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Come smettere

(2° parte)

Esistono anche spray nasali, prodotti per l’aerosol, capsule che vengono utilizzate per introdurre la nicotina utile a sostituire quella delle sigarette. Altri supporti farmacologici contengono sostanze che combinandosi con il fumo determinano un sapore sgradevole e tolgono ogni soddisfazione nell’accendersi la sigaretta, altri cercano di inibire il desiderio del fumo, altri ancora vengono prescritti per diminuire i sintomi di astinenza come l’ansia, lo stress, il disagio e a volte la depressione provocati dal tentativo brusco di smettere con il fumo, ma tutti questi metodi da soli non bastano: oltre alla volontà personale, può essere utile il supporto psicologico mirato a fare sparire le motivazioni psicologiche e i comportamenti legati al fumo.







C’è una sostanza nuova, il bupropione, da settembre 2000 in vendita anche in Italia; la sua azione avverrebbe sulle aree del cervello coinvolte nella dipendenza alla nicotina. Deve essere prescritto dal medico e potrebbe essere utilizzato da quei fumatori che hanno inutilmente provato con gli altri metodi. Anche in questo caso l’efficacia è aumentata dall’associazione del farmaco con altri metodi, per esempio con il cerotto.
Alcuni medici prescrivono la cloridrina, farmaco che abbassa la pressione ma che grazie alla sua azione centrale opposta a quella dell’adrenalina viene utilizzato nella cura delle tossicodipendenze, perché riduce i sintomi di astinenza. Effetti collaterali di questa medicina sono la sonnolenza e la depressione, quindi è sconsigliato a quelle persone che tendono a deprimersi; certo il farmaco non può essere l’unica arma contro il fumo, ma è meglio utilizzarlo durante un trattamento che prevede altri sistemi terapeutici. E’ in studio l’efficacia di altre sostanze farmacologiche, utilizzate oggi nella cura di altre dipendenze, ma mancano ancora risultati certi. Alcuni ricercatori, infine, cercano di dimostrare l’efficacia di un farmaco antiepilettico nei confronti della riduzione del desiderio di nicotina e, quindi, della voglia di fumare.

Un nemico della lotta contro il fumo è la pubblicità con i trucchi e le strategie sponsorizzate dall’industria delle sigarette per conquistarci come clienti. E’ triste dover dire che, essendo elevata la mortalità fra i fumatori, oltre al numero di persone che riescono a smettere, i produttori devono cercare di reclutare sempre nuovi clienti e devono tenere vivo il vizio del fumo nei fumatori. L’industria del tabacco ha costi elevati e spende ogni anno miliardi per la pubblicità senza mai alludere ai danni e alle conseguenze per il fumatore. Oggi ci sono delle leggi che limitano la possibilità dell’industria di pubblicizzare il loro prodotto, ma le strategie usate riescono a superare i divieti e a raggiungere comunque i fumatori ai quali arrivo un messaggio falso e ben studiato. Le avvertenze di pericolosità, di rischio di cancro, di pericolo di morte o di malattie gravi o letali che sono state obbligatoriamente fatte scrivere sui pacchetti di sigarette non si sono dimostrati molto efficaci e lo Stato da una parte sostiene la campagna contro il fumo e dall’altra continua a incassare le tasse sul tabacco e a sostenere finanziariamente le coltivazioni europee. Altri avvertimenti sul giusto modo di fumare, sul fumo leggero hanno spinto i fumatori a pensare che la sigaretta light non fosse dannosa. Questa è sbagliato, anche perché spesso chi sceglie questo tipo di sigaretta aumenta di conseguenza il numero totale fumato giornalmente, fa inalazioni molto profonde e annulla gli eventuali vantaggi determinati da un basso dosaggio di nicotina.

Questa è la situazione che una persona che decida di smettere di fumare deve affrontare. Ecco quindi che è evidente l’importanza di un piano d’azione determinato e deciso. La volontà determinata associata a un programma di intervento e di supporto sono le armi vincenti in questa lotta. Sarebbe meglio comunicare a tutti l’intenzione di smettere, accettare scommesse sulla riuscita, disabituarsi lentamente e progressivamente alla nicotina e dimostrare ai conoscenti e parenti quanto sia ferma e salda la decisione presa. Alcuni trucchi possono aiutare nei momenti di crisi. Ci sono persone che trovano un aiuto bevendo liquidi non troppo calorici quando sentono il desiderio di fumare, altre che sostituiscono l’uso di caffè con il te onde evitare la classica associazione con la sigaretta e altri che preferiscono masticare gomme e succhiare caramelle senza zucchero o acidule per contrastare la voglia di fumo. Sono da evitare le bevande alcoliche, la permanenza eccessiva a tavola e tutte quelle abitudini che stimolano il desiderio di accendere la sigaretta. Certamente è utile farsi aiutare dai vari possibili metodi o trattamenti di sostegno.

