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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Hakarl - Squalo Putrefatto</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2010/04/hakarl-squalo-putrefatto</link>
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	<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 11:52:32 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dona Flor</dc:creator>
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    <category>nord_europa</category><category>islanda</category><category>brennivin islanda</category><category>brennivin squalo putrefatto</category><category>hàkarl iceland</category><category>hàkarl squalo putrefatto islanda</category><category>hot topic</category><category>squalo elefante hàkarl</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://picasaweb.google.com/fulvioeida/FulvioEIdaAttisaniIslandaEFaroer2008#"><img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/hkarlSqualoputrefatto.JPG" class="left" border="0" width="432" height="324" alt="H&Atilde;&nbsp;karl" /><br clear="both" /></a></p>
<p><em>La preparazione di questa prelibatezza ha una procedura piuttosto lunga: la carne di squalo viene sotterrata (dai tre ai sei mesi) fino a quando non è putrefatta al punto giusto, ossia quando raggiunge una consistenza  gommosa e completamente marcia ed olezza di ammoniaca.<br />
Ovviamente questo piatto è accompagnato da parecchi bicchierini di potentissima acquavite islandese (<strong>brennivín</strong>) senza i quali sarebbe impossibile superare la vista e soprattutto l&#8217;odore nauseabondo. </em></p>
<p>Lo <strong>Hákarl</strong> o <strong>kæstur hákarl</strong>, in lingua islandese<em> &#8220;squalo fermentato&#8221;</em>, è una prelibatezza enogastronomica islandese.<br />
Associato al fPer la sua particolare preparazione e per l&#8217;odore e gusto assai particolari, è spesso associato al folklore islandese; a volte è chiamato squalo marcio, denominazione ugualmente usata in inglese (<strong>rotten shark</strong>).<br />
Si tratta della carne ottenuta principalmente da due specie di squalo, il <strong>Somniosus microcephalus</strong> (squalo groenlandese) e il<strong> Cetorhinus maximus</strong> (volgarmente <strong>squalo elefante</strong>) Questo pesce, nonostante i divieti vigenti in numerosi paesi, viene talvolta ancora catturato, non tanto per le sue carni quanto per la notevole quantità di olio che può essere estratta dal suo fegato.<br />
 <img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/greenland.jpg" class="left" border="0" width="432" height="324" alt="Somniosus microcephalus" /><br clear="both" /></p>
<p>In Islanda è usato per preparare il hákarl conosciuto come &#8220;squalo putrefatto&#8221;.<br />
Capita con una certa frequenza che lo squalo elefante resti impigliato nelle reti da posta, per questo motivo non sono rari i ritrovamenti di carcasse di questi esemplari lungo le coste.<br />
Lo hákarl ha un caratteristico odore di ammoniaca ed un gusto simile a del formaggio stagionato fortissimo. È un esempio tipico di alimento di gusto acquisito; purtuttavia, anche molti islandesi si rifiutano di mangiarlo, e non se ne sono mai cibati nella loro vita. A volte viene proposto come una sorta di &#8220;sfida&#8221; al turista straniero in Islanda.</p>
<p>Lo hákarl viene tradizionalmente servito come elemento del cosiddetto Þorramatur, una selezione di piatti tipici islandesi consumata nel mese di febbraio (þorramatur significa &#8220;cibo del mese di þorri, &#8220;secco&#8221;, antica denominazione del mese di mezz&#8217;inverno); tuttavia, lo si può trovare facilmente in vendita nei negozi per tutto l&#8217;anno, e viene consumato in ogni stagione.</p>
<p>La carne fresca dello squalo è velenosa, a causa dell&#8217;alto contenuto di acido urico e di ossido trimetilamminico poiche&#8217; questa specie di animali non ha reni ed espelle le urine direttamente dal corpo.<br />
Le carni possono essere però degustata e consumate dopo un lungo e peculiare processo di fermentazione questa polimerizzazione elimina l&#8217;acido dalla carne e la rende più facile da digerire, in seguito e&#8217; appesa a seccare per circa 4/5 mesi<br />
Lo hákarl trattato ha un forte odore di ammoniaca, non dissimile da quello di molti prodotti per la pulizia domestica.<br />
È spesso servito in cubetti infilzati su uno stuzzicadenti. In generale, chi tenta di assaggiarlo la prima volta ha un immediato moto di repulsione dovuto all&#8217;odore; per questo, i  novizi sono spesso avvertiti di tapparsi il naso prima di ingerirlo, dato che l&#8217;odore è assai più forte del gusto.<br />
<img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/hkarlbrennvin.jpg" class="left" border="0" width="432" height="288" alt="Hakarlebrennivin" /><br clear="both" /></p>
<p>Vi e&#8217; l&#8217;usanza di accompagnarlo con un bicchierino di acquavite locale,  chiamata <strong>brennivín</strong> (letteralmente: &#8220;vino ardente&#8221;), e chi si nutre di hákarl è considerato impavido e coraggioso!</p>
<p>L&#8217;hakarl si puo&#8217; ricavare da due varietà: il glérhákarl (lett. &#8220;squalo vetroso&#8221;), piuttosto duro e di colore rossastro, ottenuto dalla ventresca, e lo skyrhákarl, (lett. &#8220;squalo-skyr), più morbido e bianco, ottenuto dal resto del corpo.<br />
<img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/islanda.jpg" class="left" border="0" width="432" height="251" alt="Islanda" /><br clear="both" /></p>
<p>Se l&#8217;odore ed il gusto dello hákarl sono caratteristici, non meno lo è la sua preparazione. Lo squalo pescato viene privato della testa e delle interiora e sistemato in una fossa scavata in della sabbia ciottolosa; la fossa viene poi ricoperta a sua volta di ciottoli in modo da formare una sorta di collinetta, sulla quale vengono poste infine delle pietre più pesanti che servono a pressare lo squalo. In questo modo, i fluidi presenti nella carne dello squalo vengono espulsi. Lo squalo viene lasciato a fermentare nella fossa per un periodo che va dalle<strong> 6</strong> alle <strong>12 settimane</strong>, a seconda della stagione.</p>
<p>Una volta estratto dalla fossa, lo squalo viene tagliato in spesse strisce e appeso a seccare per diversi mesi. Durante il periodo di essiccazione si sviluppa una crosta brunastra, che viene rimossa prima della consumazione. Lo hákarl viene quindi tagliato a pezzetti e consumato. Modernamente, però, la carne di squalo viene pressata anche in grossi contenitori plastici sottovuoto.</p>
<p><em>Ingredienti</em>:<br />
- 1 squalo di grosse dimensioni<br />
- 1 bicchiere di brennivin<br />
<em><br />
Esecuzione</em>:<br />
 <img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/Hkarlconfezionatopic.jpg" class="left" border="0" width="270" height="360" alt="" /><strong>Hákarl (Squalo putrefatto)</strong><br />
Andate dal vostro pescatore di fiducia e fatevi procurare  uno squaletto di dimensioni abbastanza abnormi,  pulitelo e nettatelo dalle interiora e eliminatene le budella, le cartilagini e la testa.<br />
Tagliatene la carne in grossi pezzi. Lavatela in acqua corrente per eliminare il sangue e il viscidume.<br />
Recatevi nella spiaggia piu&#8217; vicina, una spiaggia possibilmente piu&#8217; lontana possibile dai centri abitati  onde evitare che gi effluvi possano infastidire qualcuno, scavate una grossa buca nella ghiaia se non possedete la ghiaia che, mi raccomando non deve essere troppo fine,  procuratevela dal vostro contadino o fioraio di fiducia.<br />
A questo punto mettete all&#8217;interno della fossa i pezzi di squalo e schiacciateli insieme per bene. E&#8217; consigliabile  realizzare questa operazione quando il clima è tiepido (ma non caldo!) perchè cosi&#8217; il processo di putrefazione è molto più veloce. Coprite con altra ghiaia e utilizzate pietre molto pesanti per schiacciare il tutto.<br />
Lasciate inumato il vostro prezioso alimento  per<strong> 6-7 settimane</strong> se in estate o <strong>2-3 mesi</strong> <strong>in inverno</strong>.<br />
In questa fase, i liquidi defluiranno dalla carne dello squalo e solo in questo modo potrà avvenire la putrefazione.<br />
