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L'agghiacciante storia di Leonarda Cianciulli " seconda parte"

Le vittime

La prima vittima di Leonarda è Ermelinda Faustina, ragazza madre di una figlia morta qualche anno prima e ancora alla ricerca del suo “principe azzurro”. E’ il 17 dicembre del 1939 quando Rabitti saluta la vicina e va dalla parrucchiera alla quale confida che ha trovato marito e che presto si trasferirà. In effetti, Leonarda le aveva detto di aver trovato un signore benestante che cercava anch’egli l’anima gemella. Il presunto principe azzurro viveva a Pola e Leonarda convince l’anziana donna ancora molto romantica a venderle tutti i suoi beni senza farne parola con nessuno per non scatenare gelosie. E Faustina obbedisce. Passa qualche mese e Leonarda convince Faustina a recarsi a casa sua il 18 dicembre. Tutto è pronto per la sua partenza, ma da quella casa Rabitti non ne uscirà mai più. Faustina si reca in via Cavour convinta di andare incontro all’amore.

Va per salutare la sua amica e per verificare tutti dettagli per il suo incontro tanto atteso con l’agognato compagno. Rabitti è ben vestita, truccata e pettinata, sprizza di gioia, non vede l’ora di partire. Leonarda la fa accomodare e le vuole offrire un caffè. Il fornello però è occupato da un grosso pentolone nel quale, di solito, la Cianciulli faceva il sapone, in attesa di poter fare il caffè Leonarda convince Faustina, semianalfabeta, a scrivere lettere e cartoline sotto suo dettato a parenti ed amici. Il suo aiuto è totale. Le missive potevano poi essere spedite con calma da Pola e –assicura- sulle stesse si leggeva che Faustina stava bene e che tutto procedeva nei migliori dei modi. Ma dalla casa di Leonarda la futura sposa non è mai uscita e a Pola non c’era nessuno che l’aspettava. I suoi mobili, la biancheria e gli abiti finiscono nel negozio di Leonarda e sulle sue bancarelle.

A chi chiedeva spiegazioni la Cianciulli spiega che era stata incaricata di sistemare le sue cose. Spariscono anche i soldi di Faustina che finiscono nelle tasche di Leonarda.

Ma cosa era successo a casa della Cianciulli? Mentre Faustina scrive le sue cartoline con non poche difficoltà le cartoline ed è china sul tavolo della cucina, Leonarda la sorprende alle spalle e la massacra a colpe di scure mentre sul fornello nel pentolone l’acqua ribbolle. Trascina il suo corpo in uno stanzino e in fretta, temendo il ritorno della cameriera, fa a pezzi il cadavere, facendo colare il sangue in un catino per non sporcare i momili e il pavimento e per poterlo utilizzare in un secondo momento per altri scopi. Nel suo memoriale si legge: “Gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi 7 chili di soda caustica che avevo comprato per fare il sapone, rimescolai il tutto finchè il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi che vuotai in un vicino pozzonero. Quanto al sangue aspettai che coagulasse, lo feci attaccare al forno, lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, ho aggiunto un po’ di margarina, impastando il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore in visita, ma ne mangiammo anche Giuseppe ed io”.

Dopo alcuni giorni dalla “partenza” di Faustina, Leonarda manda con una scusa banale suo figlio Giuseppe a Pola convincendolo a spedire la lettere e cartolina della sventurata, sognatrice Rabitti.

Tutto prosegue per il meglio. La vita della famiglia Pansardi è tranquilla così come è tranquilla Leonarda fino a quando non ha di nuovo un incubo e il terrore l’assale. Deve uccidere di nuovo per salvare i sui figli dal “malocchio”.

E Leonarda uccide ancora. La sua seconda vittima è Francesca Soavi di 55 anni. E’ il 1940 e la Soavi cerca un lavoro come insegnante. Spesso si reca a casa di Leonarda per farsi leggere le carte per poter conoscere il suo destino. Alla Soavi Leonarda dice di averle trovato un lavoro presso un collegio femminile di Piacenza. Francesca non cercava marito, ma solo un lavoro e quando la Cianciulli, sua fidata amica, le propone una nuova situazione lavorativa, accetta senza batter ciglio contenta ed entusiasta ringraziando Leonarda.

La mattina del 5 settembre 1940 Francesca Soavi si reca a casa della Cianciulli per salutarla prima di partire. Il copione si ripete. Leonarda la convince facilmente, senza alcuna difficoltà, a scrivere due cartoline da spedire in un secondo momento da Piacenza. Missive per far conoscere a conoscenti e parenti della sua imminente partenza e del suo arrivo per una nuova destinazione. Ma nelle lettere non viene indicata la data e nemmeno il suo domicilio.. La Cianciulli le spiega che nessuno lo deve sapere prima del tempo altrimenti l’avrebbero invidiata e tutto poteva andare male. Leonarda le dice ancora di non farne parola e Francesca l’assicura. La donna scrive le cartoline e lettere, è curva sul tavolo impegnata e Leonarda la colpisce una, due tre , numerose altre volte con una scure.

