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Esiste davvero una Amalfi sommersa?

Una piccola Atlantide nell'azzurro mare della costiera amalfitana. Realtà o leggenda... di certo restano antichi atti processuali.

Esiste veramente una Amalfi sommersa o è solo una leggenda?. Dai recenti studi effettuati dall’Università di Salerno e Napoli e dall’esame di antichi documenti dell’arcivescovado amalfitano sembrerebbe propri di si. L’azzurro e profondo mare antistante l’antica Repubblica marinara potrebbe nascondere un vero tesoro avvolto nel mistero. Secondo gli storici, in fondo al mare, ci dovrebbero essere i resti di ben sei chiese se non addirittura sette, inghiottite dal maremoto del 1343 che tanto spaventò il poeta Francesco Petrarca ospite in quel periodo a Napoli e che ha tanto narrato dello spaventoso e devastante fenomeno naturale.

La spaventosa onda, partita da Genova è poi arrivata fino sulle coste siciliane- raccontano le cronache dell’epoca- spazzando al suo passare tutto, coste, abitazioni, porti, piccole casupole di pescatori, formidabili flotte pescherecce e da guerra.Eppure di un piccola città sommersa fino ad oggi ne restano poche tracce e pochi studiosi hanno voluto approfondire l’argomento.Alcuni reperti sommersi evidenziano la presenza di un antico porto con le sue banchine completamente sprofondate nell’acqua. Questi reperti archeologici di Amalfi riguardano gli antichi moli medievali, probabilmente risalenti al 1200 la cui distruzione è avvolta dal mistero. L’intera area, già ulteriormente distrutta per la costruzione di due moli foranei, non è a tutt’oggi sottoposta a tutela da parte della Sovrintendenza ai beni archeologici di Salerno e versa in un gravissimo stato di abbandono e degrado.

Altri reperti come anfore e parti di antiche colonne vengono spesso ritrovate nelle reti dei pescatori, ma spesso possono essere datate in periodi precedenti o successivi al maremoto del 1343.Eppure è bello immaginare, ammirando quelle rocce selvagge che declinano dolcemente verso il mare, ricche e fiorite di preziosa macchia mediterranea e dei suoi infiniti colori ed odori, eterne sentinelle e testimoni di un panorama mozzafiato ed un infinito orizzonte e quando il mare è particolarmente terso, e l’acqua è appena sospinta da una brezza leggera,che la sabbia dorata custodisca un suggestivo mistero. Un segreto che rende la Divina Costiera ancora più suggestiva ed affascinante immaginandola come una piccola Atlantide dove intravedere preziose piastrelle, campane, altari ricchi di arredi , alberi di navi diventati proprietà esclusiva di quel profondo, azzurro mare. In quella spaventosa notte- scrive lo storico Matteo Camera, amalfitano,- accusato a più voci di “inventare” storie per rendere la sua terra ancora più affascinante- tutto fu inghiottito dal mare e tutto nascosto per sempre.

Ma nonostante le polemiche “storiche” qualche traccia dell’esistenza delle sette chiese scomparse c’è. Pochi dettagli che si riferiscono ad un processo del 1557, 200 anni dopo, dove due prelati chiedevano il riconoscimento della proprietà immobiliare proprio per due di quelle chiese svanite nel nulla. Dagli atti processualisi si possono rilevare molti riferimenti ad alcune chiese di Amalfi e dei borghi limitrofi presenti molto tempo prima della devastatrice onda anomala. Mario Camera ha affermato che estistevano all’epoca due distinte chiese dedicate alla SS.Ma Annunziata, la prima detta de Manganello, la seconda, citata anche nel processo per l’eredità come de Ballenulo, una ipotesi che poi verrà contraddetta dagli stessi atti della causa che invece dicevano che la chiesa era una sola.

Probabilmente, come affermato nel corso degli anni da altri storici, il litorare amalfitano non è scomparso per il maremoto del 1343 ma, anche per altri fenonemi naturali. Infatti, sembra che, dopo 100 anni, forse nel 1449 un altro maremoto ha inghiottito altre chiese ed altre case del centro abitato: si racconta ancora di un’onda anomale e distruttrice del 1600 che è penetratata per diversi centinaia di metri all’interno dell’ aglomerato urbano. Di certo resta che dopo i diversi maremoti la potente Repubblica marinara fu messa in ginocchio alla mercè dei feroci pirati facendola finire nelle mani di squattrinati signorotti che la distrussero economicamente fino a ridurla ad un misero borgo di pescatori .

Lucia Criscuoli

Foto: Il campanile della Cattedrale di Sant’Andrea- Amalfi

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