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Il "mistero" della data della morte di Gesù

Tra ricorrenze "pagane", Vangeli e studi di antichi documenti nessuno, fino ad oggi, ha potuto stabilire quando il Nazareno sia nato e quando sia effettivamente morto.

Sia la vera data di nascita di Gesù che quella della sua morte restano un mistero mai svelato da oltre due secoli. Sono molti gli studiosi che hanno cercato di fare luce su uno dei più affascinati “casi” storici che si perde nella notte dei tempi.Per quanto riguarda la nascita di Gesù esistono diverse ipotesi.

Quella basata sul clima che propone come probabile periodo della nascita il mese di ottobre per un dettaglio molto semplice, nonostante in Palestina fa sempre molto caldo il deserto, invece, ha continui sbalzi di temperatura e, quindi, è quasi impossibile che i pastori guidati dalla Stella Cometa, avessero passato la notte all’aperto e al freddo.Secondo una ipotesi basata su recenti ritrovamenti sembra, invece, che il Nazareno fosse nato veramente il 25 dicembre.

Alcuni studiosi, analizzando dei antichi manoscritti di Qumran ritengono di aver ricostruito la successione degli avvenimenti: a settembre nacque Giovanni Battista e il Cristo pochi mesi dopo, quindi alla fine dell’anno. Di certo è che il 25 dicembre era una festa pagana, il giorno della luce e del sole, quando, con il solstizio invernale, le ore di luce si allungavano fino a giugno. I cristiani la modificarano dedicandola al Salvatore.

Per quanto riguarda la sua morte, secondo i Vangeli, Gesù fu crocifisso un venerdì che coincideva con la Pasqua ebraica (il passaggio dell’angelo sterminatore)o il giorno precedente, cioè il 14 o il 15 del mese di Nisan (aprile) del calendario ebraico. A livello storico si notano alcune coincidenze: Ponzio Pilato, che emise la sentenza di morte, era stato governatore della Giudea dall’anno 26 al 36 ; Secondo Luca l’inizio della predicazione di Giovanni il Battista e, di conseguenza la vita pubblica del Nazareno, iniziò durante il quindicesimo anno d’impero di Tiberio tra il 26 e il 28. Sembra che la vita “pubblica” del Salvatore, sia durata solo 3 anni per cui si arriverebbe tra al 30 o 31.

Allora quando Gesù è stato crocifisso?. Da quanto si legge nei Vangeli, i quattro Evangelisti concordano che Gesù mangiò con i suoi discepoli la sera precedente la Pasqua e alla vigilia della sua morte, cioè il 15 secondo il calendario Nisan, ma Giovanni scrive che il giorno della morte del Nazareno era la Parasceve (vigilia) quindi il 14. Altri affermano che il rito celebrato dal Cristo con gli apostoli non era la Pasqua vera e propria, ma un rito di ringraziamento che si svolgeva il giorno prima. Secondo questa ricostruzione storica il Figlio di Dio sulla terra è morto il 3 aprile del 33.

Un altro “mistero” riguarda il tempo intercorso tra la sua morte e la sua resurrezione: nei Vangeli si legge che risuscitò il “terzo giorno” quindi la domenica, ma questo non coincide con i tempi. Si legge che il Cristo è risolto dopo tre notti e tre giorni, calcolando il tempo tra il venerdì e la domenica manca una notte. Sembra che, sempre per motivi religiosi, i Farisei avevano spostato la Pasqua di un giorno, quindi non più il sabato. Gesù sarebbe, quindi, morto venerdì 3 aprile 33 e risorto il lunedì successivo e dopo una settimana risorto. Ma come si calcola la data della Pasqua.

Il primo concilio di Nicea che si era svolto nell’anno 325, stabilì che la solennità della Pasqua di Resurrezione sarabbe stata celebrata nella domenica successiva al primo pleniluvio che viene dopo l’equinozio di primavera. Nel corso del Concilio la data dell’equinozio di primavera venne spostata dal 25 marzo al 21 per gli errori causati dai calendari. Per queste motivazioni la data di Pasqua è compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile secondo le lune piene e i pleniluvi.

Lucia Criscuoli

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