Quando si rende conto che Francesca è morta la fa a pezzi e scioglie il corpo sezionato in un pentolone. Fa raffreddare il suo insolito bollito, aggiunge qualche spezia profumata e ricava saponette e candele da regalare alle sue ignare clienti. Per questo omicidio Leonarda ricava solo 3 mila lire trovate nelle tasche della sua vittima. Ed entra di nuovo in scena suo figlio Giuseppe. Leonarda ancora una volta incarica il ragazzo di spedire lettere e cartoline, questa volta da Piacenza. Ma la Cianciulli ignora che Francesca le ha detto una bugia: aveva confidato tutti i suoi progetti ad una amica e la stessa, dopo alcuni mesi non avendo notizie inizia ad avere sospetti. Nessuno le crede. Intanto, la Cianciulli mette in vendita nel suo mercatino dell’usato i vestiti della Soavi compreso i suoi mobili, affermando che di avere una procura a vendere. Nonostante il successo dei suoi affari come venditrice e cartomante Leonarda non è soddisfatta. Ha ancora paura del “malocchio”. Per sconfiggere il maleficio tenta ogni esorcismo e quando legge nei libri di suo figlio Giuseppe di come nell’antichità si praticassero sacrifici umani per calmare le ire degli dei si convince che la strada da seguire era quella: uccidere, ancora uccidere.

La sua terza vittima è una ex cantante lirica di 59 anni, Virginia Cacioppo, ancora alla ricerca di un contratto con qualche compagnia teatrale per potersi esibire. Anche lei, come le altre due vittime precedenti si rivolge alla fidata amica Leonarda e si fa leggere le carte per conoscere il suo destino. Virginia vive miseramente e nella nostalgia del proprio passato da artista, ma nonostante tutto ha ancora bei vestiti, alcuni gioielli e Buoni del Tesoro. E la Cianciulli interviene. Le promette un ottimo posto di lavoro, un ingaggio come cantate lirica, all’inizio solo come impiegata , ma poi col tempo anche con la possibilità di calcare di nuovo il palcoscenio- L’agenzia teatrale è misteriosa. Qualcuno ha affermato poi che si che si trattava solo di un posto di magazziniere presso l’Amministrazione del Monopolio di Firenze. Qualunque sia la proposta lavorativa di certo è stato appurato che nessuno era esistente, ma la Cacioppo crede alla sua amica Leonarda ed accetta e firma in questo modo la sua condanna a morte.

Leonarda convince Virginia a non fare parola con nessuno del nuovo impiego trovato in quanto chiesto ad un suo ex amante che non voleva assolutamente far conoscere la loro relazione. Sempre bugie spietate. La donna pende dalle labbra della Cianciulli e crede ad ogni sua parola. Promette di non farne parola con nessuno, ma anche questa è una innocente bugia che avrà incredibili risultati.

Virginia si reca a casa della Cianciulli il 30 novembre del 1940 e da quel giorno scompare.

Racconta Leonarda nel corso del processo:”Virginia finì nel pentolone come le altre due, ma a differenza delle altre la sua carne era grassa e bianca. Quando lho finita di discioglierla ho aggiunto un flaccone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne ho ricavato delle belle e profumate saponette e anche candele. Le davo in omaggio ai vicini e ai clienti e sono sempre state apprezzate. Quella donna era veramente molto dolce “.

Leonarda dopo l’ennesimo suo delitto continua la vita di sempre certa, ancora una volta di averla fatta franca. Ma ha fatto male i suoi calcoli. La cantante lirica aveva ceduto all’entusiasmo per la possibilità di andare incontro ad una nuova vita e aveva raccontato tutto a sua cognata che viveva a Napoli, Albertina Fanti. Intanto, Leonarda si appropria di tutti i beni di Virginia, compreso i suoi pochi gioielli che nasconde in un mattone cavo e che poi consegna al suo amico cascinaro . La cantante lirica scompare e Albertina , la cognata, inizia a sospettare su quel posto di lavoro tanto agognato e della sua improvvisa partenza. Virginia non ha più scritto alcuna lettera da alcuni mesi. Sembra svanita nel nulla, inghiottita chissà in quale misterioso segreto. La donna si rivolge ai carabinieri, ma nessuno le crede: non ci sono prove, mentre le chiacchiere a Correggio aumentano. Molti si chiedono come mai Leonarda diventi sempre più ricca e che, contemporaneamente, le tre donne siano scomparse. E molti iniziano a credere che la Cianciulli, veramente donna stravagante, da molti ritenuta una maga,che adora i suoi figli e che sembra avere vere doti paranormali, possa essere anche pericolosa. La Fanti non soddisfatta della risposta dei carabinieri inizia una indagine privata. Scopre in pochi giorni che il Teatro che doveva dare lavoro a sua cognata non esiste, così come non esiste alcuna Agenzia teatrate indicata dalla Cianciulli. Si rivolge di nuovo alle forze dell’ordine e ancora una volta si sente rispondere che non ci sono prove, che potrebbe solo essere una scomparsa volontaria essendo Virginia adulta e capace di badare a se stessa. Il suo corpo non si trova e senza cadavere non c’è omicidio. Ma Albertina è testarda. (SECONDA PARTE)

Lucia Criscuoli

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PRIMA PARTE

TERZA PARTE

Foto: Leonarda Cianciulli

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