Mia sorella è una foca monaca di Christian Frascella

Con il suo romanzo d’esordio Mia sorella è una foca monaca (Fazi Editore) Christian Frascella ha saputo immediatamente conquistare l’attenzione della critica di ogni estrazione e del pubblico[...]

particolare della copertina de "Mia sorella è una foca monaca"

Con il suo romanzo d’esordio Mia sorella è una foca monaca (Fazi Editore) Christian Frascella ha saputo immediatamente conquistare l’attenzione della critica di ogni estrazione e del pubblico più eterogeneo e trasversale.

Già dalla lettura delle prime pagine è facile comprendere le ragioni del successo di Frascella. Il nostro sa conquistare l’attenzione e le simpatie del lettore grazie a una scrittura spassosa, ruvida e congegnata per “affiancare” il lettore, coinvolgendolo immediatamente nelle vicende del giovane protagonista, attorniato da una originale galleria di personaggi narrati attraverso uno stile ironico e mai didascalico.

Tra essi spiccano in particolare, il padre, il”capo”, sdrucito guru avvezzo a gran bevute di birra, pronto a elargire le proprie perle di saggezza al figliolo e, ovviamente, la sorella Francesca, la “foca monaca” del titolo, introversa e scarmigliata e per questo etichettata dal fratello come “una monaca di clausura fuori di testa”. Un’altra nota di merito della foca è il ritorno di uno dei “luoghi” tipici della letteratura giovanile del decennio precedente, la famiglia, qui declinata senza alcun intento didascalico o accessorio, piuttosto osservata e narrata con umorismo.

Ci vuole però davvero poco perchè l’esistenza si ribalti e basta una scazzottata fra ragazzi, una punizione e un un preside troppo pedante per rivoluzionare tutto, mollare la scuola e affrontare la propria formazione fuori dalla routine in cui continuano ad affannarsi i coetanei. Abbiamo quindi l’amore, in questo caso per la bella e irraggiungibile Chiara e il lavoro, in fabbrica come apprendista operaio con il suo buon seguito di (dis)avventure.

Con Mia sorella è una foca monaca Frascella dimostra di saper muovere dal romanzo di formazione giovanil-adolescenziale per mettere in scena con umorismo un susseguirsi di incontri più o meno facili in un contesto “duro”, ben tratteggiato, reale e mai scontato (siamo nel torinese durante il biennio 1989-90) fino alla più sorprendente nota finale.

Frascella con la sua pagina sembra quasi suggerirci che una risata, se proprio non ci seppellirà per lo meno ci aiuterà a tirar avanti.

Non vi sembra già tanto?

CONTRIBUTI ESTERNI:

QUI il blog di Christian Frascella.

QUI la pagina del portale di cultura e spettacolo WUZ dedicato a Mia sorella è una foca monaca.

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