dell’abitudine a considerare le opere del passato come granitici monumenti perdendo in parte il senso di quanto appartenessero a una pratica viva, codificata prima nell’azione che nella scrittura.

Costo del biglietto

I settore: 25 Euro
II settore: 20 Euro
III settore
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani: 8 Euro

Last minute (giovani al di sotto dei 31 anni): 3 Euro, in vendita un’ora prima del concerto.

Per informazioni:
sito web: www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Turtle Island Quartet

Il nome del Quartetto deriva dalla mitologia della creazione presente nelle tradizioni dei nativi d’America.
Il Turtle Island Quartet, sin dalla sua fondazione nel 1985, ha dimostrato di possedere una forza singolare nell’ imprimere nuove ed innovative tendenze nella musica da camera per archi.

Vincitore del Grammy Award nel 2006 e nel 2008, come “Best Classical Crossover Album”, il Turtle Island Quartet fonde l’estetica classica del quartetto con gli stili americani di musica contemporanea; e, creando modalità esecutorie che tengono conto di entrambi gli influssi , ha inevitabilmente ridefinito i canoni di questo genere di musica. Il violoncellista Yo-Yo Ma ha detto di loro: “una voce unica che irrompe – autentica e appassionata – uno dei più creativi modi di fare musica oggigiorno.”

La nascita del Turtle Island Quartet è il risultato delle ricerche e delle intuizioni, in materia di composizione, del violinista David Balakrishnan, quando stava terminando il suo programma di studi per il master alla Antioch University West. Il lavoro svolto successivamente ha portato il Turtle Island Quartet a sperimentare vari generi, tra cui folk, bluegrass, swing, be-bop, funk, R&B, new age, rock, hip-hop, la musica latino-americana fino ad arrivare alla musica indiana.

Il risultato ha portato ad un repertorio di un centinaio di brani tra arrangiamenti e versioni originali, tutti registrati in oltre una dozzina di dischi per le etichette Windham Hill, Chandos, Koch e Telarc; inoltre, sono stati utilizzati anche come colonne sonore per famosi film, programmi televisivi e radiofonici come The Today Show, All Things Considered, Prairie Home Companion, e Morning Edition.

Il Quartetto ha ricevuto critiche entusiastiche da riviste quali People e Newsweek; ha inoltre collaborato con artisti famosi: il clarinettista Paquito D’Rivera, il vibrafonista Stefon Harris, i chitarristi Leo Kottke ed i fratelli Assad brothers, The Manhattan Transfer, i pianisti Billy Taylor, Kenny Barron e Ramsey Lewis, il Quartetto Ying e la Parsons Dance Company.

Un’altra strada percorsa dal Turtle Island Quartet è stata quella di riprendere ad esplorare la tradizione della musica da camera (improvvisazione e composizioni) ormai abbandonata dai musicisti d’archi da più di duecento anni. Al tempo della creazione apocrifa di Haydn della forma del quartetto d’archi, i musicisti erano più vicini agli attuali sassofonisti o tastieristi di jazz e agli improvvisatori, compositori e arrangiatori di musica pop di quanto si pensi. Ogni membro del Turtle Island Quartet ha perfezionato la propria esperienza in questi campi e ciascuno di loro possiede una rigorosa preparazione strumentale grazie allo studio in Conservatorio.

Il risultato di tale dedizione lo si vede chiaramente nel consenso internazionale che il Quartetto ha ottenuto in questi anni, soprattutto in Europa dove alla musica da camera viene attribuita un’ importanza vitale . Quella che una volta poteva essere considerata musica da camera ‘alternativa’ è diventata, oggi, una tendenza dominante.

I membri del Turtle Island Quartet hanno affinato le loro capacità grazie ad un costante approfondimento del repertorio di alcuni compositori d’avanguardia, alle loro collaborazioni, e le relative registrazioni, con i maggiori ensemble sinfonici ed infine grazie anche ad alcuni e mirati impegni educativi. Il Turtle Island Quartet promette di essere “il quartetto d’archi del prossimo secolo”.