Quando la carne avrà raggiunto una consistenza morbida ed  avrà acquisito il caratteristico odore simile all&#8217;ammoniaca, toglietelo dalla buca, lavatelo e appendetelo in una capanna per essiccarlo.<br />
La Capanna o il capannone deve essere realizzato con svariate aperture in modo tale da permettere al vento di entrare ma evitare che i raggi del sole arrivino a diretto contatto con le carni  sospese.<br />
Lasciatelo appeso fino a quando non si seccherà piu&#8217; o meno il periodo va dai <strong>2</strong> ai<strong> 4 mesi</strong>. Ricordate che una temperatura tiepida, asciutta e ventosa potrà accelerare  il processo mentre una fredda, umida e con poco vento la rallenterà.<br />
Eliminate la crosta marrone, tagliate la carne biancastra in piccoli pezzi e servitela, magari con un <strong>bicchiere di brennivin </strong>ghiacciato (il cui ruolo è sostanzialmente quello di un anestetico).</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>La crêpe</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2010/01/la-crepe</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2010/01/la-crepe</guid>
	<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 18:00:35 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2010/01/la-crepe#comments</comments>
    <category>francia</category><category>candelora crepe francia</category><category>crepe francia</category><category>crepe suzette</category><category>crespelle italia</category><category>in evidenza</category><category>palačinka croazia serbia austria</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/crepes.jpg" class="left" border="0" width="239" height="360" alt="crepe cartello" /></p>
<p>La crêpe è un tipo di cialda sottile, morbida ed elastica, cotta su una superficie rovente tonda, farcite di ripieni vari, dolci o salati vengono arrotolate su se stesse per racchiuderli.<br />
L&#8217;impasto viene realizzato con latte, uova, farina.<br />
Notoriamente sono il simbolo della cucina francese, ma preparazioni simili sono presenti in vari paesi d&#8217;Europa.<br />
Il nome, francese, deriva dal <strong>termine latino</strong><strong> crispus </strong>(arricciato, ondulato).<br />
Le crêpes condividono le origini di altre preparazioni a cialda e delle gauffres, ma l&#8217;attuale preparazione con la farina di frumento divenne comune solo nel IX secolo.<br />
Nel Medioevo l&#8217; acqua e vino sostituivano il latte.</p>
<p>In <strong>Francia</strong> sono un simbolo tradizionale di amicizia e alleanza e i mezzadri le offrivano ai loro padroni. Servite tradizionalmente in occasione della <strong>Candelora</strong> il <strong>2 febbraio</strong>, si usava esprimere un desiderio quando si voltava la crêpe nella padella.<br />
Una leggenda, pare li faccia risalire addirittura al <strong>V secolo</strong> , quando <strong>Papa Gelasio</strong>, molto <img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/sangelasio.jpg" class="left" border="0" width="174" height="360" alt="san gelasio papa" /></p>
<p>caritatevolmente, volle sfamare dei pellegrini francesi stanchi ed affamati, giunti a Roma per la festa della Candelora, e perciò ordinò che dalle cucine vaticane si portassero ingenti quantitativi di uova e farina, con i quali sarebbero state create le prime rudimentali crepes, che successivamente divennero poi di uso molto comune in Francia.</p>
<p><strong>Ricetta delle crêpes</strong></p>
<p><em>Ingredienti</em>:<br />
- 250 gr di farina<br />
- 2 uova<br />
- 1/2 litro di latte<br />
- 1 pizzico di sale<br />
- 20 gr di zucchero<br />
- 20 dl di kirsch<br />
- 2 cucchiai d&#8217;olio<br />
- Scorza di mezzo limone<br />
- Qualche goccia di limone<br />
- Un po&#8217; di cannella in polvere</p>
<p><em>Esecuzione</em>:<br />
Versate in una terrina la farina e aggiungete il latte; sbattete il tutto con un frustino. Aggiungete il resto degli ingredienti, eccetto le uova. Dopo aver mescolato il tutto, versate le uova e rimescolate per l&#8217;ultima volta. Fate riposare in frigorifero per un&#8217;ora, dopodiché prendete una padella e ungetela una sola volta con poco olio. Mettete infine la padella sul fuoco e cuocere le crêpes(alla fine si aggiungete qualche goccia di limone).</p>
<p>C&#8217;è una ricetta più tradizionale:<br />
- 250 gr di farina<br />
- 4 uova<br />
- 1/2 litro di latte<br />
- 1 pizzico di sale<br />
- 50 gr di burro<br />
- 1 pacchetto di zucchero vanigliato<br />
- 1 cucchiao di rum</p>
<p>La crêpes dolci vengono condite ad esempio con marmellate, salse al cioccolato, creme, panna, burro e zucchero, liquori e sciroppi, noci, nocciole, mandorle, frutta di ogni tipo e canditi.</p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/Edoardo_VII.jpg" class="left" border="0" width="168" height="250" alt="Edoardo VII" /></p>
<p>Ma la versione più conosciuta  delle crêpes è senzaltro la<strong> Crêpe Suzette</strong>, ripiena di salsa all&#8217;arancia e infiammata con liquore Curaçao,<br />
Si racconta dello sbaglio di un giovane apprendista al servizio del grande chef <strong>Auguste Escoffier</strong>.<br />
Siamo all&#8217;inizio del secolo scorso al <strong>Café de Paris</strong>  a  <strong>Montecarlo</strong> e il nostro promettente chef sta preparando un dessert per <strong>Edorado VII</strong>, <strong>principe di Galles</strong>.<br />
L&#8217;emozione si sa,  gioca brutti scherzi, ma anche la distrazione in cucina non e&#8217; una buona aiutante,  troppi liquori caddero sulle crêpes ordinate dal reale inglese, e a contatto con la fiamma, presero in un attimo  fuoco.<br />
Come riparare? Le assaggiò e, trovandole squisite decise di mandarle lo stesso in tavola ed Edoardo, grande gourmet le apprezzò a tal punto che richiese il bis chiedendo anche il nome della deliziosa preparazione, ed il giovane lo chef prontamente rispose <strong>“Crêpes Prince de Galles”</strong>.<br />
Ma Edoardo, cerimoniosamente, chiese però che venissero dedicate a <strong>Suzette </strong>la giovane figlia di un amico che stava pranzando con lui.<br />
Suzette dunque passò così alla storia mentre il giovane chef ricevette soltanto una lauta mancia.<br />
<strong>Ricetta per le Crêpes Suzette </strong><br />
<em>Ingredienti</em><br />
<strong>per la salsa</strong>:</p>
<p>- 4 cucchiai zucchero vanigliato<br />
- la buccia ed il succo di un limone<br />
- 50 g di burro<br />
- 1 cucchiaino di acqua di fiori di arancio<br />
- la buccia ed il succo di 2 arance<br />
- 4 cucchiai di Kirsch<br />
- 4 cucchiai di Curaçao bianco<br />
- 6 cucchiai di Rhum<br />
- 2 cucchiai di Maraschino<br />
<img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/crepessuzette.jpg" class="left" border="0" width="432" height="344" alt="" /><br clear="both" /></p>
 <p>
<em>Esecuzione</em>:<br />
E&#8217; consigliabile preparare la salsa con largo anticipo in quanto si conserva per molto tempo. Charpentier infatti ci dice: <em>&#8220;Questa salsa è come il buon vino: migliora invecchiando&#8221;</em>.<br />
Lavate le arance ed il limone, asciugateli e con un coltellino ben appuntito tagliate solo la parte arancione della scorza a filetti sottilissimi, che mescolerete con 4 cucchiai di zucchero vanigliato. Spremete poi il loro succo, passatelo al colino e versatelo in una casseruola. Aggiungete le scorzette zuccherate e 50 g di burro. Fate bollire e poi aggiungete l&#8217;acqua di fiori arancio e tutti i liquori. Quando ha ripreso il bollore togliete dal fuoco. Questa è la salsa che potete preparare con largo anticipo e conservare in una bottiglia in frigorifero.<br />
preparate le crêpes e tenetele in caldo. Poi in una padella riscaldate un po&#8217; di salsa e quando incomincia a sobollire, aggiungete le crêpes che devono essere completamente ricoperte da questa salsa e poi ripiegatele in quattro. Per ultimo aggiungete altri 2 cucchiai di Rhum, fiammeggiate le crêpes, quindi servite subito facendo attenzione a non bruciarvi!</p>
<p><strong>Le crêpe salate</strong><br />
<img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/Frittatensuppe.jpg" class="left" border="0" width="250" height="375" alt="Frittatensuppe" /></p>
