
Yathrib era solo una piccola oasi nel deserto, un avamposto che il Profeta denominerà al-tayyba (la profumata) prima di essere noto solo con l’attuale nome, Madinat an-nabi (“la città del profeta”) o semplicemente Madina (“la città”).
L’egira aprì un nuovo ciclo anche nelle rivelazioni coraniche poiché il flusso divino riprese anche nella nuova città, dando così vita alla tradizionale divisione nel Corano fra sure meccane (rivelate a Mecca) e medinesi (a Medina); le prime contengono elementi chiave del culto islamico e sono rivelate fra il 610 ed il 622, le seconde tra il 622 e il 632.
I musulmani giunti a Medina furono ospitati dai medinesi convertiti, gli ansar (“ausiliari”); furono celebrati diversi matrimoni, tra cui quello del Profeta con ‘A’ysha, figlia di Abu Bakr, e nacquero molte amicizie importanti e legami solidi fra clan egemoni nel luogo. Mh|ammad consolidò poi i rapporti fra muhagirun e ansar facendo sposare sua figlia Fatima con suo cugino ‘Ali, quasi un figlio per lui essendo cresciuto nella sua casa.
L’acquisizione di una propria identità da parte dei musulmani, l’inizio di un periodo infuocato in cui regnò sovrana la guerra santa (gihad) da scagliare contro i nemici della religione, permise una serie di riforme cultuali: il cambio della qibla (ossia la direzione in cui volgersi nella preghiera) da Gerusalemme a Mecca (cfr. Cor. 2,142), e l’istituzione, sul modello dello yom kippur ebraico, di un periodo di digiuno, poi fissato in un mese intero, il ramadan.
Oltre alla fissazione dei mesi lunari islamici, e alla redazione dei pilastri; il calendario islamico annovera dodici mesi, essi sono: muharram, safar, rabi‘ I, rabi‘ II gumada I, gumada II, ragabb, sha‘ban, ramadan, shawwal, dhu ’l-qa‘da, dhu ’l-higga.
Tre mesi dopo l’ultimo pellegrinaggio a Mecca, precisamente il 13 rabi‘ I dell’anno 11 dell’egira pari all’8 giugno 632 il Profeta moriva e il compagno Abu Bakr così parlò ai credenti: “O gente! Chi venera Muhammad sappia che è morto! Chi invece adora Dio sappia che Dio è il vivente e non morirà mai!”. (FINE)
Fonte cit. in precedenza

arabista83









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