
Siamo solitamente abituati a concepire DUE numeri: singolare e plurale. E’ così nella quasi totalità delle lingue del mondo, forse qualche studente (o ex studente) del liceo classico potrà ricordarsi di quel terzo numero presente nella lingua greca antica, noto come DUALE, per designare due cose o due persone.
Chi ahimè non ha mai avuto occasione di cimentarsi nei dorati anni liceali col greco non saprà minimamente cosa si intende per duale. Ebbene, se studiate o studierete l’arabo dovrete conoscere anche questo terzo numero, perchè infatti l’arabo di numeri ne ha TRE.
Il singolare usato esattamente come in italiano per designare una cosa o una persona: es. kitab (”un libro”) al-kitab (”il libro”).
Il plurale anch’esso identico al nostro, designa una pluralità di cose o persone sottintendendo però che siano più di due. Per es. kutub significa “libri” ma per usarlo bisogna che siano almeno tre. E così con tutte le altre parole.
Il duale designa come detto una dualità: quindi kitabani significherà “due libri”, bintani “due ragazze”, ecc… Bisogna osservare che il numero due (ithnin) non è praticamente usato, esistendo il duale che sopperisce.

arabista83








