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L'agghiacciante storia di Leonarda Cianciulli "prima parte"

E' la serial killer più famosa d'Italia. Tutta la sua vita raccontata da Lucia Criscuoli

“Ero una bambina debole e malaticcia, soffrivo di epilessia, ma i miei mi trattavano come un peso, non avevano per me le attenzioni che portavano agli altri figli. La mamma mi odiava perché non aveva desiderato la mia nascita. Ero infelice e desideravo morire. Cercai due volte di impiccarmi: una volta mi salvarono, la seconda volta si spezzò la fune. In entrambi casi la mamma mi fece capire che le dispiaceva rivedermi viva. Una volta ingoiai due stecche del suo busto, un’altra volta ingoiai cocci di vetro, ma non accadde nulla”.

Queste le parole di Leonarda Cianciulli nel corso del processo a suo carico per l’accusa di aver ucciso tre donne e di aver sezionato e poi distrutto i loro corpi. Una infanzia triste, infelice e difficile. Ed una madre- matrigna che l’ha condizionata con la sua mancanza d’amore e sembra che l’abbia maledetta in fin di vita. Leonarda Cianciulli nasce a Montella, piccolo centro in provincia di Avellino, nel 1893. La madre, Emilia Di Nolfi, la odiava perché “frutto indesiderato” di una violenza carnale. Il suo odio era iniziato dal primo giorno del suo concepimento e per il fatto di essere stata obbligata a sposare il suo violentatore proprio perché incinta. Dopo la morte del suo primo marito la donna, che riteneva la piccola Leonarda solo la “colpa della vergogna”, si risposa ed ha altri figli. Figli adorati rispetto all’odio sterminato per la primogenita. Leonarda è una bambina sola, bruttina, e malata d’amore. Soffre terribilmente per la totale mancanza di affetto da parte della sua famiglia, dei suoi fratelli più piccoli. Di notte ha incubi terribili che la portano ad avere crisi epilettiche. Passano gli anni. Leonarda cresce e va a scuola e per lei si spalancano le porte di un nuovo mondo.

Non è una ragazza carina, ha il volto grasso dai tratti marcati e mascolini, è tarchiata e bassa di statura, nonostante ciò presto conquista le simpatia di molte amiche e specialmente di amici. E’ anche corteggiata da ragazzi più grandi e si diverte ad inventare storie piccanti su di loro da raccontare poi per far divertire le sue compagne di scuola. Passano pochi anni e la giovane Leonarda si innamora perdutamente di un ragazzo, Raffaele Pansardi. La madre le vieta di frequentarlo in quanto l’ha promessa in sposa ad un suo cugino, ma Leonarda spinta dal suo amore per la prima volta, superando ogni paura, disubbidisce. Aspetta la maggiore età e sposa il suo amato Raffaele. Le nozze vengono celebrate nel 1914 e la novella sposa si trasferisce a Laviano, nell’alta Irpinia. Spera di essere finalmente felice lontana dalla sua famiglia e dai ricordi terribili della sua ancor più terribile infanzia e dove il marito lavora come impiegato all’Ufficio del Registro. Ma la madre si ammala gravemente e la invoca al suo capezzale non certo per amore, ma per maledire lei e tutta la sua prole.

Leonarda racconterà poi, nel corso del processo, che da quel giorno la sognava spesso, la madre era sempre presente nei suoi terrificanti incubi notturni. Una maledizione che sembra si avveri: “nessun tuo figlio ti sopravviverà” le aveva gridato la madre in punto di morte. Leonarda ha 17 gravidanze con 3 parti prematuri, 10 figli le moriranno in tenera età. I 4 sopravvissuti diventano la sua ragione di vita: Giuseppe, Biagio, Bernardo e Norma.

Nel 1930 l’Irpinia viene sconvolta da un terribile terremoto. La casa delle famiglia Pansardi viene completamente distrutta. La famiglia diventa poverissima. Nel crollo della casa hanno perso tutto. Salve solo le loro vite. Decidono di trasferirsi a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, un piccolo centro che diventerà famoso non tanto per aver dato i natali a Ligabue, bensì di aver ospitato la famosa “saponificatrice, dove vivono alcuni loro amici. Arrivano a Correggio senza nulla, solo qualche valigia con pochi vestiti usati, tanta povertà e tanta fame.Tempi durissimi per Leonarda e i suoi amati 4 figli. Trovano un rifugio di fortuna e nonostante la miseria Leonarda cerca di non far mancare nulla ai suoi bambini. Si inventa un nuovo lavoro, un mercatino di abiti usati. Si improvvisa cartomante e legge le carte. Piano piano il tenore economico della famiglia migliore nonostante il disinteresse di Raffaele che non lavora e trascorre le notte al bar a bere con gli amici.

