Questo sito contribuisce alla audience di

Lavoro ed occupazione....

...delle persone disabili in Italia

La realizzazione lavorativa rappresenta la condizione senza la quale non si può parlare di integrazione sociale di alcun individuo. Quando si tratta di persone maggiormente svantaggiate, l’inserimento lavorativo rappresenta la possibilità di raggiungere un’autonomia sia economica che sociale.

La legislazione italiana in tema di disabili ha avuto un’evoluzione importante con la legge 68/99 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, la cui finalità è “la promozione dell’inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato”. Il concetto di collocamento mirato è strettamente correlato con la valutazione delle capacità lavorative residue delle persone disabili, attraverso un insieme di azioni positive e di soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti di lavoro. Si tratta quindi di un cambiamento di ottica: dalla misura delle capacità perdute si passa alla valutazione di quelle residue.

Nonostante il notevole impegno normativo volto al miglioramento dell’integrazione sociale delle persone disabili, si stima che i disabili occupati non raggiungano le 150mila unità, pari al 21% delle persone disabili in età lavorativa, contro il 54,6% dei loro coetanei senza disabilità. Nelle età adulte (15-44 anni) i disabili maschi occupati sono circa il 32%, contro quasi il 70% dei maschi non disabili.

Per quanto riguarda la durata della vita lavorativa delle persone disabili, dall’indagine ISTAT sulle condizioni di salute degli italiani effettuata tra la fine del 2000 e i primi mesi del 2001 si deduce che circa il 43% delle persone disabili raggiunge la pensione prima dei 65 anni di età, contro il 26.5% della popolazione generale. Naturalmente i dati rilevati sono da riferire alla legislazione vigente e difficilmente possono estendersi a chi sta ancora svolgendo la propria attività lavorativa.

Il 14% dei disabili si dichiara complessivamente “molto soddisfatto” del proprio lavoro, mentre il 42% è “abbastanza soddisfatto” contro il 48% che dichiara di essere poco o per niente soddisfatto. Uno degli aspetti più confortanti è il fatto che la quasi totalità dei disabili si sente sicuro di poter mantenere il proprio posto di lavoro (oltre il 90%) e che circa l’80% si esprime positivamente rispetto al proprio ambiente di lavoro. Aspetti negativi della vita lavorativa dei disabili riguardano le difficoltà nel raggiungere il posto di lavoro e i livelli di guadagno. Circa il 20% dei disabili lamenta disagi sulla distanza e tempi di percorrenza per andare a lavoro, e il 35% dei disabili meno gravi fino al 50% di quelli più gravi sono poco o per nulla soddisfatti del proprio salario. (dati desunti dall’indagine europea European Community Household Panel del 1996, con riferimento all’Italia). Questi dati indicano come la vita lavorativa delle persone con disabilità va sicuramente migliorando, ma che questi hanno ancora scarsa possibilità di esprimere le proprie capacità in ambito lavorativo. Pertanto, vanno intraprese delle azioni concrete, al di là degli aspetti normativi, per vincere lo stigmatismo che ancora colpisce le persone disabili sul lavoro.