Urbano II: il papa della prima crociata

Ritratto del pontefice che bandì la prima crociata.

Eudes de Lagery, cardinale francese divenuto tale sotto il grande Gregorio VII, fu consacrato papa nel 1088 assumendo il nome di Urbano II; affermò di voler seguire in tutto e per tutto la linea tracciata da Gregorio, difendendo il cattolicesimo in ogni modo possibile.

Obiettivo fondamentale di Urbano era unificare la Chiesa cattolica soprattutto dopo lo scisma con gli ortodossi del 1054 (sotto Leone IX); per fare ciò occorreva senza dubbio un impegno universale, una missione religiosa che doveva coinvolgere tutti i cristiani. Questa missione fu identificata dalla volontà di liberare il S. Sepolcro di Gerusalemme dagli infedeli.

L’occasione si presentò in tutta la sua limpidezza in un concilio importante tenuto a Piacenza nel marzo 1095: lì dinanzi a 200 vescovi e all’ambasciatore dell’imperatore di Oriente Alessio che supplicava il papa di aiutarlo a “liberare Gerusalemme dagli infedeli” Urbano poté elaborare il suo progetto di crociata, invitando tutte le chiese a difendersi dalla “minaccia musulmana”. Così facendo egli poteva tentare di stemperare la tensione generatasi con lo scisma.

Per organizzare la missione che doveva trasformare i credenti in soldati, animati da un grande fervore religioso, il pontefice partì per la sua Francia, organizzando un altro concilio nella città di Clermont nel novembre del 1095. Lì pronunzierà un famoso proclama in cu bandirà la prima crociata; usando immagini bibliche, miniature dei santi, esortò i cristiani a prendere la spada contro i Turchi, al grido famoso “Dio lo vuole!”. L’obiettivo della crociata non solo era la presa di Gerusa-lemme ma soprattutto la creazione di un regno latino in Oriente, da opporsi ai reami islamici in terra santa.

La morte colse questo energico papa, poi beatificato, il 20 luglio 1099, prima di essere venuto a conoscenza del successo della “sua” crociata; è sepolto nelle Grotte Vaticane, accanto ad Adriano I, che fu “padre spirituale” di Carlo Magno, un po’ come lui lo sarà di Goffredo di Buglione, guarda caso discendente di Carlo.

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