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Confessa l'assassino di Mattias Romano

A massacrare il giovane di 17 anni trovato cadavere a Positano è stato il patrigno. Molto in dubbio il movente.

Era stato ucciso con un colpo al cranio dato con incredibile violenza. E’ stato trovato la notte del 19 febbraio di quest’anno in una piazzola di sosta isolata di Positano (SA). Nessun documento, nessun tentativo di difesa. Nulla di nulla. All’inizio i carabinieri hanno dichiarato che si trattava di un nord-africano di 30 anni. Per molti giorni quel corpo martoriato è rimasto senza nome e senza età. Forse solo un clandestino coinvolto in chissà che torbide storie nonostante il suo aspetto ben curato e gli abiti costosi. Contemporaneamente una famiglia di Salerno, Debora Romano e Roberto Vacca  si è rivolta alla trasmissione televisiva Chi l’ha visto, denunciandola scomparso del loro figlio di appena 17 anni. Il 4 marzo và in onda la trasmissione e nel corso della puntata viene mostrata la foto del ragazzo, Mattias Romano, salernitano, nato da Debora ed un nord-africano. Il giovane era scomparso la sera del 19 febbraio dopo essere scappato dalla casa di cura “La Quiete”. Il patrigno era uscito per cercarlo e lo aveva trovato in compagnia di alcuni ragazzi. Lo aveva convinto a salire in auto, ma dopo pochi metri Mattias era di nuovo scappato. Dopo tre giorni i carabinieri avvertono Debora Romano che il cadavere trovato massacrato apparteneva proprio a suo figlio Mattias e che loro lo avevano riconosciuto proprio dalla foto vista in televisione. Scattano le indagini a 360 gradi, ma nulla emerge dalla semplice vita di un ragazzino di colore di 17 anni che andava a scuola e che si sentiva depresso per una delusione d’amore. Vengono percorse tutti le piste: passionale, pedofilia, spaccio…niente di niente. E allora perchè Mattias è stato barbaramente ucciso? Da chi e perchè. Dopo tre mesi di indagini trapela una notizia: per il delitto di Positano c’è un indagato. Niente altro. E ieri sera l’atroce svolta: confessa l’assassino. E’ stato il suo patrigno, Roberto Vacca, 46 anni, tipografo, fortemente sospettato dagli inquirenti. Si è costituito ed ha confessato tutto offrendo agli inquirenti una descrizione dettagliata dell’accaduto. Il suo racconto della sera del 19 febbraio era vera, ma a metà. Caricato Mattias in auto, il patriglio si è diretto in costiera amalfitana. Arrivato nella piazzola di Positano l’ho scaricato fuori dall’abitacolo è uscito e l’ha colpito 2 o 3 volte sul cranio con una mazzuola appuntita ed è scappato via. Per crearsi un alibi ha telefonato alla moglie raccontando che Mattias era scappato di nuovo. ha detto tra le lacrime l’aguzzino di suo figlio da 12 anni. E’ stato accusato di omicidio premeditato aggravato.

Lucia Criscuoli

Salerno, 24 maggio 2007.

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