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Il delitto della giovane venditrice di schede telefoniche

Romina Del Gaudio, 20 anni napoletana, viene violentata ed ammazzata il 4 giugno del 2004. Il suo carnefice non è mai stato indentificato

Chi è il killer “senza volto” di Romina Del Gaudio?. Una domanda senza risposta. Un silenzio che dura da due anni. Romina Del Gaudio, non ancora ventenne, è svanita nel nulla per poi essere trovata morta, violentata, il suo corpo massacrato, in un bosco nel casertano. Era il 4 giugno del 2004 quando la ragazza è partita da Napoli per raggiungere Aversa in provincia di Caserta. Romina, per guadagnare qualche soldo e sentirsi “autonoma”, faceva la venditrice “porta a porta” di schede telefoniche. Quella mattina era una come tante. Con lei il capogruppo e tre sue colleghe. Raggiunto il paesino del casertano il gruppo decide le zone dove vendere i prodotti dei maggiori operatori telefonici.

 

A Romina tocca il settore che parte da via Garibaldi, prosegue per via Andreozzi e arriva all’incrocio con via Roma. Alle 10, 30 assegnato il lavoro i 4 lavoratori fanno una veloce colazione in un bar in piazza Municipio. Il gruppo si divide e si da appuntamento alle 13, 30 - 14. Tutti tornano, ma a quell’appuntamento Romina non si presenta. Il suo cellulare squilla a vuoto e lo farà per altre molte ore fino a quando risulterà spento. I colleghi della ragazza “svanita” nel nulla all’inizio non si preoccupano. Sono convinti che Romina voglia completare il suo giro di visite senza effettuare la pausa pranzo. Il tempo passa e della ragazza nessuna traccia. Scende la sera. Il titolare della ditta napoletana, allertato dagli altri venditori alle 18 quando non la vedono rientrare, telefona due volte , tra le 20 e le 20, 30,  a casa Del Gaudio per sapere se Romina fosse tornata a Napoli da sola. No. Nessuno l’ha vista.

 

Le testimonianze dei commercianti sono contraddittorie sugli orari e la direzione che Romina avrebbe preso, ma concordano tutte sul particolare che nessuno l’ha più notata dopo le 13, quando i negozi chiudono. Una signora residente in via Andreozzi, una strada “pericolosa” che costeggia l’ex campo profughi, ha affermato di aver visto la giovane donna verso le 14 seguita da un’auto nera. Due le ipotesi dei carabinieri di Aversa: l’allontanamento volontario oppure quella più inquietante: rapimento per vendetta. Il padre di Romina, residente in Germania era il testimone di una truffa effettuata in Italia dal valore di 150 mila euro. Una vendetta trasversale? Mentre le indagini si svolgono a 360 gradi Aversa viene tappezzata di foto della ragazza “inghiottita” nei stretti vicoli dell’antica città normanna. La pista tedesca viene abbandonata.

 

A Napoli si svolgono fiaccolate di solidarietà per la famiglia Del Gaudio e l’intero territorio viene passato al setaccio da volontari e forze dell’ordine. Ma di Romina nessuna traccia. I giorni passano e l’angoscia aumenta. Un negoziante di Aversa ricorda di aver visto Romina seduta a terra su di un marciapiede di piazza Magenta verso le 14, l’orario più pericoloso per frequentare il vicino Parco. A luglio dello stesso anno viene “fuori” una notizia a dir poco sconcertante. Pochi giorni prima della scomparsa della ragazza napoletana, a Parete a pochi chilometri da Aversa, una ragazza molto somigliante a Romina e che faceva il suo stesso identico lavoro, venditrice di schede telefoniche, viene sottoposta ad un tentavivo di rapimento. Secondo diverse testimonianze assolutamente attendibili, protagonisti del fallito rapimento erano due uomini, uno corpulento ed uno più magro che avevano tentato di “prendere” la donna per trasportarla in un’auto, una monovolume grigio chiara, parcheggiata a pochi metri di distanza, con un altro uomo a bordo in attesa. I due uomini l’afferrano, ma la ragazza inizia ad urlare e in suo aiuto corrono passanti ed un dentista che riesce a liberarla. I due aggressori scappano e si allontanano con una strana calma quasi con l’intento di non farsi notare. C’è un collegamento tra questo anomalo tentativo di rapimento di una ragazza giovanissima e l’improvvisa scomparsa di Romina anche lei bionda e carina?.

 

Poi la tragica svolta. E’ il 21 luglio quando una telefonata anonima avvisa i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) della presenza di un cadavere a San Tammaro, in località Carditello, in un bosco impervio nelle vicinanze delle vecchia Reggia Borbonica. I militari trovano tra gli alberi uno slip da donna, un giubbino di pelle nera, un pacchetto di sigarette con un porta spiccioli, un paio di scarpe da ginnastica, un reggiseno fatto a pezzi ed una maglietta. Dietro ad un cespuglio trovano il corpo martoriato di una donna sopra ad un jeans celeste. Accanto al cadavere in avanzato stato di decomposizione ci sono i suoi documenti. La ragazza stringeva al petto una cartella di prodotti della Wind. Tutto lascia pensare che siano di Romina quegli indumenti e quei poveri resti. Ed è proprio lei come viene confermato dall’esame del Dna. Secondo l’autopsia la giovane donna era stata violentata dopo poche ore dalla sua scomparsa ed era stata poi ammazzata con due colpi di pistola calibro 22 alla tempia. Eppure ci sono dubbi. Romina era una ragazza schiva e che mai avrebbe accettato passaggi da sconosciuti e allora chi l’avrebbe “abbordata” ed essere così convincente da superare le naturali preoccupazioni della giovane donna?. Cosa l’ha convinta a salire sulla sua auto visto che la distanza dal suo ultimo avvistamento e il luogo del ritrovamento dei suoi resti distano alcuni chilometri? Romina conosceva il suo carnefice al punto tale di fidarsi?. 

 

Il 2 settembre del 2004 i familiari della ragazza massacrata ricevono una telefonata anonima da un telefono pubblico nei pressi della stazione ferroviaria di Aversa. Un uomo chiede perdono alla madre annunciando che si sarebbe poi costituito. Intanto, viene indagato l’autore di un’altra telefonata raccolta dalla trsmissione “Chi l’ha visto” il 7 giugno sempre del 2004. E’ un giovane vicino di casa di Romina che afferma di aver visto la ragazza alla stazione ferroviaria di Caserta proprio il giorno della sua scomparsa. Dopo il ritrovamento del cadavere il ragazzo viene a lungo interrogato, ma non riesce a ricostruire i suoi movimenti tra i giorni 3 e 4 giugno. Con lui viene indagato un altro ragazzo che gli aveva falsamente offerto un alibi. A quest’ultimo il 27 luglio i carabinieri sequestrano 2 auto per controllare, sempre attraverso il Dna, la compatibilità tra i due “sospetti” e le sostanze organiche trovate sul corpo di Romina. L’esame li scagiona. Sono innocenti ed estranei all’omicidio. Allora chi è l’assassino di Romina? A chi appartiene quella voce che chiede perdono e giura che presto si consegnerà alle forze dell’ordine? Siamo tutti in attesa.

 Lucia Criscuoli

Foto: Romina Del Gaudio

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