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Il caso Ermanno Lavorini

Un omicidio ancora senza veri colpevoli

 Il caso Ermanno Lavorini

 

Ermanno Lavorini, 13 anni, scompare il 31 gennaio del 1969 da Viareggio.  Erano le 14,30 quando il ragazzino si allontana dalla sua casa senza farvi più ritorno. Iniziano le ricerche e dopo solo qualche giorno la famiglia riceve una richiesta di riscatto di 15 milioni. Dopo questa telefonata nessuno si farà più sentire. La polizia barcolla nel buio mentre le ricerche del piccolo Ermanno continuano senza alcun risultato. Il ragazzino sembra essere svanito nel nulla. Per tre mesi Viareggio e l’Italia intera vive col fiato sospeso. Dove sta Ermanno? Chi l’ha preso? E’ vivo? E’ morto?

 

Il 9 marzo dello stesso anno Renato Tofanelli passeggia sulla spiaggia della pineta di Marina di Vecchiano quando, il suo cane, inizia a scavare e dalla sabbia spunta un corpo. E’ quello del giovanissimo scomparso. Il luogo del ritrovamento del cadavere in avanzato stato di decomposizione, era famoso non solo per le sue bellezze naturali, ma perchè molto frequentato da omosessuali che cercavano compagnia anche con ragazzi. Secondo quando accertato dai medici legali Ermanno Lavorini era morto per percosse e sul suo giovane corpo era ben visibili tracce di un tentativo di violenza sessuale. Dell’omicidio vengono accusati tre ragazzi del luogo fortemente legati ai movimenti politici di destra e del fronte monarchico: Marco Baldisseri di 16 anni, Rodolfo Della Latta e Pietro Mangioni. I tre vengono arrestati il 19 aprile. Durante l’interrogatorio i tre ragazzi indicano come esecutore dell’omicidio Adolfo Meciani, sposato e segretamente gay. I tre fermati affermano che l’uomo, ricco imprenditore di stabilimenti balneari, col “vizietto” di rimorchiare ragazzini nella pineta a bordo della sua bella auto sportiva rossa era stato lui a picchiare Ermanno.

 

Nel dettaglio Marco Baldisseri dichiara che il ragazzo era stato colpito da un forte pugno sferrato da Aldo Meciani perchè il ragazzino si opponeva alle sue avances. Il tutto in contrasto secondo la dichiarazione di un altro giovane imputato, Rodolfo Della Latta che, il 13 maggio del 1969 racconta ad un giornalista della “Domenica del Corriere” che Ermanno era stato invitato ad un party “anomalo” dove era stato prima fatto ubriacare poi drogato e poi spogliato nudo. Autore dell’orgia sempre Aldo Meciani. Ma il ragazzino non aveva retto al miscuglio di droga e e di alcool ed era morto per collasso. Nel tentativo di farlo riprendere gli era stata anche iniettata una siringa endovena. (continua)

 

Commenti dei lettori

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  • pirata

    06 Feb 2009 - 23:55 - #1
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    siamo nel 2009 e il caso lavorini non ha ancora la sua vera verita bisognerebbe forse riaprire il caso?

  • ciupix

    14 May 2009 - 18:16 - #2
    0 punti
    Up Down

    io il caso ermanno lavorini lo riaprirei,nn è giusto che un bambino del mio paese(anche se io sono nata 21 anni dopo l’accaduto)abbia subito delle atroci violenze…sono troppo arrabbiata!!!

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