Questo sito contribuisce alla audience di

Arrestati gli aguzzini di Francesco Ferreri

Il ragazzino di Barrafranca in provincia di Enna, è stato massacrato il 16 dicembre dello scorso anno cercando di sfuggire ad una violenza carnale. Cinque le persone finite in carcere.

Francesco Ferreri aveva solo 13 anni quando è stato massacrato. Era il 16 dicembre del 2005 quando i genitori di Francesco hanno atteso invano il suo ritorno a casa. Non potevano immaginare che il corpo straziato del ragazzino era stato gettato in un canale di scolo lungo la provinciale di Enna, con il cranio fracassato. Il papà fa lo spazzino, la mamma è una casalinga, abitano a Barrafranca, un piccolo paese con pochi abitanti. E’ gente semplice ed onesta che lavora sodo e che non ha alcun legame con la criminalità mafiosa.

Venerdì mattina Francesco aveva litigato con un compagno di scuola e nel pomeriggio il fratello maggiore lo aveva minacciato. Proprio quel venerdì il ragazzino aveva un appuntamento, nel pomeriggio, con gli amici in parrocchia per la Novena di Natale. L’appuntamento era saltato e Francesco è uscito prima che rientrassero i genitori ed il fratello. E’ uscito senza indossare il giubotto, senza cellulare, probabilmente credeva di tornare presto. Invece, casa non è mai ritornato.

Il suo corpo viene ritrovato alle 9 di mattina del giorno dopo.. Come ha trascorso le sue ultime ore di vita e con chi. Sicuramente Francesco conosceva il suo o i suoi assassini. Le pietre dove è stato rinvenuto il suo corpo erano sporche di sangue ed altre grosse chiazze sono state scoperte sul sentiero che porta ad un ponticello. Il ragazzo, secondo la ricostruzione degli investigatori, è stato sbattuto con la testa contro un muretto a secco poi è stato trascinato fino al ponte e poi gettato nel vuoto. Gli aguzzini sono poi scappati in fretta a bordo di un’auto. Una ipotesi suffragata dall’impronta di alcuni pneumatici transitati per il sentiero. I vestiti del ragazzo erano intatti ma, i pantaloni erano un pò “abbassati“. Esclusa la vendetta la pista che viene seguita è quella della pedofilia.

Le indagini sono continuate a pieno ritmo e solo pochi giorni fa, il 16 maggio di quest’anno, i carabinieri hanno arrestato cinque persone: Giuseppe Faraci di 21 anni ritenuto l’autore materiale dell’omicidio e da lui stesso confessato, Antonio Lo bue di 42 anni, Salvatore Randazzo di 20 anni, Calogero Mancuso di 40 anni ed un minori di 15 anni di cui si conoscono solo le iniziali T.R. Questi ultimi quattro il reato contestato è violenza sessuale aggravata.

Dall’inchiesta è emerso che Francesco Ferrero è stato ammazzato dopo che i “presunti” colpevoli avevano tentato di violentarlo senza riuscirci. Francesco è stato, quindi, portato alla periferia di Barrafranca dove è stato aggradito e colpito 13 volte alla nuca con una chiave inglese. Nel computer di due dei cinque arrestati sono state trovate tracce di visite a siti che propongono materiale porno pedofilo, tra i quali anche uno specializzato nel genere “necros- pedo” che mostra immagini di violenze su bambini fino all’uccisione delle piccole vittime.

Lucia Criscuoli

Foto: Francesco Ferrero

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati