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Erika De Nardo Resta in carcere

La Cassazione ha respinto la richiesta di libertà condizionale per la giovane assassina di Novi Ligure. Secondo il Tribunale di Milano la ragazza non si è "pentita" di aver massacrato la madre ed il fratellino.

Maggio 2006- Resta in carcere Erika De Nardo colpevole con il suo ex fidanzato Mauro Favaro detto Omar, di aver massacrato con 57 pugnalate la madre Susy Cassini di 45 anni e del fratello dodicenne, Gianluca, il 21 febbraio del 2001. La ragazza, detenuta nel carcere di Brescia, è stata scarcerata per alcune ore per partecipare ad una partita di pallavolo, manifestazione “Oltre il muro” organizzata dalla Uisp bresciana. I suoi legali avevano chiesto la libertà condizionale ma, è stata respinta. La Cassazione della prima sezione penale di Milano ha così confermato la decisione del Tribunale dei minorenni milanese (all’epoca del delitto Erika aveva 16 anni ed Omar 17) che, in funzione di Tribunale di sorveglianzaha ha respinto la richiesta di liberazione condizionale con inserimento in una struttura terapeutica. Quindi, la suprema corte ha ritenuto che, correttamente il Tribunale ha sostenuto di un non sicuro “ravvedimento” della giovane assassina e per tanto deve restare in carcere.

Erika De Nardo

Della libertà condizionale, secondo la vigente normativa, ne può beneficiare solo il condannato che abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta e non può essere adattata alle esigenze personali dell’imputato quando lo stesso non lo merita. In parole più semplici Erika, secondo i magistrati, non si è mai pentita dei suoi atroci omicidi anche se, a tutt’oggi è ancora oscuro il vero movente. La ragazza è stata condannata a 16 anni di reclusione e il suo ex fidanzato a 14 anni. In carcere Erika ha studiato ed ha preso un diploma mentre era rinchiusa nel carcere minorile. Diventata maggiorenne è stata richiusa nella struttura carceraria per adulti dove si è iscritta anche all’università. Ma non è bastato. Non è ancora pronta a lasciare la galera.

Mauro Favaro, invece, non ha usufruito ancora di un permesso “premio”, non è mai uscito dal carcere di Asti. Il suo legale ha chiesto più volte il permesso di trascorrere qualche ora a casa ma, il tribunale di sorveglianza ha sempre rigettato l’istanza. Nel Tribunale per minori di Torino il ragazzo ha studiato ragioneria ed ha acquisito il patentito per il computer Diventato maggiorenne è stato trasferito nel carcere di Asti dove partecipa a molte attività tra le quali il il giardinaggio

(Nella foto Erika ed Omar al momento dell’arresto)Erika ed Omar

Lucia Criscuoli

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