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L'omicidio del catamarano

Annarita Curina, skipper,proprietaria di un elegante catamarano, è stata massacrata a colpi di macete da una coppia diabolica: Filippo De Cristoforo e la sua giovanissima amante Diane. Movente dell'omicidio: rubare la barca.

Il delitto del catamarano.

Era il 28 giugno del 1988 quando al largo del golfo di Sinigallia (Ancona) gli occupanti del peschereccio “Azzurra 83″ issano a bordo, imbrigliato nelle reti a strascico, il corpo di una donna zavorrato con un’ancora di 17 chili.. Per tre giorni il cadavere non viene identificato essendo il volto totalmente devastato dalla lunga permanenza in acqua e dai numerosi colpi ricevuto. Si scoprirà poi che l’arma utilizzata era un macete. Si scoprirà che il cadavere è quello di Annarita Curina di 31 anni, comproprietaria con un’amica di un catamarano bianco e verde, l’Arx di 10 metri. La giovane navigatrice, laureata in lingue alla Sorbona, divorziata e madre di una bimba di due anni, aveva uno sterminato amore per il mare e proprio sul mare ha incontrato i suoi aguzzini.

Dalle indagini emerge che la donna, alle 11,30 del venerdì 10 giugno, era a bordo della barca con un uomo ed una giovane ragazza olandese che si erano imbarcati nel porto di Pesaro. La loro destinazione erano le isole Baleari per una vacanza e per poter poi noleggiare il catamarano per crociere charter. Scattano le indagini internazionali e viene scoperto che la barca era stata rinominata e chiamata Fly 2.

Viene ritrovata il 19 luglio nel porto tunisino di Ghar el Melh. La polizia tunisina arresta, due giorni dopo il ritrovamento del catamarano, tre persone: Filippo De Cristoro di 34 anni e due olandesi una ragazza di soli 17 anni, Diane Beyer e Pieter Groenedijk di 27 anni che verrà subito scarcerato essendo estraneo al delito. Gli altri due rientrano in Italia in manette. Filippo De Cristoforo, ritenuto un tipo strano che viveva di espedienti, divorziato, padre di una bambina, ex maestro di ballo e grande appassionato di barche e la sua giovanissima amante cercano di sviare le indagini , ma poi crollano impastendo storie incredibili per giustificare il delitto tra le quali una rissa tra le due donne entrambe innamorate dell’uomo.

Alla fine confessano: era stato Filippo ad uccidere Annarita Curina con la complicità di Diane. Era stata la ragazza a ferire per prima la donna colpendola con un coltello, ma a finirla era stato Filippo con un macete trovato a bordo. Nel loro primo piano diabolico Annarita doveva essere soffocata nel sonno, ma poi le situazioni sono cambiate. La coppia assassina ha poi zavorrato il corpo della loro vittima e lo hanno gettato in mare sperando che non venisse ritrovato mai più. Il movente era lampante: Filippo voleva il catamarano per poter girare il mondo con la sua giovanissima amante. Diana è stata processata dai giudici del Tribunale per i minori il 17 agosto del 1988 e condannata solo a sei anni e sei mesi di carcere. Filippo De Cristoforo è stato condannato all’ergastolo con sentenza definitiva della Cassazione il 5 giugno 1991.

Lucia Criscuoli

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