<p>La crêpe viene preparata più frequentemente in versione dolce. Non mancano tuttavia le versioni salate queste vengono preparate nella <strong>Francia nord occidentale</strong> utilizzando farina di grano saraceno:sono conosciute con il nome di galette e possono venire servite come spuntino, antipasto o secondo, accompagnandosi a formaggi, salumi, verdure, funghi, crostacei e salse varie. Tipiche della <strong>Bretagna</strong>, sono diventate il piatto più rappresentativo della cucina bretone.<br />
In alcuni tipi di zuppe e minestre si usa tagliarle a striscioline e accompagnarle al brodo, solitamente di carne, come ad esempio  in Austria ed in Alto Adige per la <strong>Frittatensuppe</strong>.</p>
<p>Le crêpe appartengono alla famiglia delle cialde, insieme alle gauffre, ai pancake e ai wafer.<br />
In <strong>Ungheria</strong> ma è diffusa pure in Romania esiste una preparazione molto simile che può essere preparata  sia nella versione dolce che in quella salata e si chiama<strong> &#8220;clàtite&#8221;</strong>.<br />
<img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/palacinka.jpg" class="left" border="0" width="289" height="360" alt="pala&Auml;�inka" /></p>
<p>In <strong>Serbia</strong>, <strong>Croazia</strong>,<strong> Slovenia</strong> ed<strong> Austria </strong>esiste pure un dolce molto simile, la <strong>palačinka</strong>.<br />
C&#8217;è chi sostiene che si tratti dello stesso dolce, mentre i croati tipicamente sostengono l&#8217;originalità della propria ricetta. In Italia, tipiche della Valsesia sono le miacce.<br />
Alcune preparazioni, invece, hanno un nome che condivide la stessa etimologia di crêpe, ma danno luogo a piatti leggermente diversi.<br />
In Italia, ad esempio, esistono i crispelli, tortelli ripieni di dolce e salato, fritti nel lardo. In Inghilterra invece i cryspe sono cialde preparate con il solo bianco dell&#8217;uovo, farina e latte, fritte, condite con il grasso della frittura e zucchero e servite ben calde.</p>

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	</item>
    
	<item>
	<title>Kugelhupf o Gugelhupf</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2010/01/kugelhupf</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2010/01/kugelhupf</guid>
	<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 21:23:16 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2010/01/kugelhupf#comments</comments>
    <category>est_europeo</category><category>nord_europa</category><category>austria</category><category>cucina tedesca</category><category>gugelhupf germania</category><category>kugelhupf austria</category><category>pasticceria austriaca</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/Gugelhupf.jpg" class="left" border="0" width="252" height="360" alt="gugelhupf" /></p>
<p><strong>Gugelhupf</strong> o <strong>Kugelhupf</strong> è un termine che viene usato in <strong> Germania</strong>, i <strong>Austria</strong>, <strong>Svizzera</strong>, <strong>Tirolo</strong> ed <strong>Alsazia</strong> per indicare un tipo di torta.<br />
Nella <strong>Repubblica Ceca</strong> questa preparazione la ritroviamo sotto il nome di <strong>bábovka</strong>, in Polonia <strong>babka</strong>, in <strong>Croazia</strong>,<strong> Slovenia</strong>,<strong> Bosnia-Erzegovina</strong> e <strong>Serbia</strong> è chiamato <strong>kuglof</strong>.<br />
Questo dolce la forma di un toroide, come una ciambella.<br />
<strong>Scavi a Budapest</strong>, a<strong> Carnuntum </strong>(antica città romana non lontana da Vienna), nelle valli del Reno e in Francia hanno portato alla luce i caratteristici stampi in bronzo a larghe scanalature con un foro nel mezzo che ancora oggi si utilizzano per la preparazione di questo dolce.<br />
Da ciò si deduce che i Romani abbiano gustato questo dolce già dal secondo secolo della nostra era.<br />
I ricercatori ipotizzano che lo stampo abbia preso questa forma in onore del sole rotante.<br />
Analogamente al dolce <strong>Ebreo kugel</strong>, la parola “gugelhupf” deriva dal termine tedesco “Kugel”, che significa palla o globo, ma qualcuno sostiene  sia connesso alla sua particolare forma, e tale origine va ricercata in un copricapo contadino che avvolgeva a mo&#8217; di turbante la testa, ma anche quella conica del cappuccio dei frati (nel secolo scorso, in alcune regioni un simile copricapo veniva ancora chiamato Gugel).<br />
Secondo altri il nome si può collegare alla parola <strong>Kogel</strong>, che designa la forma rotondeggiante di alcune cime alpine.<br />
Inoltre, la tradizione voleva che si inserisse all’interno del <strong>kugelhupf </strong>una monetina che avrebbe portato fortuna a chi l’avesse ritrovata nella sua fetta.<br />
In Francia si racconta che sia stato inventato dei <strong>Magi d&#8217;Oriente</strong>, per omaggiare un pasticciere per averli ospitati, e quindi la forma richiamerebbe quella dei loro copricapi, ma anche la famosa <strong>Maria Antonietta</strong>, contribui&#8217; a renderlo popolare alla sua corte.<br />
<img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/doppimagi.JPG" class="left" border="0" width="432" height="145" alt="re magi" /><br clear="both" /></p>
<p>Ed i conti tornano, il dolce in questione ricorderebbe il <a href="http://guide.supereva.it/campania_i/interventi/2010/01/il-baba-napoletano-di-lello-brak">famoso baba&#8217; del Leszczinski</a> che nel suo esilio francese, cercò  di rendere meno asciutto appunto un <strong>Gugelhupf</strong>, bagnandolo con del rum</p>
<p>Un tipo comune di <strong>Gugelhupf </strong>consiste in un soffice impasto lievitato che contiene uvetta, mandorle e brandy di ciliegia Kirschwasser; alcune varianti contengono frutta candita e noci.<br />
Viene cotto in una speciale pentola circolare, che all&#8217;inizio veniva fabbricata con ceramica smaltata. Adesso utilizzata per cucinare le torte Bundt. In genere lo si mangia a colazione o durante la pausa caffè.</p>
<p>Fu scelto come dolce che rappresentasse l&#8217;<strong>Austria</strong> al<strong> Café Europe</strong>, iniziativa della presidenza austriaca dell&#8217;<strong>Unione Europea </strong>per il giorno <strong>europeo 2006</strong>.</p>
<p><em>Ingredienti</em><br />
- gr 180 burro<br />
- gr 150 zucchero<br />
- gr 250 di farina<br />
- 4 uova<br />
- 1 buccia di limone grattugiata, non trattato<br />
- una bustina di vanillina<br />
- gr 50 uvetta sultanina<br />
- gr 50 mandorle pelate<br />
- 1 bustina di lievito<br />
- bicchierino di rum<br />
-  un po di latte<br />
<em><br />
Esecuzione</em>:<br />
Montate il burro in una ciotola ed aggiungetevi lo zucchero, il limone grattugiato, i tuorli, l&#8217;uvetta tenuta a macerare nel rum e le mandorle e la bustina di vanillina, sbattete gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso.<br />
Montate a neve le chiare d&#8217;uovo,  setacciate ed unitevi la farina e la bustina di lievito e mescolate il tutto delicatamente, se l&#8217;impasto dovesse risultare troppo duro, aggiungete un po di latte<br />
Riempite uno stampo che avrete precedentemente imburrato ed infarinato e, cuocete in forno a temperatura media.<br />
Prima di servire il <strong>kugelhumpf</strong> potete cospargerlo di zucchero a velo. </p>
<p><strong>Ricetta del Kugelhupf con il lievito di birra</strong></p>
<p><em>Ingredienti</em>:<br />
- gr 500 farina,<br />
- gr 40 lievito di Birra,<br />
- 12 cl Latte,<br />
- gr 180 burro,<br />
- gr 120 zucchero,<br />
- 1/2 cucchiaino sale,<br />
- 1 grattatina noce moscata,<br />
- 1 la scorza grattugiata di un limone ,<br />
- 2 tuorli d&#8217;uovo,<br />
- 3 uova intere,<br />
- gr 100 uvetta Sultanina,<br />
- 2 cl rum,<br />
- burro per ungere lo stampo<br />
- pangrattato per lo stampo<br />
-  16 mandorle pelate,<br />
- zucchero a velo per decorare<br />
<img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/Gugelhupf2.jpg" class="left" border="0" width="432" height="306" alt="Gugelhupf1" /><br clear="both" /></p>
<p><em>Esecuzione</em>:<br />
Passate al setaccio la farina in una terrina, disponendola a fontana, formate un incavo ed al centro e mettetevi il lievito di birra sbriciolato.<br />
