
I nomi degli Arabi hanno subito diverse modificazioni nella storia; ai tempi del Profeta esisteva un nome e il legame di filiazione col padre che consentiva di riconoscere una persona. Spieghiamoci.
Il Profeta Muhammad si chiamava Muhammad ibn ‘Abd Allah ossia Muhammad (nome) figlio di ‘Abd Allah (ovviamente, suo padre). Non esisteva cioè un vero e proprio cognome. Il legame di filiazione (nasab) veniva indicato da ibn (figlio) o bint (figlia) abbreviato in b. e bt.
Quindi ‘Ali ibn Abi Talib è il nome completo di ‘Ali; così facendo si risaliva alla genealogia e all’origine delle famiglie fino al nome dei clan ossia delle tribù a cui facevano parte. Il Profeta apparteneva agli hashemiti ossia ai discendenti di Hashim; il suo nome completo è Muhammad ibn ‘Abd Allah ibn ‘Abd al-Muttalib ibn Hisham. Andando a ritroso fino al bisnonno.
I clan, le tribù, si designavano con Banu (abbreviato B.) ossia “figli” del capostipite; ad esempio gli Omayyadi (grande dinastia siriana regnante sull’Islam tra il 650 e il 750 ca.) erano i “figli di Umayya”, capostipite, quindi Banu Umayya, B. Umayya.
Inoltre molte persone sono note anche come “padre/madre di”. Si tratta dei casi in cui il nome è sconosciuto. Ossia Abu Muslim in realtà significa “padre di Muslim” (ma non conosciamo il nome, sappiamo solo che aveva un figlio di nome Muslim), Umm Kulthum “madre di Kulthum” e così via. Questa designazione in arabo è chiamata kunya in italiano si chiama “patronimico/matronimico”.
Quindi ricapitolando esistevano due modi per identificare qualcuno:
Col nome seguito da “figlio di” per quelli il cui nome è noto
col patronimico/matronimico per quelli il cui nome è ignoto; allora sono registrati come “padre di” o “madre di”.
I clan/tribù sono noti come “figli del capostipite” e da questo prendono il nome (ad es. Omayyadi da Omayya, Abbasidi da Abbas, ecc…).
Si andò poi sviluppando il laqab da cui ebbe poi origine il cognome; il laqab è praticamente un soprannome avuto da califfi o imam o persone importanti. Ad esempio lo sciita Husayn è noto come sayyid al-shuhada’ “signore dei martiri”. Il califfo Ja’far b. al-Mu’tasim è detto al-Mutawakkil ‘ala Allah (”il confidente di Dio”) ed infatti è noto come al-Mutawakkil.

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