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Un interessante connubio ai Vespri d'organo

Mauro Castaldo e Paolo Rigliari ospiti della rassegna organizzata dall’Associazione Trabaci

Chiesa di san Nicola da TolentinoIl terzo appuntamento dei “Vespri d’organo” si è svolto nella Chiesa di S. Nicola da Tolentino (Nostra Signora di Lourdes) ed ha avuto come protagonisti un duo abbastanza insolito, formato da Mauro Castaldo, organista e direttore artistico della manifestazione, e dal sassofonista Paolo Rigliari.

Il programma della serata, che prevedeva alcune trascrizioni per sassofono ed organo, alternate a brani organistici, è iniziato con Trumpet Tune in re maggiore di Henry Purcell, pezzo molto celebre, scritto originariamente per tromba ed archi.

La successiva Toccata in sol minore per organo del portoghese de Sousa Carvalho (1745-1799) presentava una vena operistica abbastanza familiare in quanto l’autore, giunto giovanissimo a Napoli per studiare al Conservatorio di S. Onofrio a Porta Capuana, assorbì la particolare atmosfera che si respirava nella città partenopea durante il Settecento.

Era poi la volta di due brani appartenenti alla produzione haendeliana, entrambi trascritti per sassofono ed organo, la Sonata in sol minore, op. 1 n. 6 (in origine per flauto traverso e basso continuo) e la struggente Lascia ch’io pianga, aria di Almirena, dall’opera “Rinaldo”.

Ad essi seguiva la Toccata per organo di Mauro Castaldo, brano moderno nel quale era possibile riscontrare una decisa influenza della scuola organistica francese, con il filone legato a Duruflé, Alain, Dupré, preferito rispetto alle sonorità più eteree tipiche di Messiaen, che comunque emergevano in alcuni passaggi.

Ultimi brani eseguiti, la Pavana del britannico William Byrd (1542-1623) per sassofono ed organo, e due pezzi bachiani, Denn du wirst meine Seele nicht in der Holle lassen, dall’omonima cantata BWV 15, attribuita in tempi moderni a Johann Ludwig Bach (secondo cugino di Johann Sebastian) e la Sonata in sol minore BWV 1020, dall’originale per flauto e clavicembalo, che ha chiuso la serata.

Per quanto riguarda gli interpreti, Mauro Castaldo e Paolo Rigliari hanno evidenziato un buon affiatamento, dando vita ad una serata ricca di sonorità nuove e particolari, favorite da una acustica particolarmente buona, che ha posto in risalto le potenzialità dei due strumenti e, a tale proposito, fra i momenti più intensi, sono risultati il duetto dell’aria di Almirena e la Toccata di Castaldo.

Pubblico numeroso e abbastanza composto, a parte i soliti squilli di cellulare e alcune inspiegabili fughe nel bel mezzo di qualche brano, al quale è stato offerto un bis che, considerato il luogo del concerto, non poteva che essere un’Ave Maria, in questo caso di Piazzolla.

Prossimo appuntamento della rassegna domenica 13 febbraio, nella chiesa di Santa Caterina a Chiaia, con il concerto di Maurizio Rea, Organista Titolare della Basilica Santuario del Carmine Maggiore.