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Un programma corposo e ben eseguito

La giovane pianista Alessia Palomba conquista il pubblico dei “Pomeriggi in Concerto”

Fryderyk ChopinProsegue la rassegna “Pomeriggi in Concerto”, organizzata dall’Associazione Napolinova, la cui direzione artistica è affidata ad Alfredo de Pascale.

Ospite del recente appuntamento, tenutosi nella Sala Chopin, la ventunenne pianista napoletana Alessia Palomba, allieva della professoressa Rosa Ondato, diplomatasi con il massimo dei voti al conservatorio di Avellino, dove attualmente frequenta il primo anno del Secondo livello ed inoltre sta anche seguendo una masterclass del maestro Michele Campanella al conservatorio di Benevento.

L’artista ha proposto un programma molto corposo, apertosi con il Notturno, op. 32 n. 2 in la bemolle maggiore di Chopin, appartenente ad un gruppo di due brani dedicati nel 1837 alla contessa Camille de Billing, che venne poi anche orchestrato per essere inserito nelle musiche del balletto “Les Silphides”.

A seguire abbiamo ascoltato la Sonata n. 23 in fa minore, op. 57 di Beethoven, nota anche come “Appassionata”, appellativo aggiunto in un’edizione postuma nel 1838, secondo una abitudine tipica del periodo romantico.

Dedicata al conte Franz von Brunswick, uno dei suoi amici viennesi, fu completata nel 1805 e rappresenta una delle sonate più note fra il grande pubblico, molto amata anche dallo stesso compositore.

Dopo un breve intervallo è stata la volta di altri due brani della produzione chopiniana, il Notturno in do minore, op. 48 n. 1 e la Ballata n. 4 in fa minore, op. 52.
Il primo risale al 1841 e venne pubblicato nel 1842, insieme ad un altro in fa diesis minore, entrambi con dedica alla sua allieva Laure Duperré, mentre il secondo appartiene ad un genere inaugurato proprio dal compositore polacco, ispirandosi probabilmente alle liriche del connazionale Adam Mickiewicz.

Chiusura con la Sonata n. 2 in sol diesis minore, op. 19 di Skrjabin, frutto di una lunga gestazione compresa fra il 1892 ed il 1897, dove l’autore russo ha unito lo stile romantico con quello impressionistico, per poi ribattezzare il pezzo Sonata-Fantasia, in quanto si allontanava dalla forma canonica.

Come si può vedere, il programma risultava quanto mai impegnativo, ma Alessia Palomba ha saputo dare vita ad un recital di livello elevato, se consideriamo la corposità dei brani eseguiti e la giovane età dell’interprete.

La pianista ha evidenziato un tocco notevole ed è riuscita a mantenere la giusta tensione lungo l’intera esibizione, ricevendo vivissimi apprezzamenti dal pubblico presente e proponendo un bis conclusivo complesso e ricco di virtuosismo, consistente nella Toccata di Saint-Saëns (Studio, op. 111 n. 6 dal Concerto n. 5 per pianoforte ed orchestra), brano interpretato molto bene, che ha completato nel migliore dei modi il concerto.

Non ci resta che augurare ad Alessia Palomba di proseguire con sempre maggiore successo la carriera intrapresa e ringraziare ancora una volta Alfredo de Pascale, che continua nel meritevole compito di portare alla ribalta artisti giovani e di valore, altrimenti impossibilitati ad esibirsi nella nostra città.