Fatelo sciogliere col latte tiepido, mescolatevi un po&#8217; di farina e fate lievitare il composto ottenuto per un quarto d&#8217;ora.<br />
Trascorso il tempo indicato impastate il panetto lievitato col resto della farina e il burro lavorato a spuma insieme alle uova e agli aromi.<br />
Lasciate lievitare la pasta per 20-25 minuti, dopodichè incorporatevi l&#8217;uvetta, tenuta a bagno nel rum e strizzata.<br />
Fate lievitare nuovamente la pasta, poi trasferitela in uno stampo per gugelhupf di 22 cm di diametro, imburrato e cosparso con pangrattato, sul fondo del quale avrete posto le mandorle.<br />
Lasciate lievitare il dolce fino a quando avrà raddoppiato il suo volume, quindi passatelo nel forno già caldo (200 gradi) per 45 minuti.<br />
Durante questo tempo controllate il dolce e, se la superficie si scurisse troppo velocemente, copritela con un foglio di carta pergamena ripiegato più volte. Al termine lasciate raffreddare il <strong>Gugelhupf</strong>, quindi sformatelo su un piatto di portata e cospargetelo con lo zucchero a velo.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100126212316"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100126212316?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100126212316" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100126212316&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcucina_etnica%2Finterventi%2F2010%2F01%2Fkugelhupf"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Gugelhupf o Kugelhupf è un termine che viene usato in  Germania, i Austria, Svizzera, Tirolo ed Alsazia per indicare un tipo di torta.
Nella Repubblica Ceca questa preparazione la ritroviamo sotto il[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Le Torte dell&#039;anima di Sting</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2009/11/le-torte-dellanima-di-sting</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2009/11/le-torte-dellanima-di-sting</guid>
	<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 18:23:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angie</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2009/11/le-torte-dellanima-di-sting#comments</comments>
    <category>nord_europa</category><category>gran_bretagna</category><category>hot topic</category><category>if on a winters night sting soul cake</category><category>soul cake sting</category><category>torta dellanima</category><category>torte dei defunti</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/cucina_etnica/soulcake1.jpg" class="left" border="0" width="432" height="288" alt="soulcake" /><br clear="both" /></p>
<p>La<strong> Soul Cake</strong> è una piccola torta rotonda che tradizionalmente viene offerta per le anime dei morti.<br />
E&#8217; una tradizione medievale  originaria dell&#8217; Irlanda e della Gran Bretagna, pratiche simili le ritroviamo anche nel nostro sud  Italia.<br />
Le torte, chiamate <strong>ANIME</strong>,  (soul) sono consegnate ai <strong>soulers</strong>, ovvero ai piu&#8217; piccoli che vanno porta a porta il giorno di  Ognissanti cantando e recitando le preghiere per i defunti.<br />
Ogni torta che viene mangiata rappresenterebbe un anima che viene liberata dal Purgatorio.<br />
La consuetudine di dare e di mangiare dolci da taluni viene riconosciuta come l’origine della moderna <strong>Trick or Treating</strong>.<br />
Le torte sono generalmente imbottite con noce moscata, cannella, o altre spezie dolci, uvetta o ribes.</p>
<p>A soul, a soul cake, please good missus a soul cake.<br />
An apple, a pear, a plum, a cherry,<br />
any good thing to make us all merry,<br />
A soul, a soul cake, please good missus a soul cake.<br />
One for Peter, two for Paul, three for Him who made us all.<br />
A soul, a soul cake, please good missus a soul cake.<br />
An apple, a pear, a plum, a cherry,<br />
any good thing to make us all merry,<br />
God bless the master of this house, and the mistress also.<br />
And all the little children that round your table grow.<br />
The cattle in your stable and the dog by your front door.<br />
And all that dwell within your gates<br />
we wish you ten times more.<br />
A soul, a soul cake&#8230;<br />
Go down into the cellar and see what you can find.<br />
If the barrels are not empty we hope you will be kind.<br />
We hope you will be kind with your apple and strawber<br />
For well come no more a soalin till Xmas time next year.<br />
A soul, a soul cake&#8230;<br />
The streets are very dirty, my shoes are very thin.<br />
I have a little pocket to put a penny in.<br />
If you havent got a penny, a ha penny will do.<br />
If you havent got a ha penny then God bless you.<br />
A soul, a soul cake&#8230;<br />
Now to the lord sing praises all you within this place,<br />
And with true love and brotherhood each other now embrace..<br />
This holy tide of christmas of beauty and of grace,<br />
Oh tidings of comfort and joy.<br />
A soul, a soul cake&#8230;</p>
<p><object width="425" height="344">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/L-vZ8FDvnW8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
<param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/L-vZ8FDvnW8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Ed ecco la traduzione del testo di Sting<br />
Anima, Anima, una torta dell’anima!<br />
Io ti prego, Buona signora, una torta dell’anima!<br />
Con mele, pere, susine, ciliege<br />
Qualcosa di positivo per renderci tutti più allegri</p>
<p>Anima, Anima, una torta dell’anima!<br />
Io ti prego, Buona signora, una torta dell’anima!<br />
Uno per Peter, due per Paolo, e tre per colui che ha fatto a tutti noi.</p>
<p>Anima, Anima, una torta dell’anima!<br />
Io ti prego, Buona signora, una torta dell’anima!<br />
Con mele, pere, susine, ciliege<br />
Qualcosa di positivo per renderci tutti più allegri</p>
<p>Dio benedica il capo famiglia e sua moglie anche<br />
E tutti i bambini che crescono intorno a questo focolaio.<br />
Il bestiame nella stalla ed il cane davanti la porta.<br />
E tutti i ciacighli entro le vostre mura.<br />
E ve ne auguriamo 10 volte tanto.</p>
<p>Anima, Anima, una torta dell’anima!<br />
Io ti prego, Buona signora, una torta dell’anima!<br />
Con mele, pere, susine, ciliege<br />
Qualcosa di positivo per renderci tutti più allegri<br />
Anima, Anima, una torta dell’anima!<br />
Io ti prego, Buona signora, una torta dell’anima!<br />
Uno per Peter, due per Paolo, e tre per colui che ha fatto a tutti noi.</p>
<p>Vai nello scantinato e guarda cosa trovi<br />
Se i barili non sono vuoti siamo certi che sarete generosi<br />
E speriamo che lo siate con le vostre mele e fragole<br />
Poichè non ci rivedrete che tra un anno</p>
<p>Anima, Anima, una torta dell’anima!<br />
Io ti prego, Buona signora, una torta dell’anima!<br />
Con mele, pere, susine, ciliege<br />
Qualcosa di positivo per renderci tutti più allegri<br />
Anima, Anima, una torta dell’anima!<br />
Io ti prego, Buona signora, una torta dell’anima!<br />
Uno per Peter, due per Paolo, e tre per colui che ha fatto a tutti noi.</p>
<p>Ho una piccola tasca dove mettere un penny.<br />
Se non hai un penny da dare, un penny sarà<br />
Se non hai un penny da dare Dio ti benedirà<br />
Anima, Anima, una torta dell’anima!<br />
Io ti prego, Buona signora, una torta dell’anima!<br />
Con mele, pere, susine, ciliege<br />
Qualcosa di positivo per renderci tutti più allegri<br />
Anima, Anima, una torta dell’anima!<br />
Io ti prego, Buona signora, una torta dell’anima!<br />
Uno per Peter, due per Paolo, e tre per colui che ha fatto a tutti noi.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091127182300"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091127182300?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091127182300" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20091127182300&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcucina_etnica%2Finterventi%2F2009%2F11%2Fle-torte-dellanima-di-sting"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>La Soul Cake è una piccola torta rotonda che tradizionalmente viene offerta per le anime dei morti.