Terapie non farmacologiche

Molte sono le vie da seguire per ottenere un successo dalla terapia respiratoria a quella del sonno, dalla meditazione allo yoga, dal cerotto al surrogato di sigaretta e tutte aiutano la persona a trasformarsi in un ex fumatore. Il fumatore che voglia liberarsi dal vizio deve conoscere tutti i principali metodi esistenti, perché oggi medici, psicologi, terapeuti comportamentali, guaritori e, a volte, ciarlatani propongono sistemi di disintossicazione. Nessun metodo però ha efficacia se non è sostenuto da una decisione reale e definitiva.Gli ex fumatori che hanno smesso grazie alla volontà ferrea sono circa l’80 o il 90% del totale.
In certi casi può essere utile affrontare la lotta in gruppo, perché il rafforzamento reciproco rende più semplice la rinuncia, dà una sensazione di sicurezza e di conforto. Esistono dei corsi di disavvezzamento al fumo, in cui ci si incontra settimanalmente, che offrono più metodi di lotta, la possibilità di scambio comune di esperienze, di training autogeno, di abolizione dello stress, di rilassamento muscolare.



















Agopressione Tecnica basata sul massaggio leggero in alcuni punti, aiuta, almeno all’inizio, a resistere alla tentazione di ricaduta





Agopuntura Utilizzata per disabituare una persona al fumo, ha una percentuale di riuscita valutata tra il 40 e l’88%. La terapia si prefigge lo scopo iniziale non tanto dell’astinenza quanto dell’autocontrollo, con il risultato finale di fumare un numero di sigarette compreso tra 5 e 10 giornaliere. Il successo viene ottenuto gradualmente e grazie anche alla terapia comportamentale, ma una grossa dipendenza da nicotina può contrastare talvolta il risultato definitivo e permanente.





Ipnosi Viene applicata sia in forma unica, come eteroipnosi, che in ipnosi attiva graduale in almeno 10 sedute. Naturalmente la persona alla quale ci si rivolge deve essere esperta e in grado di eseguire l’ipnosi, perché in circolazione ci sono molti ciarlatani che cercano solo un facile guadagno promettendo chissà quali risultati. Se tutto viene eseguito con serietà, si ottiene una buona percentuale di riuscita, infatti il 50% delle persone dopo 5 anni di osservazione non ha ripreso a fumare.





Training autogeno Se alla base del fumo c’è lo stress eccessivo, facilmente la soluzione del problema è nel training autogeno o nei vari metodi di rilassamento, come quello muscolare progressivo, che aiutano a superare la crisi.





Omeopatia - fitoterapia Vengono in supporto alla voglia di smettere con il fumo utilizzando rimedi che lentamente aiutano il fumatore a disabituarsi dalla dipendenza.

Le ricadute

Quando finalmente si smette di fumare, la lotta non è ancora terminata, perché la tentazione di riprendere e le probabilità di ricadute sono costanti che accompagnano l’ex fumatore per un tempo più o meno lungo. Le principali situazioni che facilitano le ricadute, e che devono essere evitate, sono quelle che prima stimolavano il desiderio maggiore di fumo. Esistono 4 strategie antiricaduta:














strategia elusiva, che consiste nell’evitare feste, inviti di fumatori, cene prolungate e tutte le situazioni maggiormente rischiose per le abitudini del fumatore
strategia di ripiegamento, cercare di dimenticare l’impellente desiderio di fumare, che fortunatamente dura breve tempo, distraendosi e cercando una via d’uscita o un’alternativa
strategia difensiva, se la voglia si manifesta quando non è possibile reagire fisicamente, per esempio mentre si guida, bisogna cercare di indirizzare il pensiero su altri problemi, oppure masticare una gomma o concentrarsi su immagini spiacevoli inerenti ai danni che il fumo causa, per esempio, ai nostri polmoni
strategia di differimento, se il desiderio compare improvvisamente cercare di aspettare almeno 5 minuti prima di tentare di soddisfarlo, perché probabilmente dopo questo breve tempo la voglia passerà.

In caso di ricaduta non bisogna disperare, perché molti ex fumatori sono riusciti nella battaglia solo dopo vari tentativi prime di riuscire a dire basta in modo definitivo: soffermarsi a considerare i motivi di ricaduta aiuta a conoscere meglio la nostra situazione e può essere utile per preparare un nuovo programma antifumo e antiricaduta. Se proprio non si riesce a uscire da questa dipendenza, sarebbe opportuno cercare di fumare in modo diverso. Ascoltare come altri sono riusciti nell’intento può inoltre essere di stimolo per riprovare e per riuscire in modo definitivo