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Le Articolazioni

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Le articolazioni sono le connessioni tra i differenti segmenti scheletrici che sostengono il nostro corpo. Le possiamo distinguere in due tipi diversi:

Le articolazioni sinoviali, dette anche diartrosi, nelle quali la superficie articolare è rivestita di cartilagine ed è racchiusa all’interno di una capsula articolare. Quest’ultima nella parte esterna è composta da fibre collagene ed è rinforzata dai legamenti, mentre nella parte interna è rivestita dalla membrana sinoviale che secerne il liquido sinoviale, il quale ha una funzione nutritiva per la cartilagine e di lubrificante. Di solito i capi articolari combaciano perfettamente (ad es. se uno è concavo l’altro è convesso), e dove ciò non avviene sono presenti dei menischi o dei dischi.

Le articolazioni non sinoviali, nelle quali tra i capi articolari è interposto un tessuto diverso come cartilagine o tessuto fibroso. Interessano relativamente poco in questa sede.

Secondo il movimento che possono effettuare suddividiamo ulteriormente le articolazioni in diversi tipi, ma ciò che è importante ricordare è che l’escursione di un’articolazione è determinata principalmente dalla conformazione delle superfici articolari, dalla capsula articolare, dai legamenti ed anche dai muscoli che si inseriscono sulle ossa tramite i tendini. Generalmente le donne, avendo dei legamenti più lassi e meno spessi sono dotate di maggiore escursione articolare. Per salvaguardare le nostre articolazioni il mezzo migliore è fare un’attività motoria idonea. Il Wushu risponde in pieno alle nostre esigenze, ma prima di iniziare la pratica è bene cominciare il nostro allenamento con una fase di riscaldamento, che ha la funzione di far affluire più sangue verso i muscoli e le articolazioni, rendendo così il movimento più sciolto (cioè con minore attrito interno). Esercizi per incrementare la flessibilità ridurranno il rischio di infortuni muscolari, aumenteranno l’escursione delle articolazioni, sia agendo sui muscoli allungandoli, e sia, in minor misura, operando sui legamenti, che hanno una minore elasticità e che in ogni caso non vanno stirati in maniera eccessiva per non compromettere la stabilità dell’articolazione stessa. Indispensabili sono anche gli esercizi di potenziamento muscolare: difatti accade che un muscolo che non sopporti una sollecitazione estrema sia possibile causa di infortuni articolari anche gravi (basti pensare all’atterraggio dopo un calcio saltato). Per questo è bene non lanciarsi in imprese senza avere un’adeguata preparazione fisica, che si raggiunge solo gradualmente con la costanza e l’impegno.
Nonostante la prevenzione tuttavia ci può capitare di infortunarci ugualmente con lesioni di varia gravità:

Distorsione articolare, quando la capsula articolare ed i legamenti sono stirati repentinamente oltre le loro normali possibilità.

Sublussazione, quando i capi articolari perdono contatto lacerando la capsula articolare, ma ritornano nella posizione normale.

Lussazione, quando i capi articolari sono dislocati e rimangono fuori la loro sede normale.
Il primo soccorso in questi casi consiste nell’applicazione immediata di una borsa con il ghiaccio sulla parte dolente, che è mantenuta immobile e sollevata. Nel caso di una lussazione (classico è il caso del braccio che esce dalla spalla) è bene non tentare di riposizionare l’articolazione onde evitare il rischio di conseguenze anche gravi a carico dei nervi e dei vasi sanguigni: bisogna solo bloccare l’articolazione nella posizione in cui si trova (ad es. si fissa il braccio semipiegato al tronco con un triangolo di tela). Un legamento stirato torna alla lunghezza e funzione originaria dopo alcune settimane di riposo. Tuttavia uno stiramento ripetuto può causare una lassità articolare con rischio di lesioni gravi. Legamenti strappati possono essere suturati, ma se i monconi sono in contatto possono guarire spontaneamente, previa immobilizzazione. Una lassità legamentosa può derivare anche dall’uso continuo di fasciature che evitano di stirare un legamento indebolito: alla fine il legamento sottoposto a minor carico si adatta a questo aiuto esterno e non si rafforza.