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Il dramma della tossicodipendenza

Ha aggredito la madre e la sorella per estorcere soldi da spendere in una dose giornaliera.

28/04/2006
    
AGGREDISCE MADRE E SORELLA. ARRESTATO 
Mamma coraggio denuncia il figlio tossico
 
 

Pretendeva dalla madre e dalla sorella i soldi necessari per comprare la dose quotidiana di sostanze stupefacenti ed è finito in carcere. Ennesimo arresto per Gennaro Mangieri , 38 anni, amalfitano e pluripregiudicato, dopo il fermo dei carabinieri della Compagnia d’Amalfi diretta dal capitano Enrico Calandro e dal comandante della locale Stazione amalfitana, luogotenente Emanuele La Carrubba. Era il pomeriggio di due giorni fa quando è arrivata una telefonata ai militari.

 

Due donne in preda al panico chiedevano aiuto. Il loro congiunto, pregiudicato per spaccio di sostanze stupefacenti e reati contro il patrimonio, era in piena crisi di astinenza. Chiedeva soldi alla madre e alla sorella, urlava di consegnargli alcune centinaia di euro per l’acquisto della droga. Le due poverette si sono rifiutate e si sono nascoste in una stanza dell’appartamento condiviso da Gennaro Mangieri rientrato in casa dopo alcuni giorni di assenza. L’uomo ha iniziato ad inveire contro la madre minacciandola e aggredendola, poi la sua attenzione si è rivolta alla sorella.

 

 Le due malcapitate hanno tentato di scappare, hanno telefonato di nascosto ai carabinieri chiedendo soccorso. Immediato l’intervento di una pattuglia. I militari sono entrati nella casa mentre l’uomo sfasciava mobili e suppellettili ed urlava contro le parenti. Nonostante la presenza dei carabinieri Mangieri ha tentato di avventarsi contro la madre e la sorella, ma per fortuna è stato bloccato, ammanettato e rinchiuso nel carcere di Fuorni a disposizione della magistratura salernitana. Per le due donne per fortuna nessuna conseguenza per l’insano e pericoloso gesto del loro congiunto, escluso un notevole spavento e qualche mobile distrutto.

 

Donne coraggio, madre e sorella che, nonostante tutto, la paura, la minaccia, la violenza, non hanno voluto cedere alle richieste estorsive ed hanno preferito ribellarsi mettendo a rischio la loro vita pur di fermare quel loro figlio e fratello “perso” in una via senza ritorno e, comunque, abbandonato a se stesso. Dove sono i servizi sociali in Costiera amalfitana? Chi si preoccupa di questi uomini e donne perse nel tunnel della morte? E, ancora peggio, chi come un burattinaio regge i fili dello spaccio di droghe pesanti come cocaina ed eroina fino a ridurre le loro vittime a stracci umani senza alcun freno? Quante altre donne dovranno subire violenze e botte solo per pochi euro? Domande che esigono serie risposte. 

 

Lucia criscuoli

da Il Mattino di Napoli

 

 
 

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