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Due fratelli da un destino comune: morte misteriosa.

Antonio Bisaglia e don Mario Bisaglia sono morti entrambi in un modo misterioso. In comune l'acqua. I due casi sono stati riaperti.

Chi ha ucciso don Mario Bisaglia e perchè. Una domanda rimasta da 14 anni senza alcuna risposta. Ed è una storia complicata, ricca di misteri e situazioni inquietanti. Il caso del sacerdote di 75 anni trovato cadavere il 17 agosto del 1992 nel lago Domegge di Cadore in provincia di Belluno si collega ad altri gravi fatti di cronaca, 2 morti sospette e la sparizione di un ragazzo di 12 anni.

Il fratello del prelato, Antonio Bisaglia, leader della Democrazia Cristiana muore a 55 anni, in circostanze misteriose, annegando nel 1984 a largo di Portofino, “scivolato” dal panfilo della moglie, Romilda Bollati di Saint Pierre. Il suo corpo è stato poi recuperato in fretta da un aereo militare e la salma è stata seppellita senza essere stata sottoposta ad autopsia. Verdetto: Suicidio.

Seconda vittma collegata al caso don Mario Bisaglia è Gino Mazzolaio, ex segretario amministrativo della Dc di Rovigo, arrestato in una inchiesta veneziana su appalti e tangenti, scomparso il 23 aprile del 1993 e trovato poi cadavere dopo 7 giorni nelle acque dell’Adige.

Ed era il 1956 quando il giovanissimo Luciano Cobianchi di soli 12 anni svanisce nel nulla dal seminario di Casier di Treviso durante una passeggiata per visitare la chiesa di Domegge. Dopo 50 anni del ragazzo, pupillo di don Mario Bisaglia, parroco del paese dove il ragazzo viveva, nessuno sa che fine abbia fatto. Cosa nasconde la morte del sacerdote? Quali misteri? E con chi quella mattina del 14 agosto del 1992 don Mario aveva l’appuntamento? Era vera la notizia che il prelato doveva incontrare dei giornalisti a cui riferire “scottanti” rivelazioni sulla morte del fratello Toni?

Erano le 6 del mattino quando è uscito di casa in abiti civili e ha raggiunto in bici la Casa del clero di Rovigo. Queste le testimonianze: Aveva fretta e alle 6,45 si è recato alla stazione per prendere un treno per Calalzo, il biglietto è stato acquistato alle 6, 55. Cinque minuti dopo, secondo un testimone, il sacerdote sarebbe salito sul treno che in trenta minuti portava a Padova.

Una donna, che lo aveva incontrato alla stazione di Rovigo un’ora prima, ha affermato di averlo visto nel piazzale antistante la stessa stazione, mentre saliva bordo di un’auto bianca di grossa cilindrata dove lo attendevano 4 persone. Chi erano? . (continua)…..

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