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Il ritorno di Maurizio Pollini a Napoli

Giovedì 10 febbraio 2011 il pianista interpreterà le ultime tre sonate di Ludwig van Beethoven in un concerto organizzato dalla Associazione Alessandro Scarlatti ijn collaborazione con il Teatro di S. Carlo

Manifesto concerto PolliniGiovedì 10 febbraio, alle ore 20.30, al Teatro di San Carlo è di casa l’eccellenza: il recital di Maurizio Pollini, organizzato dall’Associazione Alessandro Scarlatti in collaborazione con il San Carlo, segna un atteso ritorno sul palcoscenico del Lirico del pianista milanese, classe 1942, protagonista della scena musicale internazionale da oltre quarant’anni.

Un percorso artistico costellato di successi di pubblico e di critica, che lo porterà ad esibirsi con i più importanti direttori del mondo, dialogando con le orchestre più prestigiose a suggello di una carriera scandita da interpretazioni uniche e indimenticabili, che hanno reso inconfondibile il suo stile esecutivo.

Dietro di lui campeggia lo spirito di un grande maestro: Arturo Benedetti Michelangeli.
Suono puro e cristallino, estrema pulizia e tecnica ineccepibile ma soprattutto una filosofia musicale scandita dalla pratica della perfezione.

Il programma del concerto è imperniato sul linguaggio musicale dell’ultimo Beethoven: il trittico, eseguito tutto d’un fiato e senza intervallo, delle tre Sonate conclusive - Op. 109, 110 e 111 - dell’intero corpus per pianoforte, monumentale caposaldo della letteratura dedicata a questo strumento.

Composte tra il 1820 e il 1822, esse rappresentano per un pianista la tappa finale di un viaggio verso i più alti valori etici e spirituali dell’Arte, giungendo alla rarefazione del linguaggio musicale delle Variazioni conclusive dell’Op.111.

Ospite dell’Associazione Alessandro Scarlatti per la prima volta a Napoli nel lontano 1966 e in varie occasioni negli anni Settanta e Ottanta, dopo una lunga pausa di dodici anni, Pollini è tornato ad esibirsi a Napoli nell’ottobre 2003 con un programma dedicato a Chopin e, successivamente, nel gennaio 2006, quando ha eseguito brani di Liszt, Webern e Boulez.

Costo del biglietto

Poltrona platea: 40 Euro
Palco I fila: 30 Euro
Palco II fila: 35 Euro
Palco III fila: 25 Euro
Palco IV fila: 20 Euro
Balconata: 15 Euro

Per informazioni:
Associazione Alessandro Scarlatti
e-mail: info@associazionescarlatti.it
sito web: www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

Ufficio stampa

Teatro di San Carlo
Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa
Laura Valente
tel: 081 7972326 – 202
e-mail: l.valente@teatrosancarlo.it

Associazione Alessandro Scarlatti
Michelangelo Iossa – MFL comunicazione
e-mail: michelangelo@mflcomunicazione.it
tel: 338 8545610
sito web: www.mflcomunicazione.it

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Programma

L. v. Beethoven (1770-1827)
Sonata in mi maggiore, op. 109
Sonata in la bemolle maggiore, op. 110
Sonata in do minore, op. 111

Maurizio Pollini

Nato a Milano nel 1942, Maurizio Pollini cresce nell’ambiente del razionalismo architettonico italiano di cui il padre Gino era esponente.
Questo clima culturale, che contribuisce a fare di lui un giovane attento ad ogni espressione artistica e che sarà determinante nella sua formazione intellettuale, sfocia nell’interesse per la musica anche grazie all’influenza dello zio materno, lo scultore Fausto Melotti, personalità eclettica che ebbe grande importanza sugli anni giovanili del nipote.
L’educazione artistica aperta e curiosa non rappresentava sicuramente quella parte di Milano che aveva fischiato il Wozzeck diretto da Mitropoulos alla Scala, partitura di cui, al contrario, Pollini dimostrò di avere già una profonda conoscenza fin dall’età di 14 anni.
Nel 1960, a 18 anni, vince il Concorso Chopin a Varsavia.

Come sostiene Salvatore Accardo, il fraseggio virtuosistico di Pollini non è fine a se stesso: ha l’obiettivo di fare apprezzare non la bravura dell’esecutore ma la bellezza della partitura. Verso la metà degli anni Novanta nasce il “Progetto Pollini”, presentato ormai in diverse città del mondo, in cui il pianista riunisce vari esecutori in una serie di concerti che ubbidiscono sia ad una coerenza in un singolo programma, sia ad una logica che corre lungo tutto il ciclo.

I legami che si instaurano tra le varie opere non sono quasi mai di carattere temporale anzi, la relazione fra esse spesso vuole dimostrare come un medesimo problema compositivo venga risolto in maniera diversa a seconda dell’epoca in cui l’opera è stata scritta, ponendo così in evidenza la relazione fra musica antica e produzione contemporanea.

L’impegno sociale di Pollini nasce dalla musica stessa che assume un valore etico ed educativo e non può essere un momento di svago per la società borghese. Il desiderio di far comprendere al pubblico la musica del nostro tempo è stato vivo in Pollini fin dalla giovinezza. Sono nate anche per questo grandi collaborazioni con importanti autori del secondo dopoguerra, come Boulez, Stockhausen, Sciarrino e Nono.

Le interpretazioni polliniane, antiromanitche e antiretoriche, attingono a tutte le esperienze artistiche e culturali del Novecento, nascono dalla musica, da dentro gli spartiti a cui egli non aggiunge alcun vezzo.

Tutte le note hanno il loro giusto valore ritmico, ma si differenziano per colore e quindi per intensità. In questo modo Pollini riesce ad attualizzare le composizioni eseguite come un autore del suo tempo, ma della nostra epoca.