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L'omicidio di Christa Wanninger

Chi era quel misterioso uomo in blu visto scendere le scale dopo il brutale assassinio della ragazza tedesca? Quale il movente dell'omicidio?. Domande senza risposte da 43 anni.

Era il 2 maggio del 1963 quando viene scoperto il corpo di una ragazza al quarto piano di un palazzo di via Emilia a Roma. La vittima era Christa Wanninger, 23 anni di Monaco, venuta a Roma con il sogno di diventare una attrice, ma il sogno svanisce sul quel pianerottolo all’ingresso della porta dell’abitazione di una sua amica, Gerda Hoddap.

La ragazza era stata ammazzata da 20 coltellate, un vero massacro. Le indagini non portano ad alcuna pista: l’aspirante attrice frequentava luoghi eleganti e uomini facoltosi, ma nulla emerge di particolare o sospetto. Alcuni inquilini dichiararono di aver incontrato, poco dopo il delitto, un uomo alto vestito di blu che scendeva le scale. Nessuno lo conosceva e in quello stabile non è mai più ritornato.

Dopo 10 mesi di silenzio assoluto e le indagini non procedono di un passo ecco che un giornalista del quotidiano “Momento sera” riceve una telefonata da uno sconosciuto che asserisce di essere in possesso di clamorose notizie sull’omicidio di Christa. In cambio chiedeva cinque milioni di lire. A telefonare era un pittore, Guido Pierri che, su denuncia del giornalista, viene fermato dalla polizia ed accusato di tentata estorsione: durante la perquisizione del suo appartamento gli investigato ritrovano un diario sul quale era descritto un delitto molto simile a quello dell giovane tedesca. Pierri, però, viene processato e condannato solo per il tentativo di estorsione. Passano gli anni e dell’assassino di Christa nessuna traccia, e nessuna traccia nemmeno del misterioso uomo in blu.

Chi ha ucciso la ragazza che sognava di diventare famosa e perchè? Domande rimaste senza risposte. Dieci anni dopo, a seguito delle dichiarazioni di un maresciallo dei carabinieri, Renzo Mambrini, la magistratura riapre il caso e punta il dito contro il pittore. Guido Pierri viene arrestato con l’accusa di essere l’autore dell’omicidio e processato. Il verdetto, con sentenza del 1978, lo assolve per insufficienza di prove. Nel novembre del 1985, dopo 22 anni dall’omicidio, Pierri viene processato in Appello.

Il processo si conclude il 15 novembre 1985 con una dichiarazione di non punibilità. Secondo i magistrati era lui il responsabile dell’omicidio, ma “era incapace di intendere e volere al momento del fatto” . Sentenza confermata il 15 marzo del 1988 dalla Corte di Cassazione. Eppure manca qualche tassello: l’arma del delitto, il movente e principalmente chi era quell’uomo in blu.

Lucia Criscuoli

Foto: Christa Wanninger (fonte www.misteriditalia.it)


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