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Ipertensione

da sapere che....

Lo Studio Monica, che ha coinvolto in Brianza una popolazione di oltre mezzo milione per 10 anni ha dimostrato che dopo i 50-60 anni una persona su 3 ha problemi di pressione.

Che cos’è?
La pressione sanguigna è la forza con cui il cuore pompa il sangue per farlo scorrere lungo i vasi sanguigni. Il flusso continuo di sangue fornisce al nostro corpo ossigeno e nutrimento e ci mantiene in vita. Si parla di ipertensione arteriosa quando la pressione massima(sistolica) supera i 140mmHg e la minima ( diastolica ) supera i 90mmHg. L’ipertensione viene poi classificata in diversi stadi a seconda dei valori di pressione arteriosa.

Qual’è la causa?
Nella stragrande maggioranza dei pazienti non è possibile riscontrare una causa vera e propria dell’ipertensione, che viene pertanto definita essenziale o primitiva.
Secondo le ipotesi oggigiorno più accreditate la causa degli elevati valori pressori dipende dall’interazione di numersi fattori: genetici,ambientali,disturbi elettrolitici attraverso le membrane cellulari,aumentata reattività vascolare e nervosa agli stimoli.

Che sintomi dà?
Di solito si presenta senza alcun sintomo e può colpire, senza preavviso, persone di qualsiasi età e condizione sociale.Gli anglosassoni la chiamano “silence killer”- il killer silenzioso.
Talvolta vi può essere cefalea, per lo più occipitale, mattutina; più raramente vertigini, facile affaticamento, disturbi visivi, instabilità posturale, palpitazioni, impotenza

Quali rischi comporta?
E’ uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare.Se non ben controllata può causare ictus cerebrale, infarto miocardico, insufficienza cardiaca, insufficienza renale, cecità.

Si può prevenirla?
No. Tuttavia dopo i 40 anni è consigliabile controllare la pressione arteriosa almeno una volta all’anno in modo tale da scoprire entro un tempo non eccessivamente lungo se si è affetti da ipertensione e prendere in tal modo gli opportuni provvedimenti.
Chi invece sa di avere la pressione alta (anche solo di poco) è meglio che si accordi con il suo medico per la cadenza periodica dei propri controlli.

Come si cura?
Stabilito che la pressione arteriosa supera i valori di normalità, per 3 misurazioni consecutive eseguite in giorni diversi, il Medico Curante provvederà a consigliare un appropriato trattamento farmacologico antipertensivo che si giova di farmaci i quali agiscono in modo diverso nel controllare la pressione arteriosa: alcuni favoriscono l’eliminazione dei liquidi e dei sali accumulati nei tessuti che circondano le arterie, altri impediscono al cuore di pompare con troppa forza, altri ancora dilatano i vasi sanguigni. Il trattamento farmacologico deve essere “personalizzato” al tipo di paziente,all’età,alla razza e in particolar modo alla eventuale contemporanea presenza di altre patologie.

Si può guarire?
Stabilito in modo preciso che un paziente è affetto da ipertensione arteriosa, la terapia antiipertensiva va continuata per sempre; infatti le cause che sostengono elevati i valori pressori permangono e i farmaci hanno solo l’effetto di ridurre tali valori entro un range di normalità. Soltanto nei periodi estivi caldi quando esiste un fisiologico calo pressorio si può pensare, su consiglio del proprio medico, di ridurre la terapia o di sospenderla momentaneamente.

Si può curare con terapie non farmacologiche?
Certamente, se i valori di pressione non sono particolarmente elevati(150/95); in questo caso si parla di ipertensione arteriosa borderline. E’ stato dimostrato che una regolare attività fisica, l’abolizione del fumo di sigaretta, la limitazione di bevande alcoliche e di caffè, una dieta povera di sale e grassi, la riduzione del proprio peso corporeo in eccesso e il mantenimento di uno stile di vita il più possibile esente da stress psicofisici possono ridurre i valori pressori sino a 10 mmHg. La riduzione appare alquanto modesta ma comunque sufficiente nei casi di ipertensione lieve e borderline. L’osservare poi queste importanti regole di comportamento può servire, anche in gradi di ipertensione più severa, a limitare l’uso dei farmaci e a raggiungere un proprio benessere psicofisico.

Quale può essere una dieta consigliabile per un iperteso?
Sono da evitare sale e grassi. Cercate di mangiare carne bianca e pesce cercando di cuocere gli alimenti in forno, bolliti, arrosto o nel microonde senza aggiungere sale né grassi; va bene anche la cottura al vapore o in pentole antiaderenti per poter evitare l’uso di grassi. Cercare di usare la metà del sale consigliato dalle ricette. Molta frutta e verdura sono altresì consigliate. Una dieta tipo: pasta al pomodoro fresco-insalata mista condita senza sale nè maionese-pollo, roast beef, tacchino o pesce alla griglia senza sale aggiunto-frutta a piacere; da evitare affettati misti, olive, cibi impanati, abbondante formaggio.

Che cosa si intende per ipertensione secondaria?
E’ una forma di ipertensione più rara che riconosce in specifiche patologie la causa dell’aumento dei valori pressori.: malattie renali, endocrine, neurogene, da stress acuto(interventi chirurgici, ustioni, ecc), tossiemia gravidica, contraccettivi orali. La rimozione, quando possibile, di queste cause determina il ripristino di una condizione di normalità pressoria.

Ogni quanto è bene controllare la pressione?
Come già accennato le persone con età oltre i 40 anni con normali valori pressori dovrebbero misurare la pressione arteriosa almeno una volta all’anno. Gli ipertesi già in terapia che presentano all’ultimo controllo una pressione normale dovrebbero periodicamente tenerla controllata almeno ogni 15 giorni. Il recente riscontro di valori pressori elevati implica un controllo giornaliero per alcuni giorni al fine di giungere ad una corretta diagnosi di ipertensione arteriosa e di intraprendere quindi un approccio farmacologico con l’aiuto del proprio medico curante o di un cardiologo di fiducia.