Grazie ad una somma di denaro riscossa come risarcimento danni, da parte dello Stato, per la perdita della casa distrutta dal terremoto, Leonarda ha la possibilità di incrementare il suo commercio di abiti usati. Cresce i suoi figli nei migliori modi possibili con piena dedizione quasi maniacale. Al primo posto non solo il benessere fisico, ma l’istruzione riservata, negli anni ’30, solo ai rampolli di famiglie nobili e ricche. Invece, nonostante le sue umili origini e il commercio degli abiti di seconda mano, i 4 figli di Leonarda studiano nelle migliori scuole. Il figlio più grande e il più adorato, Giuseppe, frequenta la facoltà di Lettere all’università di Milano. Gli altri due maschi, Biagio e Bernardo il liceo classico e la bambina più piccola, Norma, l’asilo presso le suore.

E mentre gli affari del negozio dell’usato garantiscono alla famiglia ottimi introiti, la stessa si sfascia: Raffaele, forse stanco dei continui rimproveri della moglie va via di casa e sparisce nel nulla. Di lui si perde per sempre ogni traccia. Qualcuno all’epoca del processo ha ipotizzato che anche Raffaele sia finito nel pentolone del sapone di Leonarda, ma questa ipotesi non è mai stata suffragata da alcuna prova o riscontro.

L’abbandono del marito sembra che non abbia creato in Leonarda alcuna emozione, eppure qualcosa la tormenta. Sempre lo stesso terrificante ricordo che la riportano ad anni prima, che la riconducono alla maledizione della madre, a quelle parole spietate lanciate contro una giovane sposina follemente innamorata: “nessun tuo figlio ti sopravviverà. Io maledico te e i tuoi figli”. Una maledizione suffragata anche dal responso di una zingara da lei interpellata che dopo averle letto la mano dichiara: “Tutti i tuoi figli moriranno prima di te”. Parole che sconvolgono Leonarda che per anni si rivolge a maghe, zingare e fattucchiare. E’ terrorizzata, dopo qualche anno interpella un’altra zingara che le sentenzia ”vedo nella tua mano destra il carcere e nella tua sinistra il manicomio”. Intanto, Leonarda cambia casa, prende in fitto un appartamento in via Cavour 11/A, assume una cameriera e, dimenticato definitivamente il marito Raffaele, inizia una relazione amorosa con un cascinaro del luogo, Abelardo Spinelli.

Nonostante la tranquillità economica e il suo nuovo amore Leonarda continua ad essere ossessionata dalla paura di veder morire i propri figli. Racconta poi, nel corso del processo, i suoi tormenti, le sue angosce : ”Non posso sopportare la perdita di un altro figlio. Quasi ogni notte sogno piccole bare bianche di quegli altri, inghiottiti uno dopo l’altro nella terra nera. Per questo ho studiato magia, ho letto libri che parlano di chiromanzia, cartomanzia, astrologia, scongiuri, fatture e spiritismo. Volevo conoscere tutto su i sortilegi per poterli neutralizzarli e salvare i miei figli”.

Nel 1939 Leonarda è sconvolta per i venti di guerra che sconquassano l’Europa. Sogna di nuovo la madre, la sua rabbia mentre la maledice, le sue parole spietate ed inquietanti, e rivive nell’incubo tutto il suo terrore. Sprofonda nella disperazione. Il suo amatissimo primogenito Giuseppe, diventato anche istruttore al Collegio nazionale di Correggio, ha l’età giusta per essere arruolato e chiamato dall’esercito a fare la guerra e a morire.

Sempre nel corso del processo e poi nel suo memoriale scritto in carcere dal titolo “Le confessioni di un’anima amareggiata”, racconta di aver sognato la Madonna che le consigliava di compiere sacrifici umani per salvare il figlio. E lei ci pensa seriamente, pronta anche ad uccidere pur di salvare i suoi innocenti figli.

Leonarda è una donna simpatica a tutti. E’ intelligente, gentile. Per tutti ha una parola di conforto, e con tutti scambia battute anche piccanti. Il suo negozio di abiti usati ha sempre più successo così come il suo mestiere di cartomante. Sono principalmente le donne che la interpellano per consulti, per fatture amorose, per avere monili portafortuna. Leonarda è sempre disponibile. La sua casa è molto ben frequentata, ha molte amiche che spesso invita a cena o nel pomeriggio per un caldo e profumato the con dolcetti per quattro chiacchiere tra donne.

In modo particolare stringe amicizia con tre donne : Ermelinda Faustina Setti detta Rabitti di 70 anni, Francesca Soavi di 55 anni insegnante, e Virginia Cacioppo di 59 anni cantante lirica. Sono tre donne sole, ma ancora piene di vita che sperano di trovare un amore, un compagno, un nuovo posto di lavoro, una vita migliore. Le tre donne si fidono ciecamente della Cianciulli, la loro vera amica, confidente. L’amano quasi come una sorella. (PRIMA PARTE)

SECONDA PARTE

TERZA PARTE

Foto: Leonarda Cianciulli

Lucia Criscuoli

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Commenti dei lettori

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  • jhh hgjtu

    05 Jan 2011 - 20:43 - #1
    0 punti
    Up Down

    ciao ciao ciao bello vivere è? non vorrei finire nel pentolone della cianciulli

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