Il Profeta Maometto e la rivelazione coranica - parte IV

Proseguiamo nell'analisi con altre rivelazioni coraniche.

Il nuovo ciclo si aprì con la sura del “calamo” nella quale il Profeta è invitato a non credersi un folle:

“Per il calamo e quel che scrivono gli angeli! / tu non sei per grazia del Signore un folle! / E avrai certo mercede ininterrotta / E certo l’indole tua è mobilissima” (68,1-4)

Ancora nella sura 74 “l’avvolto nel mantello”:

“O tu che sei avvolto nel mantello! / Sorgi e predica! / E il tuo Signore glorifica! / E le tue vesti purifica! / Dall’abominio separati! / Non esser generoso, un più sperando in cambio! / E pazienta al Signore!” (74, 1-7)

Poi iniziano le prime avvisaglie di una vita ultraterrena:

“Il Signore tuo non ti ha abbandonato né t’odia! / e l’Altra vita ti sarà più bella della prima! / e ti darà Dio, ne sarai contento. / non t’ha trovato orfano e ti ha dato riparo? / non ti ha trovato errante e ti ha dato la Via? / non ti ha trovato povero e ti ha dato dovizia di beni?” (93, 3-8)

Ma indubbiamente oltre alle avvisaglie di una vita felice ultraterrena arrivano anche le notizie delle pene che Dio potrà infliggere ai cattivi credenti nella sura prima, al-fatiha “l’aprente” fondamentale nel Corano:

“Nel nome di Dio clemente e misericordioso! / Sia lode a Dio il Signore del Creato / il Clemente il Misericordioso / e il Padrone del dì del Giudizio / Te noi adoriamo / Te noi invochiamo in aiuto: / guidaci per la retta via, / la via di coloro sui quali hai effuso la Tua grazia, la via di coloro coi quali non sei adirato, la via di coloro che non vagano nell’errore!“ (1, 1-7). (continua)

Fonte: Lo Jacono C:, L’Arabia preislamica e Muhammad, in Islam, Laterza 2002.

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