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Chi ha ucciso la piccola JonBenet

L'atroce morte della baby modella di 6 anni, reginetta di bellezza del Colorado, ammazzata, violentata, ritrovata dal volto fracassato nello scantinato della sua villetta. Dopo dieci anni un maestro pedofilo forse in cerca di notorietà confessa di essere lui l'auore del feroce omicidio. Sono solo bugie: l'esame del dna lo scagiona. Il mistero resta. Chi ha ucciso una giovanissima vittima della sete egoistica di successo e potere dei suoi genitori?

Chi ha ucciso JonBenet Ramsey, la baby modella massacrata e violentata a soli 6 anni? Era il 26 dicembre di 1996 quando il corpo della bambina privo di vita è stato trovato nello scantinato della sua casa nella città di Boulder nel Colorado. La piccola showgirl in miniatura, reginetta di bellezza, era stata strangolata dopo aver subito violenze sessuali, aveva il volto fracassato e la bocca avvolta da un nastro adesivo. La sua scomparsa era stata denunciata qualche ora prima dai suoi genitori John e Patsy, anche lei da adoloscente vincitrice di un concorso di bellezza,deceduta nel 2005 per un tumore alle ovaie, ma dopo il ritrovamento del corpicino martoriato furono proprio i genitori ad essere tra i primi sospettati. Accuse non confortate da alcun riscontro anche se il dubbio è sempre restato.

Le indagini si erano soffermate principalmente sulla mamma, Patsy, la prima che aveva telefonato alla polizia non riuscendo a rintracciare la figlia.La donna, invece, aveva accusato un misterioso individuo che si era intrufolato nella loro casa, mai identificato, nonostante il ritrovamento, in casa Ramsey, il giorno dopo il delitto, di un foglio di carta con su scritto la richiesta di 118 mila dollari di riscatto. I genitori della piccola, ritenuti dall’opinione pubblica colpevoli non solo per la morte della bambina, erano accusati di sfruttare l’immagine della figlioletta sottoponendola a servizi fotografici che sfioravano il livello della pornopedofilia. Per dieci anni l’autore dell’omicido, che aveva scosso tutta l’America, è rimasto sconosciuto e lo è ancora. Ad agosto di quest’anno la sconvolgente svolta. Ad accusarsi del delitto un maestro di 41 anni, John Mark Karr, già conosciuto come pedofilo.

L’uomo ha poi raccontato cosa era veramente successo nello scantinato, la sua verità, dichiarando che alla piccola aveva somministrato una forte dose di sostanze stupefacenti e che poi l’aveva violentata senza accorgersi che la bambina, durante il rapporto sessuale, era morta soffocata, preso dal panico l’aveva fortemente colpita alla testa. Ma erano tutte bugie. L’autopsia sul corpicino della baby modella non aveva riscontratao alcuna traccia di barbiturici o altre sostanze tossiche, inoltre, sul luogo dell’omicidio erano stati trovati dei capelli appartenti all’assassino ed altre tracce organiche. L’esame del dna ha dimostrato che non erano del mitomane insegnante. Nè i capelli nè le altre sostanze organiche, come saliva e sperma, ritovate sul corpo e nel corpo della bambina. Ed ancora una bugia: l’uomo ha dichiarato che aveva rapito la bambina all’uscita della scuola, ma era Santo Stefano, il giorno dopo natale e gli studenti e scolari erano in vacanza, le scuole chiuse A chiudere il cerchio la testimonianza dell’ex moglie di Karr, Lara, che ha dichiarato che quel 26 dicembre di 10 anni fa il marito era con lei in Alabama per tutte le festività natalizie. Ma l’ex insegnante era già stato sospettato per la morte della piccola per un precedente episodio del 1991 in California dove era stato coinvolto per l’omicidio di una ragazzina di 12 anni. Ma le accuse non ressero anche se gli agenti che stavano indagando, nel corso di una perquisizione domiciliare, avevano trovato tra le sue carte degli scritti nei quali il maestro pedofilo alludeva ad una sua eventuale e possibile partecipazione per altri tre omicidi di bambine. Perchè le indagini non sono continuate?

Ma cosa ha spinto il pedofilo ad autoaccusarsi dell’atroce delitto e, poi, perchè confessarlo dopo dieci anni. A mettere gli investigatori sulle sue tracce una fitta corrispondenza iniziata oltre 4 anni fa tra Karr e Michael Tracey, professore di giornalismo dell’Università del Colorado, che aveva studiato il caso dell’omicidio di JonBenet producendo anche dei documentari-dossier. Nelle e mail inviate in un modo morboso il maestro, che si era interessato in modo particolare al servizio giornalistico “Chi ha ucciso JonBent Ramsey?”, parlava dell’omicidio e “sapeva” un mucchio di cose che non erano mai state rese pubbliche.Ed è stato lo stesso professore a decidere di collaborare con la polizia fornendo tutto il materiale in suo possesso.

Mark Karr è stato arrestato nel suo appartamento a Bangkong, in cui viveva dal mese di dicembre del 2005, su richiesta deglle autorità federali degli Stati Uniti. Il maestro era controllato da diversi mesi e quando si accingeva ad iniziare il suo lavoro di insegnante nella capitale della Thailandia, sono intervenuti gli inquirenti che hanno accellerato le operazioni di fermo giudiziario per il timore che il pedofilo poteva agire ancora. E lui alla fine ha confessato. Solo un mitomane? La domanda più inquietante resta, se non è stato Karr a massacrare la piccola diva, chi è stato? Ma lo sfruttamento della reginetta del Colorado continua anche dopo la sua atroce morte. Intervenendo in un programma televisivo il fratello di Karr l’ha scagionato dichiarando che era stato suo ospite con la sua ex moglie e i figli la notte di Natale del 1996. La famiglia Karr ha fatto sapere di aver immediatamente contattato, dopo l’arresto del loro congiunto, un intermediario di Hollywood per cedere i diritti della storia per un film. Una decisione scaturita dalla necessità di garantire al maestro di poter avere una difesa legale ad alto livello. Inoltre, i soldi dovranno servire per mandare i figli del pedofilo mitomane all’università e per pagare le spese processuali. Piccola JonBenet, uccisa perchè bellissima, massacrata perchè era messa in vetrina alla mercè di pedofili e maniaci per soddisfare le smanie di successo e ricchezza dei genitori, morta a soli 6 anni in modo tanto atroce da far vergognare di appartenere alla razza cosiddetta “umana”.

Lucia Criscuoli

Commenti dei lettori

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  • alessietta

    27 Mar 2009 - 13:37 - #1
    0 punti
    Up Down

    è assurda una morte così..soprattutto x una bambina…
    i genitori dovrebbero vergognarsi..aveva 6 anni…e veniva vestita,truccata e strumentalizzata x i loro scopi..si sono approfittati della bellezza innocente di una bimba, l’hanno fatta diventare una “donna” troppo in fretta..una bambina deve avere il diritto di andare in giro anche spettinata..ma lei non credo che l’abbia mai fatto..perchè doveva essere sempre all’altezza,doveva sempre essere “la reginetta” che la mamma amava tanto…non stava facendo la vita di una bambina..e non ha più il tempo di farla purtroppo…perchè era così strumentalizzata da renderla un qualcosa di troppo bello…x pedofili e maniaci…ed ecco il risultato…uccisa una bimba solo perchè non ha mai fatto la vita che avrebbe voluto…che vergogna…

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