E&amp;#8217; una tradizione medievale  originaria dell&amp;#8217; Irlanda e della Gran Bretagna,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Le Uova de 100 giorni</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2008/08/336075.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2008/08/336075.shtml</guid>
	<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dona Flor</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2008/08/336075.shtml#comments</comments>
    <category>cina</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Solo a raccontarne la preparazione, vengono i brividi&#8230;:-) Figurarsi a Mangiarle. Comuni alla <STRONG>cucina </STRONG>sia <STRONG>giapponese</STRONG> che <STRONG>cinese</STRONG>, sono conosciute come <STRONG>&#8220;uova dei 100 giorni&#8221;</STRONG>, tanto è il periodo in cui vengono messe sotto terra a &#8220;marcire&#8221;, o meglio macerare, la differenza tra i due vocaboli e&#8217; minima :-), si potrebbero abbinare tranquillamente ad un&#8217;altra prelibatezza della cucina cinese: il mao-tai, una grappa di riso dai 90° e dallo sconcertante sapore di muffa:-) <IMG class=post height=188 alt=pidangy src="http://guide.polisblog.it/uploads/uovadei100giorni.jpg" width=250 align=left vspace=7 border=1> Le <STRONG>uova millenarie (pidan)</STRONG> Non sono certo belle da vedere, anzi, detto tra noi, fanno anche un po&#8217; schifo ma sono considerate una <STRONG>&#8220;prelibatezza della cucina cinese&#8221;</STRONG>: sono <STRONG>uova di anatra</STRONG> che, avvolte in una pasta simile all&#8217;argilla che contiene sale, legno di frassino, calce spenta, tè e acqua, vengono messe in vasi di terracotta ermeticamente chiusi per un periodo di tempo che varia dai 40 ai 100 giorni. Quando sono pronte l&#8217;albume si è trasformato in una sostanza gelatinosa di colore marrone e il tuorlo ha assunto un colore tra il verde e il nero. <IMG class=post height=188 alt="Grappa cinese" src="http://guide.polisblog.it/uploads/maotai_01.jpg" width=250 align=right vspace=7 border=0> Tradizionalmente sono servite come antipasto, un po come i nostri crostini toscani, bruschette, fritture napoletane, vengono sbucciate e tagliate in quarti o a rondelle con un condimento semplice a base di <STRONG>salsa di soia</STRONG> e o<STRONG>lio di sesamo</STRONG>, <STRONG>verdure sottaceto o decorate con lime e zenzero fresco</STRONG>.<br />
Si consumano anche in insalata con tofu cremoso, salsa di soia e zenzero e con congee di magro di maiale bollito. Un&#8217;altra preparazione, utilizza invece le uova di gallina, avvolte nella paglia e poste sotto il fango, un tempo per cento anni, quasi come uno dei nostri vini italiani, certo non arriviamo a 100 anni, molti di meno, ma a volte, è nproprio dal periodo di conservazione che il vino acquisisce un suo valore economico nonche&#8217; di gusto, oggi per cento giorni, forse meno. Assumono un colore nero ed una consistenza gelatinosa. Proponibili, accompagnate non dal <STRONG>mao-tai</STRONG> ma gustate con un contorno del ginger.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20080806000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20080806000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20080806000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20080806000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcucina_etnica%2Finterventi%2F2008%2F08%2F336075.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Solo a raccontarne la preparazione, vengono i brividi&amp;#8230;:-) Figurarsi a Mangiarle. Comuni alla cucina sia giapponese che cinese, sono conosciute come &amp;#8220;uova dei 100 giorni&amp;#8221;,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>La Gastronomia della Repubblica Ceca</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2007/07/303324.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2007/07/303324.shtml</guid>
	<pubDate>Tue, 31 Jul 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dona Flor</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2007/07/303324.shtml#comments</comments>
    <category>repubblica_ceca</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><STRONG>Mangiare nella Repubblica Ceca</STRONG></p>
<p>La cucina ceca non è la  più indicata per i vegetariani difatti uno dei piatti piu&#8217; amato dalla popolazione è il tradizionale arrosto di maiale con gnocchetti di patate e crauti. Ricordiamo poi, le salse,  la zuppa di patate, i gnocchetti ripieni di frutta e lo strudel di mele. La cucina ceca non è certamente una cucina ipocalorica, anche se, attualmente i cechi predilingono uno stile alimentare più sano ma le ricette piu&#8217; popolari ed utilizzate e, cucinate secondo  tradizione sono  ricche di calorie, grassi e zucchero. <IMG style="WIDTH: 153px; HEIGHT: 168px" height=168 alt="" hspace=6 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/cucinaceca/bramborovapolevka.jpg" width=153 align=right vspace=6 border=0></p>
<p>Normalmente i cechi iniziano il loro pasto con una zuppa (<EM>polévka</EM>).  Tra le piu&#8217; ricordiamo:<br />
- zuppa di patate (<EM>bramborová polévka</EM> o <EM>bramboračka</EM>)<br />
- zuppa d&#8217;aglio (<EM>česneková polévka</EM> o <EM>česnečka</EM>)<br />
- zuppa di pollo (<EM>kuřecí polévka s nudlemi</EM>)<br />
- zuppa di manzo con gnocchetti di fegato <EM>(hovězí polévka s játrovými knedlíčky)</EM><br />
- zuppa di crauti (<EM>zelná polévka</EM> o <EM>zelňačka</EM>)<br />
- zuppa d&#8217;aneto fatta con latte acido (<EM>koprová polévka</EM> o <EM>koprovka</EM>)</p>
<p>Il piatto principale  (<EM>hlavní chod</EM>) consiste  in un  piatto di carne (<EM>maso</EM>) con contorno (<EM>p<IMG style="WIDTH: 259px; HEIGHT: 170px" height=205 alt="" hspace=6 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/cucinaceca/carnececa.jpg" width=306 align=left vspace=6 border=0>říloha</EM>). </p>
<p>Le specie di carni impiegate nella gastronomia ceca sono quelle di pollo (<EM>kuře</EM>) e di maiale (<EM>vepřové</EM>) seguite dal manzo (<EM>hovězí</EM>), e solitamente servite con una specie di salsa (<EM>omáčka</EM>). </p>
<p>Il pesce non è un piatto  molto comune Benchè, a volte, vengono servite trota (<EM>pstruh</EM>) e merluzzo (<EM>treska</EM>). Lo sgombro (<EM>makrela</EM>) fa spesso la sua compars<IMG style="WIDTH: 221px; HEIGHT: 176px" height=204 alt="" hspace=6 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/cucinaceca/knedliky.jpg" width=257 align=right vspace=6 border=0>a nelle grigliate estive all&#8217;aperto. La carpa (<EM>kapr</EM>) viene tradizionalmente cucinata alla vigilia di Natale.</p>
<p>Tra i contorni ricordiamo:<br />
- patate bollite (<EM>vařené b</EM><EM>ram</EM><EM>bory</EM>)<br />
- patate arrosto (<EM>opékané brambory</EM>)<br />
- purea di patate (<EM>bramborová kae</EM>)<br />
- patate fritte (<EM>hranolky</EM>)<br />
- riso (<EM>rýe</EM>)<br />
- gnocchetti di pane (<EM>houskové knedlíky</EM>) o gnocchetti <IMG style="WIDTH: 201px; HEIGHT: 169px" height=223 alt="" hspace=6 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/cucinaceca/strudel.jpg" width=288 align=left vspace=6 border=0>di patate (<EM>bramborové knedlíky</EM>) con salsa (<EM>omáčka</EM>)<br />
- gnocchetti di pane o patate con crauti (<EM>zelí</EM>)<br />
- insalata di patate (<EM>bramborový salát</EM>)</p>
<p>Anche i  dessert (<EM>moučníky</EM>) non sono particolarmente indicati per le diete, e tendono ad essere un po pesanti poiche&#8217;  nelle preparazioni vengono utilizzati   burro (<EM>máslo</EM>) e panna montata (<EM>lehačka</EM>). Tra i piu famosi ricordiamo:<br />
