Impariamo a fumare la pipa......

ma attenzione......

Se la pipa è nuova, è necessario il rodaggio. Esso consiste semplicemente nel graduale adattamento della radica al calore, per evitare possibili rotture e per permettere la formazione di uno strato uniforme di carbone nel fornello. La formazione di carbone avviene dalla combustione del tabacco a contatto con le pareti della pipa; questa formazione deve essere graduale, lenta ed uniforme. Una crosta ben formata protegge il legno della radica consentendo una fumata più disinvolta, oltre a rendere più fresco il fumo.

E’ infatti molto importante fumare fumo fresco, perché se esso si surriscalda perde tutto l’aroma, oltre ad essere dannoso per lingua e palato. Il fumo fresco lo si ottiene caricando bene la pipa, fumando lentamente con boccate corte e distanziate e tenendo pressato il tabacco col curapipe (l’unico attrezzo veramente indispensabile per un fumatore).

Caricare di tabacco la pipa è fondamentale: si sfilaccia il tabacco, lo si inserisce nel fornello inizialmente in piccolissime quantità e premendo poco, per poi via via aumentare la quantità di tabacco e la pressione. Al termine del caricamento, si controlli di sentire, aspirando a pipa spenta, una leggera e piacevole resistenza che deve durare per tutta la fumata.

L’accensione avviene molto facilmente con dei fiammiferi di tipo svedese, e deve coinvolgere tutta la superficie visibile del tabacco. Essa, all’accensione, tenderà ad alzarsi e ad arricciarsi: è arrivato il primo momento di premere delicatamente il tabacco col curapipe. Sarà facile, specie se si cerca di avere del fumo fresco e di non surriscaldare la pipa, che essa si spenga. Nessun problema: la si riaccende (facendola prima riposare un poco nel caso in cui sia troppo calda). E’ meglio, per quanto seccante, riaccendere una pipa anche venti volte piuttosto che fumare fumo caldo.

La pipa non si respira, non si manda nei polmoni; ne si assapora il fumo in gola. Il tabacco entra in circolazione attraverso la lingua e la gola.

Sono sconsigliabili tutti i tipi di filtri, eccetto forse quelli di balsa, specie per i principianti. Si tratta di pezzetti di legno friabile e poroso da inserire in bocchini che ne permettano l’uso essi contribuiscono ad assorbire l’umidità e rinfrescare il fumo, ma mai senza l’uso di una tecnica di fumata opportuna e consapevole.

La durata del fumo è a piacere, a seconda delle dimensioni della pipa, della quantità di tabacco, del modo in cui si fuma. Dura spesso anche più di un’ora, ma è meglio che il principiante fumi per meno tempo, magari riprendendo la stessa fumata a distanza di tempo.

L’ideale sarebbe completare sempre una fumata da pipa carica a pipa esaurita (quando nel fornello resta solo cenere). Se non si riesce ad esaurire il tabacco, si può anche lasciare a metà e riprendere in seguito (anche se in questo modo il tabacco di secca e la pipa maleodora l’ambiente). Oppure si può buttare via il tabacco, pulire le pipa e caricare la pipa a metà la volta successiva, stando bene attenti a non bruciare le pareti nude della pipa con la fiamma nelle accensioni.

Iniziare a fumare la pipa non è cosa facile, specie per un fumatore di sigarette. Lo sforzo impiegato nel riuscirvi sarà ripagato in futuro. Il rodaggio in sé è uno sforzo, che viene ripagato quando la pipa è formata.

La pressione del tabacco col curapipe nel corso della fumata serve anche per diminuire la quantità di umidità che regolarmente si crea con la combustione. E’ un delicato equilibrio: il tabacco non deve essere secco, perché perde aroma, ma non deve nemmeno umidificarsi troppo nel corso della fumata, perché questa può accumularsi sul fondo del fornello ed essere aspirata nella bocca del fumatore, con esiti veramente disgustosi….

