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Trionfo della Naxos ai Grammy Awards 2011

La nota casa discografica si aggiudica ben cinque premi - Bene anche Decca e CSO Resound con due riconoscimenti a testa – Diversi italiani fra i vincitori

Copertina cd Naxos DaughertyI Grammy Awards, noti soprattutto per i riconoscimenti legati alla musica leggera, prevedono anche quattordici categorie rivolte alle migliori registrazioni di musica classica.
Quest’anno erano in gara le produzioni relative al periodo 1 settembre 2009 - 30 settembre 2010 con una scrematura che, come di consueto, aveva ridotto ad una cinquina i pretendenti alla vittoria finale.

L’edizione 2011, la cui cerimonia si è svolta l’altro ieri a Los Angeles, ha visto trionfare la casa discografica Naxos, con cinque premi.

Di questi tre sono stati assegnati al cd dove la Nashville Symphony, diretta da Giancarlo Guerrero, con Terrence Wilson pianoforte solista, interpreta la Metropolis Symphony e Deus Ex Machina di Daugherty, nell’ambito delle categorie “Migliore interpretazione orchestrale”, “Migliore composizione contemporanea” e “Migliore ingegnere del suono” (quest’ultimo ex-aequo con il cd della Dorian Sono Luminus rivolto all’integrale di musica per viola di Porter).

Riguardo agli altri due, uno è andato al Parker Quartet, per l’esecuzione dei Quartetti n. 1 e n. 2 di Ligeti (“Migliore interpretazione di musica da camera”), l’altro all’organista Paul Jacobs per la sua interpretazione del Livre Du Saint-Sacrement di Messiaen (“Migliore interpretazione solistica senza orchestra”).

Due premi a testa sono andati alla CSO Resound, casa discografica dell’Orchestra Sinfonica di Chicago, e alla Decca.

La prima, con il doppio cd rivolto al Requiem di Verdi, dove il maestro Riccardo Muti dirigeva l’Orchestra e il Coro della Chicago Symphony ed un quartetto vocale formato da Ildar Abdrazakov, Olga Borodina, Barbara Frittoli e Mario Zeffiri, ha vinto nelle categorie “Miglior album dell’anno” e “Migliore interpretazione corale”

La seconda, invece, ha prevalso nella categoria “Migliore interpretazione vocale”, con il cd “Sacrificium”, che aveva Cecilia Bartoli come protagonista, accompagnata dal Giardino Armonico, diretto da Giovanni Antonini e in quella per la “Migliore interpretazione solistica con orchestra”, grazie ai Concerti per pianoforte ed orchestra n. 25 e n. 26 di Mozart, suonati da Mitsuko Uchida, accompagnata dalla Cleveland Orchestra.

Come “Migliore registrazione d’opera” è stata scelta L’Amour De Loin di Kaija Saariaho, edita dalla Harmonia Mundi, mentre “Miglior piccolo ensemble” è stato giudicato quello di Jordi Savall (cd Alia Vox dal titolo “Dinastia Borja”).

L’elenco si completa con il “Miglior Album Classico Crossover” vinto da Calling All Dawns di Tin Christopher (casa discografica Tin Works Publishing), Britten’s Orchestra della Reference Recordings, per il “Miglior Album Surround” (curato dall’ingegnere Keith O. Johnson ed interpretato dalla Kansas City Symphony, diretta da Michael Stern) e il premio a David Frost come “Produttore dell’anno”.

Prima di chiudere due considerazioni.

La prima è relativa alla Naxos, tornata a fare incetta di riconoscimenti, dopo che lo scorso anno, a dispetto delle otto nominations, era praticamente rimasta a bocca asciutta.

La seconda, sicuramente fonte di grande orgoglio, consiste in una discreta presenza italiana fra i premiati.

Infatti, oltre al maestro Muti, che finora non aveva mai vinto nessun Grammy, troviamo Barbara Frittoli, Cecilia Bartoli ed il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini.