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Genesi e Sviluppo...

del Diritto Internazionale Umanitario

La data di inizio della codificazione del Diritto Internazionale Umanitario può considerarsi quella del 22 Agosto 1864, quando a Ginevra fu firmata la prima “Convenzione per il miglioramento delle condizioni dei militari feriti in guerra” i cui principi saranno adattati alla guerra marittima con la III Convenzione dell’Aja del 29 Luglio 1899. Estremamente importante è la data del 27 luglio 1874, in cui fu adottata a Bruxelles la “Dichiarazione Internazionale concernente le leggi e gli usi della guerra”, non realizzatasi, ma largamente ripresa nei testi dell’Aja del 29 luglio 1899 e del 18 ottobre 1907. Nel 1899 e nel 1907 a causa delle incompletezze delle codificazioni fu formulata la clausola detta di Martens in cui si constatava che nei casi non previsti le popolazioni civili ed i belligeranti restavano sotto la salvaguardia dei diritti pubblici e delle leggi riguardanti i diritti dell’uomo. In pratica questa clausola riconobbe l’esistenza di leggi non scritte ma tuttavia applicabili. Prima dello scoppio della 1ª guerra mondiale erano in vigore le seguenti disposizioni:


- adottate dall’Aja nel 1899:


la “Dichiarazione relativa al divieto di impiegare proiettili destinati a spargere gas asfissianti o deleteri”; la “Dichiarazione relativa al divieto di impiegare pallottole che si dilatano o si schiacciano nel corpo umano”;


- adottate dall’Aja nel 1907:


la “Convenzione concernente le leggi e gli usi della guerra terrestre”, con Regolamento nel quale si codifica la condotta delle operazioni, il trattamento dei prigionieri di guerra, la protezione della popolazione civile ed il regime di occupazione bellica, rinviando alla Convenzione di Ginevra per quanto concerne i feriti ed i malati in tempo di guerra; le due “Convenzioni relative ai diritti e doveri dei neutrali rispettivamente nella guerra terrestre e marittima”; cinque convenzioni relative alla guerra marittima. Si ricordano a livello storico le due Dichiarazioni dell’Aja 1899 e 1907 in merito al divieto di lanciare proiettili tramite aerostati. Nel periodo tra le due guerre mondiali l’evoluzione del diritto da applicare nella condotta delle operazioni militari si interruppe in quanto si riteneva che lo studio della materia non contribuisse ad impedire la possibilità dello scoppio di guerre. Gli unici documenti che si aggiunsero in questo periodo furono:

- il Protocollo concernente il divieto dell’impiego di gas asfissianti, tossici o simili, e di mezzi batteriologici firmato a Ginevra il 17 giugno 1925;

- la “Convenzione relativa al regime degli Stretti” firmata a Montreux il 20 luglio 1936;

- il “Processo verbale relativo alle norme che i sottomarini debbono osservare nella loro azione verso le navi mercantili”, firmato a Londra il 6 novembre 1963. Per quanto riguarda le “norme relative alla protezione delle vittime della guerra”, l’evoluzione della Convenzione del 1864 (feriti di guerra) è raccolta nei seguenti documenti:

- la “Convenzione per l’assistenza ai malati e feriti in guerra”, adottata a Ginevra il 6 luglio 1906;

- la “Convenzione per il miglioramento delle condizioni dei feriti e malati delle armate in campagna” adottata a Ginevra il 17 luglio 1929;

- la “Convenzione relativa al trattamento dei prigionieri di guerra” adottata a Ginevra il 27 Luglio 1929.

2 - DOPO LA 2ª GUERRA MONDIALE

Le norme relative alla condotta delle operazioni militari, che abbiamo precedentemente esaminato, rivelarono grosse lacune e debolezze nel corso della 1′ guerra mondiale e gli aggiornamenti approvati nell’arco dei due conflitti mondiali si dimostrarono largamente insufficienti. La 2ª guerra mondiale evidenziò notevolmente i seguenti aspetti:

- i mezzi ed i metodi di combattimento avevano esposto, come mai in precedenza, le persone civili ed i beni alle conseguenze delle ostilità;

- il trattamento spesso disumano riservato ai prigionieri di guerra, quelli civili ed alla popolazione soggetta ad occupazione militare;

- la formazione di movimenti di resistenza in tutti i paesi occupati la cui azione non era stata prevista in alcun documento precedentemente ratificato. Le prime azioni intese a migliorare le normative preesistenti alla luce degli aspetti prima esaminati furono le seguenti:

- la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” firmata nel 1948;

- la “Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” firmata 1950;

- il “Patto internazionale sui diritti civili e politici” firmato nel 1966.

Queste azioni furono favorite dall’ impegno delle Nazioni Unite nel salvaguardare i diritti dell’uomo anche nel corso dei conflitti armati. Nel 1948 fu ratificata la “Convenzione per la prevenzione e la repressione del diritto di genocidio”.