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Progetto Cuore

III fase

La terza fase è caratterizzata da un progressivo disimpegno dal progetto ed il suo termine coincide con raggiunta autonomia del paese beneficiario.

L’esistenza in Tirana di una struttura cardiochirurgica per adulti, attualmente non operativa, dimostra che l’Albania aveva già in precedenza preso coscienza del problema legato alle cardiopatie correggibili chirurgicamente. Solo motivi di carattere economico ed organizzativo hanno impedito a quel paese di progredire in questo settore e di svilupparlo anche con l’attività cardiochirurgica pediatrica. Il loro interesse è comunque manifesto.
Il crescente aiuto economico che la CEE ed altri paesi occidentali hanno promesso congiuntamente all’evidente processo di democratizzazione in atto fanno ritenere che nel giro di alcuni anni l’Albania vedrà progressivamente migliorare la propria autonomia economica.
Il coinvolgimento emozionale di gran parte della classe dirigente del paese (molti degli attuali rappresentanti istituzionali sono medici, il Presidente è cardiochirurgo) puo’ sicuramente giuocare un ruolo rilevante nella decisione dì progredire nel settore medico in oggetto.
Tutto ciò fa ritenere che in tempi relativamente brevi (anni comunque) sarà comunque possibile intraprendere una attività cardiologica e cardiochirurgica in Albania. In quel momento il personale della struttura sanitaria, base operativa del progetto, sarà probabilmente ampiamente autonomo. In quel momento avrà inizio il training cardiochirurgico pediatrico per medici e personale infermieristico da effettuarsi presso strutture cardiochirurguche italiane. Nello stesso tempo potrà iniziare un programma cardiologico di emodinamica e cardiochirurgico che preveda presso le strutture esistenti in loco, l’esecuzione di procedure via via piu’ impegnative fino al raggiungimento di una piena autonomia operativa nel settore.