
Fratelli amatissimi, spinto dalle esigenze di questo tempo, io Urbano, che porto col permesso di Dio la tiara pontificia, pontefice di tutta la terra, sono venuto qui da voi, servitori di Dio, come messaggero per svelarvi l’ordine divino. È urgente recare senza indugio ai vostri fratelli d’Oriente, l’aiuto tanto spesso promesso e così urgente e necessario. Sono stati attaccati dai Turchi e dagli Arabi che hanno invaso il territorio della Romania fino a quella parte del Mar mediterraneo chiamata “braccio di San Giorgio” e penetrando sempre più nel paese di quei cristiani li hanno per sette volte vinti in battaglia, ne hanno ucciso e fatto prigionieri un gran numero, hanno distrutto le chiese e devastato il regno.
Se voi non opporrete loro alcuna resistenza l’ondata dilagherà più ampiamente su molti fedeli servitori di Dio. Ecco perché io vi prego e vi esorto – e non io ma il Signore vi prega e vi esorta come araldi di Cristo – poveri e ricchi ad affrettarvi e scacciare questa vile genia dalle regioni abitate dai nostri fratelli e a portare un opportuno aiuto ai fedeli di Cristo. Io parlo a coloro che sono presenti, lo proclamerò agli assenti ma è Cristo che lo comanda.
Se coloro che si recheranno laggiù perderanno la vita durante il viaggio per terra o mare o in guerra contro i pagani avranno in quel momento i peccati rimessi; lo accordo attraverso il potere che Dio mi ha concesso. Coloro che un tempo sono stati mercenari per sordidi guadagni abbiano ora la ricompensa eterna; coloro che si sono comportati a detrimento del loro corpo e della loro anima si sforzino adesso per una doppia ricompensa, che altro devo aggiungere? Da una parte saranno i miserabili dall’altra i veri ricchi; qui i nemici di Dio, là i suoi amici. Arruolatevi senza tardare. I guerrieri sistemino i propri affari e riuniscano ciò che è necessario per provvedere alle loro spese. Quando l’inverno finirà e verrà la primavera, con gioia si metteranno in viaggio sotto la guida del Signore!
Subito dopo questo proclama, le grida “Deus lo volt” “Dio lo vuole” si fecero udire da ogni parte
Fonte: P. Aubè, Goffredo di Buglione, Newton.

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