Questo sito contribuisce alla audience di

Due leggende metropolitane...vere.

Penso che molti abbiano udito almeno alcune delle cosiddette leggende metropolitane, storie più o meno verosimili passate di bocca in bocca, fino ad assumere una rinomanza pressochè globale senza che si possa più rinvenirne l'iniziale origine. Bè, in almeno due casi la voce ha probabilmente avuto origine in Croazia...

La prima di queste leggende metropolitane è quella della fortezza circondata dal nemico e costretta alla fame, in cui gli assedianti decidono di organizzare un banchetto in vista delle mura per deprimere ancora di più gli assediati, salvo poi doversi ritirare quando questi ultimi inopinatamente li omaggiano con qualche tipo di manicaretto preso dalle loro ultime scorte.
Sembra che qualcosa di simile sia accaduto nel 1552, quando durante il lungo assedio turco alla cittadina di DjurDjevac, nella regione della Podravina, i difensori spararono in segno di scherno un gallo sull’accampamento dell’Ulama-Bey che aveva intimato loro la resa, asserendo che essi erano ormai a corto di cibo e di munizioni.
Questi, pensando che la città avesse tanti viveri da poter sostenere un lungo assedio levò le tende, non senza aver maledetto gli abitanti della città dando a loro il nome di Picoki ossia gallinacci, che questi tuttora orgogliosamente conservano.
Da questa storia, probabilmente leggendaria, ma non più metropolitana, la popolazione di Djurdjevac ha tratto spunto per organizzare una manifestazione folkloristica in costume chiamata appunto” LEGENDA O PICOCIMA” giunta ormai alla 25°edizione.
Che la cosa sia sì occasione di festa e di divertimento, ma nello stesso tempo sia vissuta con un certo orgoglio dagli abitanti lo testimonia lo stemma scelto dagli abitanti nel 1997, quando il loro villaggio venne elevato allo stato di città, e che vedete riprodotto qui in testa all’articolo.

La seconda leggenda è invece assolutamente vera e documentata, e purtroppo si riferisce a contingenze assai più tragiche.
Durante la seconda guerra mondiale, il giorno 26 maggio 1941 tutti gli studenti liceali ed universitari di Zagabria vennero costretti a radunarsi nello stadio della città dagli Ustasha e venne a loro ordinato di disporsi in file.
Venne poi ordinato che tutti gli Ebrei ed i Serbi facessero dieci passi avanti, per essere poi deportati,quando però, sotto pesanti minacce, alcuni di essi cominciarono ad uscire dalle fila, vennero però raggiunti da tutti gli altri studenti che li abbracciarono, cantando canzoni goliardiche, sconfiggendo ( purtroppo solo per quel giorno) così la tirannide con l’arma per essa più terribile, il ridicolo.

Link correlati