A fumata finita, si deve liberare la pipa dalla cenere (o dal tabacco, se non lo si è fumato completamente). Ci si può aiutare con il curapipe, a patto di non incidere il legno o la crosta. Si può agevolare l’operazione con piccoli colpi sul palmo della mano (ma senza urtare la pipa su superfici dure), ed infine soffiando nel bocchino.

Fondamentale dunque la pulizia della pipa al termine della fumata. Essa impedisce che la pipa puzzi, e garantisce una successiva fumata fresca. La pulizia va effettuata esclusivamente svitando il bocchino a pipa raffreddata, e pulendo il bocchino ed il cannello del fornello con uno scovolino (li si trovano in tabaccheria). Consigliabili gli scovolini ruvidi. Nessun altro prodotto dovrà essere usato, a meno magari ogni tanto di un poco di grasso per nutrire la radica (ma non nel fornello!).

Infine la pipa va lasciata a riposo, smontata, in un posto areato e tranquillo. L’ideale sarebbe lasciarla riposare per una settimana prima di riprenderla (è per questo che i fumatori abitudinari hanno tante pipe), ma ci si può accontentare anche di meno.

Comunque è buona cosa, per un principiante, non eccedere con le fumate, per non avere sensazioni iniziali sgradevoli dovute all’inesperienza che possano far desistere dall’apprendimento. Specie un fumatore di sigarette, per il quale è bene passare progressivamente dalla sigaretta alla pipa, in uno, due o più anni; sono piaceri molto diversi, e bisogna arrivare alla pipa lentamente, con consapevolezza. Solo allora sarà impossibile rinunciarci, e si apprezzerà in tutte le sue potenzialità. Solo allora apparirà impossibile tornare alla spregevole, povera e ignorante sigaretta.

Commenti dei lettori

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  • Marzia

    01 Apr 2010 - 18:10 - #1
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    l’argomento è molto interessante, ma per una fumatrice di sigarette non è di facile comprensione. Se l’autore dell’articolo potesse inserire delle foto che illustrino i vari passaggi credo sarebbe moto più scorrevole. grazie ciao

  • Beppe_B

    27 Jul 2010 - 20:23 - #2
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    Io invece lo trovo molto interessante, per uno come me che adora il tabacco, ha già capito la povertà della sigaretta ma la apprezza, preferisce sopra a tutto il sigaro e rispetta affascinato il fumo dolce e morbido delle pipe, anche se non è mai stato in grado di apprezzarlo in pieno.
    Devo dire che questo articolo mi ha stuzzicato.

  • Gi

    11 Aug 2010 - 13:14 - #3
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    Fumo la pipa da tanti anni. quando ho cominciato non esistevano i forum dedicati e allora si ricorreva a qualche consiglio o alla lettura di un libro, per il resto era esperienza vissuta sulla propria pelle. In effetti se si riusciva ad uscire vincenti dal duro periodo iniziale, il più era fatto. Oggi é tutto mooooolto più semplice, basta leggere ed attenersi, passo passo, alle istruzioni. L’articolo qui sopra é, a mio personale giudizio, ben scritto e molto utile. Evidenzia una lunga asperienza da parte dell’autore.

  • V

    06 Dec 2010 - 10:02 - #4
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    E’ da tanto tempo che penso alla pippa, finalmente a natale la ricevero’ come regalo…non pensavo esistessero diversi livelli di fumatori di pippa, dal principiante all’esperto.
    Comunque sono passato a fumare tabacco con le cartine perche’ e’ molto piu’ naturale, un gusto del tutto diverso dalle normali e classiche sigarette gia’ pronte. Infatti voglio passare alla pippa per gustare il tabacco…
    Questo articolo mi e’ stato e mi sara’ utile in seguito prima di capire cosa voglia dire fumare la pippa…

  • Va

    06 Dec 2010 - 10:04 - #5
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    Scusate gli orrori ortografici sulla pipa, ma sara’ l’emozione… :)

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