- crepes (<EM>palačinky</EM>) farcite con marmella<IMG style="WIDTH: 147px; HEIGHT: 186px" height=206 alt="" hspace=6 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/cucinaceca/ja&#038;pivo.jpg" width=169 align=right vspace=6 border=0>ta (<EM>dem</EM>) o fragole (<EM>jahody</EM>) e panna montata<br />
- gnocchetti di mirtilli (<EM>borůvkové knedlíky</EM>)<br />
- strudel di mele (<EM>jable</EM><EM>čný závin</EM>)<br />
- coppa di gelato con sciroppo e frutta (<EM>zmrzlinový pohár</EM>)</p>
<p>La bevanda nazionale è la birra (<EM>pivo</EM>), e se l vi piace potrete ordinare acqua minerale (<EM>minerálka</EM>), succo d&#8217;arancia (<EM>pomerančový dus</EM>), succo di mele (<EM>jablečný dus</EM>) o gassosa (specificatene il nome). Ai cechi piace anche bere tè (<EM>čaj</EM>) con zucchero (<EM>cukr</EM>) e limone (<EM>citrón</EM>) e caffè (<EM>káva</EM>) con o senza latte (<EM>mléko</EM>) o panna (<EM>smetana</EM>).</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070731000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070731000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070731000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20070731000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcucina_etnica%2Finterventi%2F2007%2F07%2F303324.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Mangiare nella Repubblica Ceca
La cucina ceca non è la  più indicata per i vegetariani difatti uno dei piatti piu&amp;#8217; amato dalla popolazione è il tradizionale arrosto di maiale con gnocchetti[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Frittata Santelli</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2007/07/303233.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2007/07/303233.shtml</guid>
	<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dona Flor</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2007/07/303233.shtml#comments</comments>
    <category>ungheria</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Italiano di nascita, si trasferì a trent&#8217;anni in Ungheria, dove contribuì a dar vita alla prestigiosa tradizione magiara nella scherma.</p>
<p><B>Frittata Santelli</B></p>
<p><STRONG></STRONG><br />
<B>Ingredienti:</B><br />
- gr. 300&nbsp;di salsiccia di Debrecen,<br />
- gr. 120&nbsp;di pomodori freschi,<br />
- gr. 240 di peperoni verdi,<br />
- gr. 120&nbsp;di lardo affumicato,<br />
- gr 40&nbsp;di strutto,<br />
- 12 uova,<br />
- sale,pepe macinato,<br />
- gr.120&nbsp;di formaggio.</p>
<p><B>Esecuzione:</B></p>
<p><B></B>Togliete la pelle delle salsiccie, pelate i pomodori, toglite i semi dei peperoni e tagliate tutto quanto a fette. Rosolate in poco strutto il lardo tagliato a cubetti, a cui avrete tolto la cotenna, fate saltare in questo grasso la salsiccia, versatevi i peperoni e, quando questi cominciano ad ammorbidire, i pomodori. Continuate a friggere la frittata. Al momento di servire, cospargete con formaggio grattugiato.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070730000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070730000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070730000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20070730000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcucina_etnica%2Finterventi%2F2007%2F07%2F303233.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Italiano di nascita, si trasferì a trent&amp;#8217;anni in Ungheria, dove contribuì a dar vita alla prestigiosa tradizione magiara nella scherma.
Frittata Santelli

Ingredienti:
- gr. 300&amp;nbsp;di[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Torta Dobos</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2007/07/303129.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dona Flor</dc:creator>
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    <category>ungheria</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%" border=0><br />
<TBODY><br />
<TR><br />
<TD vAlign=top><br />
<IMG style="WIDTH: 146px; HEIGHT: 221px" height=238 hspace=6 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/sissi1.jpg" width=159 align=right vspace=6 border=0>La <B>Principessa Sissi </B>ne andava così ghiotta che spesso lasciava in gran segreto il<B> Palazzo Reale di Buda</B> ed entrava tutta trafelata al <B>Caff</B><B>è Ruszwurm</B>. A queste dolcissime tentazioni non sapeva proprio resistere, le torte della più antica e minuscola pasticceria d&#8217;Ungheria facevano impazzire l&#8217;imperatrice, costringendola a massacranti sedute di ginnastica per smaltire i chili accumulati nelle sue fughe golose.</p>
<p>Nel secolo scorso veniva confezionata per essere spedita da <B>Budapest</B> alle corti di tutta Europa. Tuttavia, la <B>Dobos</B>&nbsp; nasce quasi per caso. A<IMG height=248 hspace=6 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/Caffè%20Ruszwurm.jpg" width=185 align=left vspace=6 border=0>nzi, a causa di un infelice errore. Era il <B>1884</B>, quando <B>Carl Jozsef Dobos</B> la preparò per la prima volta. Si racconta che sia stato un aiutante un po’ distratto che aveva montato il burro utilizzando lo zucchero al posto del sale, come si usava all’epoca. Dopo averlo rimproverato, <B>Dobos</B>, ritornò all&#8217;impasto &#8220;sbagliato&#8221; e, proprio da questo pare sia nata la geniale trovata della crema al burro utilizzata nella sua torta che poi verrà presentata ufficialmente nel corso dell’<B>Esposizione di Budapest del 1885</B>. Da allora, fu il dolce prediletto di tutta la <B>Belle Epoque </B>e la tribolazione di tutti i pasticceri che cercavano di emularla. Ma nonostante la solerzia e lo zelo, nessuno riuscì a ricreare quella eufonia regalata dai deliziosi&nbsp; sei strati di pasta, la crema al cacao e l’insolita crema di burro.<br />
Ancora oggi la <B>Dobos</B> è il dolce ungherese per eccellenza, sempre in prima fila nelle vetrine delle pasticcerie, sempre preparata artigianalmente. Si dice che la preparazione della <B>Dobos </B>sia la prova più difficile per un aspirante pasticcere, perché stendere lo zucchero bollente sullo strato finale di pasta richiede velocità e maestria. Ogni anno viene indetto persino un concorso per i <B>pasticceri di Budapest </B>e vince non chi prepara la torta più buona ma chi, visitato dalla giuria più volte nel corso dell’anno, riesce a far trovare una <B>Dobos </B>sempre uguale garantendo una coerente professionalità.</p>
<p>Cercare una ricetta che sia facilmente realizzabile e simile all&#8217;originale, è una difficile impresa, ma l&#8217;unico sito che offriva un delizioso connubio tra ricetta collaudata e realizzata, era quello della mia amica Teresa :-) in cui potete vedere anche la sequenza&nbsp; fotografica per la realizzazione di questa capolavoro della pasticceria internazionale:&nbsp; <A href="http://www.gennarino.org/forum/viewtopic.php?t=5279">Torta dobos dal forum di Gennarino</A></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><IMG height=32 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/hungary_a-01.gif" width=48 border=0>Torta Dobos<IMG height=32 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/hungary_a-01.gif" width=48 border=0></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><B><IMG height=18 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/Checkmark_2.gif" width=19 border=0>Ingredienti </B><br />
Per i dischi di pasta:<br />
- 350 gr. tuorli d’uovo<br />
- 235 gr. di zucchero<br />
- 10 ml estratto di vaniglia<br />
- 350 gr. farina 00<br />
- 525 gr. albumi d’uovo<br />
- 7 gr. sale<br />
- 175 gr. zucchero semolato </p>
<p><B><IMG height=18 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/Checkmark_2.gif" width=19 border=0>Per lo sciroppo </B><br />
500 gr. di zucchero<br />
500 gr. di acqua<br />
buccia di un&#8217;arancia ed un limone<br />
100 gr. di rum scuro </p>
<p>Per la crema di burro al cioccolato<br />
