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Mariella Cirillo è morta

La brava giornalista dell'Ansa è stata stroncata a soli 49 anni da un male incurabile. Uno dei suoi articoli sulla pedofilia.

Video choc con bambini violentati e uccisi, undici arresti
Pedofilia, l’orrore viene
dalla Russia
di Mariella Cirillo
NAPOLI. La rete si ramifica in Paesi lontani, corre sul filo asettico di Internet, si nutre di scambi che non richiedono contatti personali. Ma vera e reale è la sofferenza dei bambini, piccoli corpi di cui nulla si sa tranne l’uso spietato che ne fanno gli adulti, documentato da foto e filmati: violenze, stupri, financo la morte. È un’inchiesta che svela orrori e dà angoscia quella che la procura di Torre Annunziata ha concluso dopo due anni di indagini su un traffico di materiale pornografico infantile gestito tra la Russia e l’Italia da un’organizzazione di pedofili.
Sono undici le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Tommaso Miranda, su richiesta dei pm della cittadina vesuviana, Paolo Fortuna e Giancarlo Novelli, nove gli arresti eseguiti, 490 le informazioni di garanzia, 600 le perquisizioni. Complessivamente, nel giro di affari che in 19 mesi ha fruttato 1.200 miliardi di lire, sono coinvolti 1692 indagati. Destinatari dei provvedimenti che dispongono l’arresto sono tre cittadini russi, uno soltanto dei quali è in carcere, e otto italiani.
Ai vertici dell’organizzazione, Dmtri Kuznetsov, un ex meccanico divenuto imprenditore nel mercato clandestino della pedofilia e titolare del sito web attraverso il quale venivano commercializzati i prodotti. Preso a Mosca nel febbraio di quest’anno, è poi tornato in libertà grazie a un’amnistia. Degli italiani arrestati, gli inquirenti non rivelano i nomi per evitare ritorsioni, ma si tratta di insospettabili cittadini, spesso con famiglie e figli. Nell’elenco compaiono un ventiduenne di Grosseto che lavora come volontario in un’Asl, un commerciante e un impiegato di Milano, un imprenditore fotografico di Salerno, un commerciante di Vallo della Lucania, nella provincia salernitana, un imprenditore edile di Ancona e uno studente universitario di Venezia.
Ma gli investigatori hanno anche segnalato la posizione di diciotto minorenni di Torino, Milano, La Spezia, Firenze e Reggio Emilia, che secondo quanto scoperto dalla polizia delle telecomunicazioni hanno acquistato video. Gli avvisi di garanzia e perquisizioni hanno portato gli investigatori in tutta Italia dal Piemonte alla Calabria. I magistrati hanno graduato le responsabilità, prevedendo l’arresto per quanti hanno comprato le immagini più efferate, quelle in cui bambini tra i due e i dodici anni vengono ridotti in fin di vita o uccisi dagli stupratori. L’indagine ha preso il via nel novembre del ‘98 da una segnalazione del presidente di Telefono Arcobaleno, don Fortunato Di Noto, che ad Avola, in Sicilia, ha raccolto la denuncia di un collaboratore di Torre del Greco, nel Napoletano, sulla presenza di un sito Internet sospetto.
Gli inquirenti sono risaliti all’organizzazione russa che avevano in Kuznetsov il suo vertice, l’uomo che ha messo su in un casolare alla periferia di Mosca un’industria della violenza sui bambini. Piccole vittime spesso rapite in orfanotrofi russi o mediorientali, usati come schiavi del sesso. Le cassette pornografiche venivano vendute via Internet in Russia e all’estero, soprattutto in Usa, Germania e Italia. “Indagini come questa - confessa il procuratore di Torre Annunziata, Alfredo Ormanni - gettano nel magistrato e nell’investigatore un senso di smarrimento e disperazione, tale da indurre persino a lasciare la professione, a chiudere gli occhi per non soffrire”.

ADDIO MARIELLA CI MANCHERAI COME IL SOLE DELLA TUA E NOSTRA BELLA ED AMATA NAPOLI

LUCIA

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