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Il Ramadan origini e tradizioni

Con l'aiuto della bellissima pubblicazione di Massimo Salani "A tavola con le religioni" edito da EDB ci soffermiamo sul Ramadan e la tradizione islamica. Si può sintetizzare l'insegnamento religioso dell’islam in cinque punti, o pilastri:

preghiera ramadan

1 - monoteismo;

2 - la preghiera quotidiana (cinque
volte al giorno);

3 - la visita di almeno una volta nella
vita dei luoghi santi;

4 - il mese di digiuno,
Ramadan;

5 - l’elemosina o la decima.

Ramadan è il nome del nono mese del calendario musulmano, ed è il solo nome di mese che compare esplicitamente in tutto il Corano,
esattamente in Sura II, 185. La radice r-m-ddesigna il calore dell’estate.
Tra i cinque doveri fondamentali dell’Islam il digiuno nel mese di Ramadan è quello che viene piu’
scrupolosamente osservato sia nel mondo arabo che tra gli emigrati.

Il profeta dell’islam, Maometto
(570-632),
dovette confrontarsi molto spesso con la comunità ebraica residente nello penisola araba.

L’esperienza religiosa degli ebrei e anche quella più tarda del cristianesimo compare in più punti nel testo sacro musulmano.
Uno di questi, quasi certamente, riguarda il mese di Ramadan: il profeta dell’islam istituì
inizialmente un giorno di pentimento e di digiuno, ashura, sul modello di yom kippur (Lv 16,29).’
Ma, rompendo successivamente ogni rapporto con gli ebrei, quasi per dimostrare la superiorità religiosa musulmana nei confronti di quella ebraica, Maometto invitò i fedeli al digiuno di Ramadan. Un hadit un detto, di Buhart, dice che il profeta raggiunse Medina dove vide i giudei digiunare nel giorno di ashura e chiese: «Che fanno?
Risposero: “È il giorno più santo, il giorno nel quale Dio salvò i fanciulli di Israele dai loro nemici, e perciò Mosè digiunò per Dio”.
Maometto disse: “lo ho più pretese verso di Lui” ed egli digiunò quel giorno e pretese che i musulmani si fermassero per un giorno di digiuno».’
corano

Questa non è certo l’unica chiave di lettura del comandamento di Ramadan:
Sura II, 185 ne propone un’altra.
Seguendo l’insegnamento del testo sacro apprendiamo che Ramadan sarebbe un mese che deve distinguersi dagli altri mesi dell’anno perché in questi giorni avvenne la rivelazione del Corano e
fu vinta la battaglia di Badr (nell’anno624 (dell’era cristiana Maometto, a capo di poche centinaia di musulmani di Medina, sconfisse l’esercito della Mecca presso la pianura di Badr).
Il digiuno, siyam, sinonimo sawm, sarebbe quindi legato alla consegna del Corano nel mese di Ramadan: l’atto di astensione simboleggia La nel centro dell’essere dell’uomo che per il suo sostentamento rifiuta temporaneamente il cibo materiale per nutrirsi solo della parola divina.

Cercando di precisare meglio gli obblighi cui il musulmano deve sottomettersi durante il Ramadan (bisogna sottolineare l’obbligatorietà del precetto), occorre, naturalmente, prendere in esame il
Corano
. In Sura II, 183 troviamo un primo riferimento: «Gente di fede: vi è stato imposto il
digiuno come era stato imposto a coloro che vi hanno preceduto.
Sarete timorati? Lo speriamo!»
.

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