- 500 gr. zucchero<br />
- 250 gr. albumi<br />
- 750 gr. burro in pezzi, ammorbidito<br />
- 10 ml. estratto di vaniglia<br />
- 300 gr. di cioccolato fondente </p>
<p><B><IMG height=18 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/Checkmark_2.gif" width=19 border=0>Decorazioni in caramello</B> </p>
<p>- 500 gr. zucchero<br />
- 188 gr. acqua<br />
- 1 pizzico di cremore di tartaro </p>
<p><B><IMG height=18 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/Checkmark_2.gif" width=19 border=0>Preparazione delle teglie </B><IMG height=316 hspace=5 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/dobostor.jpg" width=246 align=right vspace=5 border=0><br />
Occorreranno 9 dischi di pasta del diametro di 20 cm circa. Il composto sara’ cotto direttamente su placche rivestite di carta da forno*<br />
1. Tagliare 11 fogli di carta da forno, un paio di centimetri piu’ piccoli delle placche che si utilizzeranno.<br />
2. Con un pennarello disegnare al centro di ogni foglio un cerchio del diametro di 20cm aiutandosi con una teglia capovolta o con un compasso<br />
3. Ungere leggermente la parte centrale di una placca, poggiarci sopra uno dei fogli preparati, invertendolo, in modo che l’inchiostro non venga a contatto con l’impasto (il cerchio disegnato dovrebbe rimanere ben visibile)<br />
4. Ungere leggermente anche l’interno del cerchio disegnato<br />
5. Preparare tante teglie quante il forno puo’ accomodarne </p>
<p><B><IMG height=18 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/Checkmark_2.gif" width=19 border=0>Preparazione dello sciroppo</B><br />
1. Unire lo zucchero, l’acqua e le bucce di arancia e limone e portare ad ebollizione. Far bollire per qualche minuto. Lasciar raffreddare ed aggiungere il rum<br />
<B><br />
<IMG height=18 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/Checkmark_2.gif" width=19 border=0>Preparazione dei dischi di pasta </B><br />
1. Pre-riscaldare il fondo a 190º<br />
2. Misurare accuratamente gli ingredienti.<br />
3. Unire i tuorli d’uovo e lo zucchero in una ciotola di metallo, posta al di sopra di una pentola contente acqua in ebollizione. Mescolare velocemente con una frusta fino a quando la temperatura del composto raggiunge 43ºC.<br />
4. Trasferire la pentola e la ciotola sul piano di lavoro, battere il composto con una frusta elettrica fino a che risulti spumoso e gonfio, di un colore giallo pallido. Il procedimento, dovrebbe impiegare tra i dieci ed i quindici minuti. Col procedimento a caldo, si ottiene un maggiore volume della spuma**<br />
5. Aggiungere l’estratto di vaniglia, amalgamandolo al composto con una spatola di silicone.<br />
6. Incorporare la farina setacciata, mescolando delicatamente con una spatola di silicone in modo da non “sgonfiare” la spuma.***<br />
7. In una ciotola di metallo (preferibilmente di rame) montare gli albumi col sale a neve ferma, aggiungere lo zucchero poco alla volta, continuando a montare per ottenere una meringa lucida e compatta abbastanza da mantenere la forma se lasciata cadere da un cucchiaio.<br />
8. Incorporare ¼ della meringa al composto precedente, utilizzando preferibilmente una spatola di silicone, con un movimento circolare dal fondo della ciotola verso l’alto. Il composto risultera’ notevolmente ammorbidito.<br />
9. Incorporare gradualmente tutta la meringa, con lo stessa tecnica e con molta delicatezza. <IMG height=305 hspace=5 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/hungary.jpg" width=249 align=left vspace=5 border=0></p>
<p><B><IMG height=18 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/Checkmark_2.gif" width=19 border=0>Formazione dei dischi:</B><br />
1. Servendosi di un porzionatore per gelati, depositare 4 porzioni (rase) di impasto al centro del cerchio tracciato sulla carta forno.<br />
2. Con il dorso del porzionatore, ed un movimento circolare, distribuire l’impasto uniformente fino ad un centimetro dal perimetro tracciato.<br />
3. Spingere l’impasto fino ai bordi aiutandosi con una spatola.<br />
4. Livellare delicataente l’impasto con la spatola ed infornare immediatamente sul ripiano centrale del forno.<br />
5. Formare il secondo disco di pasta<br />
6. Spostare il primo disco di pasta al ripiano inferiore del forno<br />
7. Infornare il secondo disco sul ripiano centrale<br />
8. Formare il terzo disco di pasta<br />
9. Spostare il primo disco di pasta sul ripiano superiore del forno e il secondo disco sul ripiano inferiore del forno.<br />
10. Infornare il terzo disco sul ripiano centrale del forno.<br />
11. Ripetere la sequenza di cottura per tutti i dischi di pasta ottenuti.<br />
12. Considerata la temperatura del forno e lo spessore dei dischi, la cottura e’ piuttosto veloce (6 minuti circa) ed e’ necessario controllare con attenzione.<br />
13. Mano mano che i dischi son pronti poggiarli l’uno sull’altro e farli raffreddare. </p>
<p><B><IMG height=18 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/Checkmark_2.gif" width=19 border=0>Preparazione della crema di burro al cioccolato.</B><br />
2. Versare gli albumi e lo zucchero nella ciotola di metallo del mixer e porla su una pentola con acqua in ebollizione a fiamma media.<br />
3. Mescolare continuamente con una frusta fino a che il composto raggiunga 70ºC<br />
4. Rimuovere la ciotola dal fuoco e posizionarla nel mixer<br />
5. Battere a velocita’ media con l’accessorio frusta, montando a neve ferma ma non asciutta<br />
6. Gradualmente aggiungere lo zucchero, continuando a montare, fino a completo raffreddamento del composto. La meringa, dovra’ risultare gonfia, lucida e mantenere la forma se lasciata cadere da un cucchiaio. Se necessario porre per alcuni minuti in frigo.<br />
7. Aggiungere il burro, qualche pezzetto per volta, fino ad incorporarlo tutto.<br />
8. Aggiungere il cioccolato fuso e la vaniglia ed incorporarlo alla crema.<br />
9. Se dovesse passare molto tempo dalla preparazione della crema alla composizione del dolce, e’ opportuno porla in frigo e riportarla a temperatura ambiente prima di usarla.<br />
<B><br />
<IMG height=18 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/Checkmark_2.gif" width=19 border=0>Composizione <IMG style="WIDTH: 326px; HEIGHT: 277px" height=297 hspace=6 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/dobostorte.jpg" width=345 align=right vspace=6 border=0></B><br />
1. Spalmare un po’ di crema su una base di cartone per dolci dello stesso diametro dei dischi di pasta ed adagiarvi il primo disco.<br />
3. Con un pennello da cucina, intinto nello sciroppo, inumidire il disco di pasta soprattutto lungo il bordo che risulta piu&#8217; asciutto.<br />
3. Con la tasca da pasticciere ed una punta tonda media, spremere la crema lungo il perimetro del disco<br />
4. Mettere un paio di cucchiaiate di crema al centro del disco e livellarle con un a spatolaSovrapporre il secondo disco e farcire come spiegato prima.<br />
5. Ripetere il procedimento di farcitura, sovrapponendo 9 dischi di pasta.<br />
6. Coprire la superfice del dolce con la stessa crema di burro, livellandola con la spatola e lasciando che scenda fuori dal bordo della torta<br />
7. Sempre con la spatola, spalmare un po’ di crema sui lati della torta, facendo pressione per riempire eventuali spazi fra gli strati<br />
8. Se si desidera, si possono rigare i lati utilizzando l’apposito “pettine”<br />
9. Decorare la base della torta con un nastro di mandorle in scaglie o nocciole tritate.<br />
10. Trasferire sul piatto di portata e decorare con le formine di caramello </p>
<p><B><IMG height=18 src="http://www.cucinaironia.it/cucinaetnica/tortadobos/Checkmark_2.gif" width=19 border=0>Decorazione di caramello<br />
