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Sparizioni misteriose

Lo scrittore Vincenzo Poma esprime il suo giudizio su alcuni fatti di cronaca che riguardano vittime innocenti come i bambini.

SPARIZIONI MISTERIOSE

Si discute da un po’ di tempo della scomparsa incredibile di due fratellini di Gravina in Puglia, un evento misterioso che pian piano sta attirando massicciamente l’attenzione dell’opinione pubblica e ovviamente degli organi di stampa. Tutti i tentativi finora effettuati dalle forze dell’ordine allo scopo di capirci qualcosa sono sfociati miseramente in un nulla di fatto, un insuccesso eclatante e spaventoso e ritengo mai accaduto prima con queste modalità a dir poco rabbrividenti. Dove sono andati a finire questi due innocenti bambini che smuovono la pietà e la coscienza umane non appena ci si concentri adeguatamente su questo dramma che definire inquietante sarebbe poco? E’ possibile che si siano dileguati nel nulla? Scomparsi come può sparire la pula al vento?

C’entrano la madre e il padre? Non credo proprio. Nessun genitore, neanche il più efferato e crudo di cuore, farebbe sparire i propri figli, del resto anche la Legge li ha scagionati e seguire la pista familiare non farebbe altro che ritardare le indagini facendole arenare su un binario morto, come accaduto e come accade ad esempio per il caso altrettanto misterioso di Cogne, dove una madre, che io considero del tutto innocente, viene ingiustamente perseguita per il semplice fatto che non si trovano abbastanza indizi per condannarla. Ma, mi chiedo, se non si trovano questi indizi, se non pigiami ed altri oggetti di dubbia utilità investigativa, che senso ha accanirsi? Perché la Legge non cerca un’altra strada?

Ecco, è proprio qui il mistero. E’ necessario che la Giustizia (un termine che prediligo assai più dell’altro) faccia uno sforzo per capire che ormai, dinanzi a tanti casi misteriosi di sparizioni (cito ad esempio anche il caso di Denise), bisogna fare uno sforzo di fantasia per incamminarsi verso lo studio di ipotesi alternative magari nebulose e poco o punto ortodosse che certamente possono apparire del tutto fantastiche e campate in aria, ma che possono darci delle risposte che altrimenti non avremo mai. Il caso di Gravina, di Cogne e il caso di Mazara del Vallo hanno dei punti in comune che inquietano. In tutte e tre i casi, ben quattro esseri innocenti di tenera età hanno subìto e forse continuano a subìre un destino atroce; a Cogne si è assistito ad un infanticidio tenebroso, mentre negli altri due casi tre bambini sono spariti senza lasciare tracce.

Che significa? Come è possibile immaginare che in uno Stato di Diritto come il nostro si possa assistere senza reagire a questi fatti agghiaccianti? Perché si riescono ad acciuffare i più esperti e incalliti delinquenti e non si riesce a cavare un ragno dal buco quando si tratta di casi così apparentemente semplici da risolvere, tenendo conto ad esempio che la Legge oggi come oggi può disporre di sistemi di sorveglianza basati sull’utilizzo ad esempio dell’informatica applicata alla telefonia? Perché non si riesce a saperne un bel niente nonostante si disponga di satelliti militari in grado di fotografare un ago in un pagliaio? A cosa servono le intercettazioni telefoniche (che hanno buon gioco nell’imputazione di individui sospetti), quando spariscono dalla faccia della Terra bambini innocenti? Sono certo interrogativi terribili, ma la Legge dovrebbe porseli e credo che se li ponga.

Ad ogni modo ritengo che ci sia alla base di questi fatti un MISTERO, un mistero che deve restare tale e che non deve essere portato a conoscenza degli uomini, non si spiegherebbe altrimenti il fatto che si cerca di tacere appunto su queste che io definisco ipotesi alternative. Specificare con altri termini più precisi cosa io intendo veramente quando parlo di ipotesi alternative non riesco ad immaginarlo, ma che ci siano alla base di questi tre casi fatti oscuri e poco approfonditi non ci piove. Non so ovviamente quali potrebbero essere questi fatti oscuri e tenebrosi, ma ultimamente mi sembra che si succedano troppi eventi strani per scrollarseli di dosso con semplici ipotesi di nessuna valenza investigativa.

VINCENZO POMA

Foto: Francesco Pappalardi, uno dei fratellini di Gravina di Puglia.

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