Questo sito contribuisce alla audience di

L'agghiacciante storia di Leonarda Cianciulli "terza parte"

L'epilogo

Troppi dettagli la convingono che a sua cognata Virginia sia successo veramente qualcosa di grave. Continua ad indagare. Pedina la Cianciulli per giorni, controlla via Cavour dove vive Leonarda e dove c’è il negozio di vestiti usati. Analizza, scruta, chiede informazioni e alla fine scopre che ci sono cose fin troppo “strane” che non possono giustificare un allontamento volontario. Scopre che tra gli abiti messi in vendita dalla Cianciulli ci sono tutte le scarpe della cognata, e vestiti e il suo unico cappotto. Ed è proprio la presenza del cappotto a destare maggiormente la sua curiosità: fa freddo, è inverno Virginia non ha altri soldi per comprare nuovi costosi capi di abbigliamenti e mai avrebbe rinunciato al suo cappotto caldo e seminuovo. La Fanti non si perde d’animo e racconta tutti i suoi dubbi al Questore di Reggio Emilia e questa volta viene ascoltata.

La sua storia viene ritenuta finalmente attendibile. Iniziano le indagini. Dopo poco tempo viene arrestato il parroco della chiesa San Gorgio in Correggio, don Adelmo Frattini, fermato dai carabinieri mentre tenta di vendere dei buoni del tesoro tra i quali un certificato con matrice H-241985 che risulta essere di proprietà di Virginia Cacioppo. Gli investigatori non hanno più dubbi: il prelato viene arrestato. L’accusa è per favoreggiamento e ricettazione. Il prete dichiara di aver ricevuto il titolo da Abelardo Spinabelli, il casciaro, amante di Leonarda. Nel corso di una perquisizione del prete i carabinieri ritrovano anche i piccoli gioielli di Virginia. Interrogato il cascinaro lo stesso ammette immediatamente di aver messo i gioielli non solo della cantante lirica, ma anche delle altre donne assassinate, nella casetta per l’elemosina della chiesa di Vezzano sul Crostolo nascosti in un mattone cavo, su richiesta di Leonarda. Anche la casa della Cianciulli viene perquisita fino in fondo e le scoperte sono agghiaccianti: nel pozzo nero della casa viene trovata una dentiera e numerosi resti di ossa umani.

Leonarda confessa immediatamente: ho ucciso 3 volte e racconta i dettagli. Descrive scene macabre, sconvolgenti, dichiarazioni che fanno rizzare i peli sulla pelle. Spiega nei minimi dettagli come ha ucciso le tre donne, come sono state sezione e come poi i loro corpi fatti a pezzi messi nei pentoloni per essere sciolti utilizzando anche la soda caustica. La Cianciulli in un primo momento dichiara di essere stata aiutata dal cascinaro Spinabelli. Racconta di aver pagato il cascinaro, esperto macellaio con 32 mila lire trovate nelle tasche della Setti e che lo stesso Spinabelli si sarebbe occupato anche delle altre due vittime.. Leonarda è un fiume in pena. Racconta del suo piano con l’amante, entrambi nascosti in uno stanzino al buio dove avevano trascinato ed ammazzato le tre donne, Lui il cascinaro le aveva fatte velocemente a pezzi, lei in fretta messi i pezzi nei pentoloni per farne dolci, sapone, candele.

Dichiarazioni allucinanti, quasi deliranti, che vengono comunque suffragate da prove certe: a casa del cascinaro Spinabelli vengono trovati i soldi e viene arrestato. Anche il parroco Frattini finisce in manette e con loro anche Giuseppe, l’adorato figlio di Leonarda. Per lui l’accusa è di favoreggiamento con l’aggravante della complicità. Alla notizia che il suo amato figlio viene coinvolto nell’indagine Leonarda impazzisce di rabbia, sembra una belva in gabbia, ritratta tutte tutte le sue dichiarazioni. Cerca come una belva ferita di scagionare suo figlio. Dice di aver sognato la Madonna con un bambino nero in braccio. Non ne capisce il significato, ma è sconvolta. Chiede un colloquio staordinario con il giudice che segue l’inchiesta ed ascoltata stravolge tutto quanto fino ad allora affermato.

Dichiara di essere l’unica artefice degli assassini. E afferma di non aver avuti complici. Dichiara che ha agito da sola e che il parroco e il cascinaro hanno avuto, nella sua strage, solo ruoli marginali. Ma nessuno la crede. Ma Leonarda insiste. Nel corso dell’istruttoria ormai quasi conclusa, descrive passo per passo come ha fatto ad ammazzare le tre donne, di come le ha sezionate, come le ha saponificate. Ma ancora non la credono. Lei insiste. Il parroco e il suo amante Spinabelli vengono condannati solo per ricettazione. Giuseppe, invece, viene condannato per complicità in pluriomicidio. Ma il ragazzo ammette di aver spedito quelle lettere solo per fare una commissione a sua madre. Leonarda ha 50 anni è piccola di statura, appena un metro e 50 centimetri, tarchiata , ma non forte ,come può aver agito da sola. L’accusa porta in aula le prove che per sezionare da soli un corpo, mettere nei pentoloni i pezzi e ripulire la stanza di ogni traccia di sangue ci voleva almeno un’ora e mezzo.

Leonarda ha una cameriera che mandava ogni volta, all’arrivo delle sue amiche, a fare compere, La donna si allontanava massimo per mezz’ora ed ha sempre dichiarato che, al suo ritorno, la casa era in perfetto ordine come l’aveva lasciata. E allora la donna sfida la corte: “Vi faccio vedere come ho fatto” E viene accontentata. In un’aula attrezzata per l’occasione Leonarda , al cospetto di magistrati ed avvocati stupefatti, in solo 12 minuti seziona e mette nel pentolone il corpo di un vagabondo deceduto in ospedale. Solo 12 minuti per farlo a pezzi, metterlo nella soda caustica e far sparire ogni traccia. Prova superata.

La Cianciulli viene riconosciuta come l’unica responsabile di quelle morti eseguite in un mdo brutale. Leonarda è stata poi sottoposta ad una perizia psichiatrica con il verdetto di essere capace di intendere e di volere, con tratti di isterismo dovuti all’estremo istinto materno. Viene condannata a 30 anni di carcere più 3 da scontare nel manicomio giudiziario di Aversa in Campania. Il figlio Giuseppe, dopo 5 anni di reclusione, viene scagionato da ogni accusa per mancanza di prove. In carcere la Cianciulli stringe nuove amicizie. E ‘ come sempre simpatica e ha sempre parole di conforto per le detenute che si rivolgono a lei per raccontare le proprie storie. I suoi 4 figli le fanno visita spesso. Tempo prima, un’altra zingara le aveva letto la mano e le carte affermando che sarebbe stata finalmente libera nel 1970. Ed aveva ragione. Leonarda Cinciulli, la spietata saponificatrice, quella donna poco avvenente e turbata, priva di amore e, per paradosso, con un immenso amore da donare, deviata dal suo affetto maniacale e sottomessa a quel sentimento mai avuto fino a diventare assassina, schiava del suo stesso essere all’infinito madre, per proteggere i suoi figli, muore il 15 ottobre del 1970 stroncata da una apoplessia celebrale. Viene sepolta in una fossa comune. In carcere continuava a fare torte e dolci, ma sembra che nessuno li abbia mai voluto assaggiare. FINE

Foto: Le armi utilizzate dalla Cianciulli

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

Lucia Criscuoli

E’ vietata la riproduzione anche parziale senza l’autorizzazione dell’autrice

Ultimi interventi

Vedi tutti