</B>Io ho scelto di personalizzare la decorazione, solo perche’ avevo voglia di giocare con lo zucchero e questo era proprio il pretesto giusto. Descrivero’ il mio procedimento a pie’ della ricetta, ma penso sia giusto, visto che si tratta di una torta classica, spiegare il procedimento per la decorazione tradizionale, che si fa versando il caramello preparato come segue sul migliore dei dischi di pasta savoiarda preparata posto su una graticola o in qualche modo rialzato. Lavorando velocemente, il caramello va spalmato con una spatola coprendo anche i bordi del disco. Prima che si raffreddi completamente, con un coltello a lama lunga bagnato, incidere la superfice caramellata come per dividere la torta in spicchi. </p>
<p>1. Cuocere lo zucchero con l’acqua a fuoco medio, in un pentolino dal fondo spesso, mescolando continuamente fino a che lo zucchero si sciolga. A quel punto, inserire un termometro e lasciar cuocere senza mai mescolare. Di tanto in tanto “pulire” le pareti del pentolino con un pennello bagnato ma non grondante d’acqua.<br />
2. Appena lo sciroppo raggiunge 150ºC spegnere la fiamma. Lo sciroppo continuera’ a cuocere per un p9. Decorare la base della torta con un nastro di mandorle in scaglie o nocciole tritate.<br />
10. Trasferire sul piatto di portata e decorare con le formine di caramello </p>
<p>Per i triangoli che compongono la decorazione della parte superiore, tracciare su un pezzo di cartone, un cerchio delle stesse dimensioni dei dischi di pan di spagna, ritagliarlo e poi dividerlo in 8 spicchi. Rivestire ogni spicchio con foglio d’alluminio.<br />
Per i mezzi anelli laterali, rivestire di foglio di alluminio delle forme concave (in questo caso mezzi tubi di plastica, normalmente usati per tenere in forma fiori di glassa reale fatti con la tasca da pasticciere)<br />
Bagnare un pezzo di carta da cucina con un po’ d’olio ed ungere tutte le forme. Con un pezzo di carta da cucina pulito, ripassare ogni pezzo per eliminare eccessi d’unto.<br />
Preparare il caramello come indicato<br />
Prelevando il caramello a cucchiaiate direttamente dalla pentola, farlo scendere in fili sulle forme preparate, con veloci movimenti di polso. Piu’ distante e’ il cucchiaio dalle forme, piu’ sottili saranno i fili.<br />
Lasciar indurire e poi rimuoverle gentilmente dalle forme, sono piuttosto fragili.<br />
Le decorazioni possono essere preparate il giorno prima<br />
3. Usare immediatamente. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD vAlign=top></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD vAlign=top></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD vAlign=top><IMG height=5 src="http://www.viaggi24.ilsole24ore.com/images/pixel.gif" width=1></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD class=textviaggi vAlign=top><br />
</TD></TR></TBODY></TABLE></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070729000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070729000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070729000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20070729000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcucina_etnica%2Finterventi%2F2007%2F07%2F303129.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>La Principessa Sissi ne andava così ghiotta che spesso lasciava in gran segreto il Palazzo Reale di Buda ed entrava tutta trafelata al Caffè Ruszwurm. A queste dolcissime tentazioni non sapeva[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Baccalà alla Menta</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2007/07/303110.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2007/07/303110.shtml</guid>
	<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dona Flor</dc:creator>
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    <category>medioriente</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><EM>Ingredienti</EM><br />
- 6 pezzi di baccala da 125 gr ciascuno<br />
- gr 150 di cipolla<br />
- gr 300 di patate<br />
- dl 1 di olio d&#8217;oliva<br />
- acqua<br />
- 1 mazzetto di coriandolo fresco<br />
- 1 mazzetto di menta fresca marocchina  <EM>naa naa</EM><br />
- gr 10 di zenzero in polvere<br />
- 2 grossi spicchi d&#8217;aglio<br />
- gr 7 di pepe bianco macinato a fresco<br />
- sale q.b.</p>
<p>In un tegame di coccio (tajine) fate sorriggere la cipolla tagliata finemente nell&#8217;olio. Aggiungete poi circa 1/2 litro d&#8217;acqua, le patate sbucciate e tagliate a pezzi regolari, gli spicchi d&#8217;aglio tritati, il coriandolo e la menta a foglie, quindi unite il baccalà e coprite a filo con acqua calda. Quando inizierà a bollire regolate di sale e spolverate con le spezie.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070728000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070728000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070728000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20070728000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcucina_etnica%2Finterventi%2F2007%2F07%2F303110.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Ingredienti
- 6 pezzi di baccala da 125 gr ciascuno
- gr 150 di cipolla
- gr 300 di patate
- dl 1 di olio d&amp;#8217;oliva
- acqua
- 1 mazzetto di coriandolo fresco
- 1 mazzetto di menta fresca[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Pollo alla Marocchina con Mandorle e ceci</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2007/07/303114.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2007/07/303114.shtml</guid>
	<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dona Flor</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2007/07/303114.shtml#comments</comments>
    <category>medioriente</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><EM>Ingredienti:</EM><br />
- 4 Petti di pollo; </p>
<p>- gr 125  di Ceci messi a bagno la sera prima; </p>
<p>- gr 60 di burro; </p>
<p>- 2 cucchiai di Prezzemolo tritato; </p>
<p>- 2 cipolle tritate; </p>
<p>- 6 cucchiai di mandorle; </p>
<p>- 4 pezzi di limone; </p>
<p>- succo di un limone; </p>
<p>- un bastoncino di cannella; </p>
<p>- un litro di brodo di pollo; </p>
<p>- un pizzico di zafferrano; </p>
<p>- un pizzico di pepe nero; </p>
<p>- un pizzico di sale.</p>
<p>Esecuzione:<br />
Incominciate dai ceci che farete cuocere nell&#8217;acqua fino a quando non diventano teneri. Metteteli poi,  in una scodella di acqua fredda e strofinateli con le mani per toglierne la pellicina.<br />
In una casseruola, fate sciogliere il burro, e fate colorare il pollo da tutti i lati con lo zafferano e le cipolle. Versate il brodo e portate  ad ebollizione, a questo punto unitei i ceci, le mandorle ed il bastoncino di cannella. Coprite, abbassate il fuoco e lasciate cuocere a fuoco lento per circa un&#8217;ora.<br />
Sistemate il pollo in un piatto fondo, aggiungete il prezzemolo al brodo, fate bollire per alcuni minuti fino a quando la salsa non si restringe. Premete il limone,regolate di sale e pepe e versatelo sul pollo.</p>
<p>Decorate con pezzi di limone e servite molto caldo.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070728000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070728000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070728000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20070728000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcucina_etnica%2Finterventi%2F2007%2F07%2F303114.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Ingredienti:
- 4 Petti di pollo; 
- gr 125  di Ceci messi a bagno la sera prima; 
- gr 60 di burro; 
- 2 cucchiai di Prezzemolo tritato; 
- 2 cipolle tritate; 
- 6 cucchiai di mandorle; 
- 4 pezzi di[...]</description>
	
	</item>
    

</channel>
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