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L'ASSASSINA E L'AVVELENATRICE

Sono due donne serial killer che hanno ucciso centinaia di persone nel 1600. Tra leggenda e storia ecco i loro crimini.

LUCIDA MANSI (1606-1649) La narcisista
Di questa donna si sa ben poco. La sua vita viene raccontata tra storia e leggende. Di certo si sa che era nata a Lucca, il 7 marzo del 1606, figlia di Vittorio Saminiati e Laura Merchiò. Lucida era una ragazza bellissima, elegante, ricca e raffinata, ma era ossessionata dalla vecchiaia. Aveva paura di vedere la sua incredibile bellezza svanire. Si racconta che per ammirarsi Lucida aveva sistemato numerosi specchi per ammirarsi e cogliere, come una angoscia, i primi segni dell’età che avanzava. Nel gennaio del 1626 sposa Vincenzo Diversi, ma la loro unione dura poco: l’uomo viene ucciso nel 1628 colpito a morte da un suo creditore. Dopo nove anni Lucida sposa un nobile di 39 anni, Giuseppe Mansi e con lui resta legata per 14 anni. Ma non era un matrimonio felice. Storia o leggenda in molti affermano che la bellissima donna collezionava amanti i quali finivano sempre per morire in un modo tragico dopo aver trascorso con lei una folle notte d’amore. Una vera vedova nera. Ma lei era talmente bella che alla fine le chiacchiere di paese decisero che Lucida avesse stretto un patto segreto col diavolo: 30 anni di bellezza e alla fine sarebbe scomparsa, inghiottita in una inspiegabile voragine. Sempre secondo la leggenda lo spettro della giovane innammorata di se stessa, compare di notte e chi si affaccia nel laghetto dell’orto botanico di Lucca ne può ammirare il bellissimo viso.

GIULIA TOFANA L’Acquaiola
Giulia Tofana era una cortigiana, ma era famosa come fattucchiera. Ha vissuto a Palermo nei primi anni del 1600. Forse era figlia o nipote d’arte essendo, molto probabilmente imparentata con Thofania d’Adamo , giustiziata sempre a Palermo il 12 luglio 1633 per aver fatto morire il marito Francesco ed altre persone avvelenandole. Sulla sua colpevolezza però sorsero dei dubbi visto che tra il 1632 e il 1634, durante il viceregno di Afan de Rivera, duca di Alcalà, ci furono altre morti dovute sempre al veleno. I colpevoli furono individuati e giustiziati.La prima ad essere arrestata è Francesca Rapisardi detta la Sarda che venne giustiziata con l’accusa di essere una fabbricatrice di un veleno a base d’acqua che provocava una morte immediata.La donna, con sentenza della Regia Corte Capitanale, fu decapitata il 17 febbraio del 1633. Nello stesso anno, il 21 giugno, venne giustiziato Placido di Marco, anche lui accusato di aver fabbricato lo stesso veleno per ammazzare diverse persone. Pietro di Marco, secondo la tradizione spagnola, venne portato nella pubblica piazza e squartato in quattro parti. Una esecuzione spietata che doveva incutere terrore ai suoi eventuali imitatori. Pietro di Marco prima di essere giustiziato e dopo essere stato sottoposto ad indicibili torture, confessò che era Thofania d’Adamo la vera mente criminale che fabbricava il particolare veleno e che lui e Francesca la Sarda avevano solo il compito di distriburloSe veramente Giulia Tofana era la figlia di Thofania allora la tesi che proprio dalla madre abbia appreso le prime tecniche sembra sempre più attendibile. Di Giulia si racconta che fosse una donna bellissima, affascinante, molto intelligenti e affarista nata. Le notizie sulla sua vita sono molte scarse anche per la mancanza di documentazioni giudiziarie. Qualcosa trapela dal libro di Adriana Assisi che ricostruisce in modo romanzato e libero la storia dell’”acqua Tofana”.La giovane Giulia frequentava spesso un farmacista e questa sua amicizia le diede la possibilità di poter conoscere alcuni dei più famosi veleni dell’epoca. La donna aveva fatto una sua personale scoperta: facendo bollire in acqua in una pentola sigillata, una miscela di anidride arseniosa, limatura di piombo e antimonio, era possibile ottenere una soluzione limpida e trasparente, inodore ed insapore. Dopo aver filtrato il liquido, che conteneva sale di arsenico, sali di piombo e antimonio diventava un veleno ideale che poteva essere facilmente aggiunto a bevande e cibi senza che nessuno ne potesse scoprire la presenza. In pochi anni sembra che sia 600 le sue vittime, tutti uomini. Erano , infatti, le donne a rivolgersi a Giulia per uccidere i proprii mariti. La Tofana, visto il successo, iniziò a questa “arte” anche la figlia Giroloma Spera. Ma vennero scoperte ed entrambe furono impiccate nel 1659.

Lucia Criscuoli

Fonti Internet:

http://tecalibri.altervista.org/M/MARI-F_veleni.htm
http://www.e-toscana.com/lucca/personaggi/personaggi06.htm

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