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Le Attività Internazionali della Croce Rossa Italiana

INTERVENTO DELLA CROCE ROSSA IN MAURITANIA

Mauritania







La Mauritania è uno Stato dell’Africa nord-occidentale il cui territorio è costituito da un vasto tavolato di rocce antichissime, occupato da diverse varietà di deserto. I corsi d’acqua perenni sono assenti e sussistono solo alvei fluviali temporanei. Dalla forte siccità del 1970 ad oggi, l’economia della Mauritania è stata duramente colpita dalla pesante riduzione dei terreni coltivabili ed il conseguente esodo dei contadini verso le città. Quotidianamente si combatte una dura battaglia contro le proibitive condizioni di vita (carestie, malnutrizione e malattie). La persistente siccità presto porta l’abbassamento delle falde d’acqua, la mancanza di produzione di cereali, di datteri e di prodotti ortofrutticoli in generale, la rottura delle riserve d’acqua nelle dighe e nei canali d’irrigazione. Nel febbraio del 1998 la Croce Rossa Italiana ha aperto una Delegazione in Mauritania, con lo scopo di far fronte al problema della malnutrizione.


Il Progetto di lotta alla povertà e di sicurezza alimentare ha come obiettivo generale quello di contribuire alla riduzione della prima ed al miglioramento della seconda in alcune zone rurali delle Regioni dell’Adrar, del Tagant e del Tiris Zemmour, situate al centro ed al nord della Repubblica Islamica di Mauritania. La strategia d’intervento della Croce Rossa Italiana prevede la collaborazione del Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) e di controparti locali, quali il Commissariato per i Diritti dell’Uomo, la Lotta contro la Povertà e l’Inserimento (CDHLCPI) ed il Commissariato per la Sicurezza Alimentare (CSA). In questi ultimi anni sono nate diverse cooperative integrate che perseguono l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei beneficiari. Il contributo italiano all’iniziativa per il 2002 è stato di € 1.320.390,50 che copre circa l’85,7% del costo totale dell’iniziativa, mentre il contributo del governo mauritano è stato di € 220.000,00. Il Progetto si prefigge di combattere la povertà e l’insicurezza alimentare che rappresentano i due problemi maggiori della Mauritania. Secondo delle indagini svolte nel 1992 e nel 1996 le persone povere rappresentavano circa il 50% dell’intera popolazione mauritana. La povertà si concentra soprattutto nelle zone rurali e sembra colpire principalmente gli agricoltori e le famiglie mono-parentali femminili. L’ampiezza del fenomeno della povertà in ambito rurale è dovuta ai numerosi vincoli che impediscono lo sviluppo agricolo e che sono causa di insicurezza alimentare soprattutto nelle regioni settentrionali. I più importanti sono la scarsità d’acqua, l’assenza di sicurezza fondiaria, la scarsa diffusione del credito agricolo, la mancanza di infrastrutture rurali e la dimensione ristretta del mercato interno. L’azione della Croce Rossa Italiana è concentrata al nord, nelle regioni più colpite dalla siccità e dalla desertificazione. Nella regione del Tagant le precipitazioni sono scarse e variano da 0 a 50 mm annui di pioggia, mentre nelle regioni di Adrar e Tiris Zemmour si va da un minimo di 50 ad un massimo di 100 mm annui. Per far fronte a tali problemi la Delegazione della Croce Rossa Italiana ha firmato un protocollo di accordo con la Mezzaluna Rossa Mauritana, basato su questi punti: nutrizione; progetto di sviluppo integrato e sviluppo di cooperative femminili; microrealizzazioni agropastorali, appoggio istituzionale ai comitati locali e rafforzamento della sede centrale. È stato realizzato un programma nutrizionale con la Mezzaluna Rossa Mauritana, che prevedeva tra l’altro la creazione di 25 Centri di Alimentazione Comunitaria e 4 Centri di Educazione e Recupero Nutrizionale nelle zone di Inchiri, Adrar e Tiris Zemmour. La Croce Rossa Italiana ha privilegiato per l’apertura dei Centri i villaggi isolati, spingendosi fino all’estremo nord del Paese (Bir Mogrein) mai raggiunto da altre organizzazioni. Sono 60 i Centri aperti in Mauritania fino ad oggi. Per garantirne l’autosufficienza e l’eventuale evoluzione in strutture sociali fisse, la Società consorella ha promosso il principio della ‘quotizzazione’ (piccoli contributi da parte delle famiglie assistite, accantonati per la gestione dell’anno successivo). Sono state create, inoltre, 7 cooperative agricole e zootecniche (coltivazione di ortaggi, palma da dattero, allevamento caprino ecc.) per sostenere parte dei costi dei Centri mediante la produzione di carne, latte e ortaggi. Il progetto appoggia, inoltre, azioni come la fornitura di equipaggiamenti e materiali e attività di formazione. Laddove possibile il progetto privilegia sistemi di produzione di energia rinnovabile, quali pannelli solari e fotovoltaici nonché le pompe eoliche. L’obiettivo specifico è quello di supportare il processo di sviluppo locale sostenibile in 6 comuni rurali poveri incrementando le produzioni alimentari e stabilizzandole attraverso il miglioramento delle tecniche di utilizzo delle acque pluviali, nonché quello di costruire piccole opere di raccolta delle acque pluviali e riabilitare quelle già esistenti. Ciascun intervento è stato concepito con il diretto coinvolgimento dei gruppi vulnerabili interessati i quali sono sostenuti ed aiutati nel raggiungimento dell’autosufficienza limitando in tal modo la necessità di aiuto esterno. La donna ha svolto un ruolo molto importante nella realizzazione dei progetti, partecipando attivamente alle varie fasi, integrandosi pienamente nella comunità. Nel 1998 e 1999 il programma è stato finanziato interamente dalla Croce Rossa Italiana, mentre per il 2000 l’Ufficio Umanitario della Comunità Europea ha elargito un contributo pari a € 350.000,00 per l’apertura di altri 31 Centri nutrizionali nelle regioni del nord colpite dalla siccità, raggiungendo così un totale di 60 Centri. La spesa totale sostenuta nei primi tre anni dalla Croce Rossa Italiana è di oltre € 464.811,21. A questi vanno aggiunti € 1.320.390,50 finanziati dal Ministero Affari Esteri nel 2002 per 36 mesi. Dal 2003 la CRI partecipa con funzioni di monitoraggio in un progetto di sicurezza alimentare anche nelle regioni del sud del paese. Questo progetto é totalmente finanziato dal MAE per euro 250.000,00 e gestito dalla Delegazione della FICR in Mauritania. Interventi della CRI nel sud del paese erano già stati realizzati in seguito all’alluvione del settembre 1999 nella regione di Trarla (sud Mauritania) dove la Delegazione Croce Rossa Italiana ha organizzato e gestito un’operazione di emergenza a favore delle popolazioni colpite, grazie ad un finanziamento ECHO di € 200.000,00. La Delegazione in Mauritania ha anche collaborato con l’OMS e altre organizzazioni a Nouakchott nel campo della donazione di sangue.