
In ogni parte del mondo spesso l’ospitalità è sacra; gli Arabi non fanno eccezione, naturalmente, anzi. Esiste presso di loro una vera e propria formula di accoglienza, che vi sarà utile se magari entrerete in una casa araba.
Accoglienza in arabo si rende con istiqbal (dal verbo di X forma istaqbala “accogliere”) ed è un termine usato soprattutto negli alberghi (laddove vale pure come reception).
La formula di accoglienza è rappresentata dal verbo tafaddala (accomodarsi) usato all’imperativo, ossia tafaddal (m.), tafaddali (f.), tafaddalu (pl.). Tale parola equivale a “accomodati, prego” e viene detta praticamente sempre quando un individuo entra nella casa di un conoscente o di una qualunque altra persona.
Tafaddal è usato pure per offrire qualcosa, combinato con la preposizione bi.
Esempio: “prendi il te” si traduce con “tafaddal bi-shay“; se dunque vorrete offrire qualcosa ad un arabo che richieda il verbo “prendere” (es. “prendi il caffè, prendi una sigaretta, ecc…”) non dovete usare mai il verbo akhadha che significa “prendere” ma sempre tafaddala.
Diremo quindi: “prendi una sigaretta” tafaddal bi-s-sigara, e non khudh as-sigara.

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