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Freddo: 25 nuovi posti... al caldo!

In Via Briamasco aperto un nuovo dormitorio invernale per i senzatetto.

Lo scorso 31 ottobre è stata inaugurata a Trento in Via Briamasco (tra lo stadio e il Palazzo delle Albere) una nuova struttura di accoglienza primaria per i senzatetto.

Si tratta di una vera e propria casa (in passato abitata dal custode dello stadio Briamasco) ed è operativa dal 1 dicembre per tutti i mesi invernali. La struttura, che dispone di 25 posti letto, è affidata ai frati Cappuccini con la collaborazione dei volontari della Croce rossa e dei Francescani. Mara Tonolli, della Croce Rossa (che con i suoi volontari, assieme agli Alpini dei Nu.Vol.A, affiancherà i frati nell’assistenza agli ospiti) ribadisce il carattere emergenziale del centro.

Infatti ogni senzatetto potrà rimanervi per un mese, scaduto il quale sarà indirizzato al dormitorio Bonomelli o dai frati cappuccini in via Papiria. In questo modo sarà assicurato ad ogni senzatetto di Trento un letto caldo per tutta la durata dell’Inverno (in complessivo i tre dormitori potranno ospitare un totale di circa cento persone).Il centro di Via Briamasco, essendo esclusivamente dormitorio, rimarrà aperto nelle ore notturne (dalle 20 alle 8) e quindi non ci sarà possibilità d’intralcio con le attività giornaliere dello stadio adiacente. Il servizio di vigilanza sarà svolto da tre operatori della Croce Rossa secondo uno schema di turnazione. Tra i presenti all’inaugurazione, il sindaco Pacher ha sottolineato il ruolo primario dei volontari che si occuperanno della casa. Infatti, grazie a loro e alla loro passione nell’aiutare il prossimo sarà possibile attuare una reale accoglienza umana.

Su questo punto sembra voler insistere anche l’entusiasta Padre Giorgio Butterini il cui concetto d’accoglienza va ben oltre il semplice (ma pur sempre essenziale) posto letto. “Saper accogliere significa aiutare ad integrarsi”, dare ai senzatetto gli strumenti per coltivare i propri interessi giacché non di rado “tra loro si trovano musicisti e pittori”. Infatti gli operatori e i volontari della Croce Rossa stanno già pensando a come sfruttare la casa durante gli altri periodi dell’anno e chissà che non ne esca un laboratorio artistico.

di Maria Devigili
(da prodigio.it)