Lasciami Entrare di Tomas Alfredson

Lasciami entrare, (da poco uscito in edizione DVD) è un’opera scarna, organica e “sporca” come un horror dovrebbe essere ma, a pensarci bene la pellicola non lo è, un horror intendo. Sarebbe[...]

Lasciami Entrare

Lasciami entrare, (da poco uscito in edizione DVD) è un’opera scarna, organica e “sporca” come un horror dovrebbe essere ma, a pensarci bene la pellicola non lo è, un horror intendo. Sarebbe meglio inserirlo fra le grandi e assolute storie d’amore: Romeo e Giulietta, Rossella e Retth, e oggi Eli e Oskar i due giovani protagonisti di questa pellicola diretta da Tomas Alfredson.

C’è del geniale nel raccontare lo strenuo e inevitabilmente tragico desiderio d’amore che pervade tutta la pellicola, a partire da Eli (un vampiro androgino ultracentenarioioio con l’aspetto di una adolescente) e Oskar (diafano, gracilino a metà tra la fanciullezza negata da una famiglia divisa e il desiderio di vendetta verso i bulli della scuola) che pur di sfiorarsi, di avvertirsi superano le barriere fisiche delle proprie realtà, “abitando” la notte in un parco giochi deserto, fra le lenzuola nella penombra della propria cameretta o fra il sudiciume dell’appartamento di Eli.

Ambientato a Blackberg, un sobborgo immobile di Stoccolma (pieno di silenzi, un luogo in cui la luce sfiora gli oggetti e le superfici come in un teatro di posa) dove unici diletti sono le chiacchiere fra amici, il pub e gli alcolici, il film propone (in speculare opposizione al mondo pseudo-fanciullescooo di Oskar) il microcosmo sociale degli adulti, rozziinconcludentientii ma capaci di nobili scelte, come la donna che pur di non morderproprioprioo marito dopo essere stata vampirizzata decide di darsi in pasto alla luce del sole o lo stesso “padre” di Eli che si deturpa il viso con l’acido murialasciandosindosi infine uccidere per placare l’appetito della propria infernale creatura.

Matteo Bittanti di “Rolling Stone Magazine” colloca il film nel recente revival degli enfants terribles:

I ragazzini cattivi, indemoniati, vendicativi, sadici e crudeli che imperversano sugli schermi. […] come ad esempio Joshua dell’americano George Ratfliff, Eden Lake del britannico James Watkins e The Children del compatriota Tom Shankland.

Immancabile, dopo il successo della pellicola al Tribeca Film Festival, il remake americano, girato da Matt Reeves (Cloverfield) che si propone come riduzione più fedele al romanzo di John Ajvide Lndqvist (da noi edito da Marsilio).

TRAILER IN LINGUA ORIGINALE:

HANNO PARLATO DEL FILM:

Cineblog.

Nocturno Magazine.

C’era una volta il cinema.

Cineforme.

Max.

Corriere della Sera.

Commenti dei lettori

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  • AlessandraC

    06 Jun 2009 - 14:09 - #1
    0 punti
    Up Down

    Sono d’accordo sul fatto che si tratti di una grande e sofferta storia d’amore. Un gran bel film, forse neanche tanto compreso.

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