
Il pilastro più importante è senza dubbio questo: pregare rappresenta la base della fede, dopo la shahada è l’atto obbligatorio più richiesto ai fedeli.
In effetti quella che definiamo “preghiera” non è la stessa preghiera che possiamo intendere noi, ossia solo qualche invocazione a Dio, bensì la salat islamica consiste in una complessa serie di operazioni che portano il fedele in uno stato di sacralizzazione (ihram) totale che lo avvicina ad Allah, infatti, l’islam pone solo il credente dinanzi a Dio.
È fondamentale, quando si prega, l’intenzione (niyya) del fedele – poiché, secondo il Profeta, la preghiera è “l’ascensione del credente” – difatti ogni prescrizione legale dell’islam è nulla se non compiuta con la giusta concentrazione; la preghiera può essere svolta collettivamente o individualmente. Le preghiere collettive sono raccomandabili soprattutto perché cementano la comunità e rafforzano i legami fra fedeli che frequentano una stessa moschea. Esse sono condotte da una guida (imam) che esegue per primo la ritualistica ed è la figura islamica più vicina al nostro prete; infatti l’imam pronuncia una serie di invocazioni alle quali l’assemblea risponde con altre. Un po’ come durante le nostre funzioni. Di solito ogni moschea possiede un imam stabile, che diviene il punto di riferimento della comunità; egli ha un enorme valore sia sociale sia religioso. (continua)
Fonte: Filoramo, Islam, Laterza.

arabista83









Anteprima del commento