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L'udito

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Dagli studi sulla percezione uditiva fetale sono derivate le ipotesi iniziali riguardo alle prime forme di processi cognitivi individuabili a livello prenatale. La capacità di discriminazione tra suoni diversi è già presente a ventisette settimane e pare che gli elementi di base del linguaggio siano appresi tramite l’esposizione sonora prenatale. Per quanto riguarda l’apparato uditivo, la coclea è già formata a otto settimane ed i recettori cominciano a differenziarsi a dieci settimane. L’ambiente uterino è ricco di suoni provenienti dai funzionamenti fisiologici del corpo materno. Il feto riceve molte stimolazioni uditive: il battito cardiaco della mamma, la sua voce, il passaggio del cibo dal tubo digerente, i rumori dell’ambiente. Quando questi sono forti, il feto reagisce con un’accelerazione del battito cardiaco, il movimento di gambe e braccia e modificazioni del ritmo respiratorio. Il ritmo del cuore materno è il ritmo primitivo su cui si forma il nostro senso della musica.Le reazioni dei bambini, a poche ore dalla nascita, al suono del battito cardiaco dimostrano che questo stimolo è per loro, in assoluto, il preferito tra gli stimoli sonori.

Si è notato inoltre che i nascituri sono in grado di preferire quello della propria madre rispetto a quello delle mamme di altri neonati.

Il feto sente chiaramente le voci “esterne” e reagisce diversamente a toni diversi.

A ventiquattro settimane le capacità del sistema uditivo sono paragonabili a quelle dell’età adulta. Le orecchie, oltre ad essere gli organi dell’udito, contengono le strutture che provvedono all’equilibrio ed all’orientamento nello spazio.