
Questa quarta stagione sarà sicuramente ricordata come la serie della redenzione (ma a caro prezzo), il dolore e lo sconforto satureranno l’aria di Wisteria Lane molto presto e le geografie emotive delle protagoniste subiranno sicuramente importanti cambiamenti.
Gabirelle Solis arriverà talmente vicino ai torni del noir da rimanerne quasi irrimediabilmente segnata, Susan Mayer farà per la prima volta i conti con una piena vita familiare (non si dice poi che il matrimonio sia la tomba dell’amore?) rischiando di finire più di una volta sul proverbiale “orlo di una crisi di nervi”, ampio spazio (e ne siamo davvero felici) viene dato al personaggio di Lynette Scavo (una sempre più brava Felicity Huffman) narrata nei rapporti con la sua famiglia originaria e con la sua nuova amica, la vicina dal cuore d’oro Karen McCluskey.
Non ne escono bene invece i maschietti della serie, bistrattati, traditi (non l’avevamo già sentita?), quasi uccisi e malmenati nelle più disparate occasioni. Sempre più accessori, come l’immancabile filo di perle, filo di trucco e filo di tacco, dovranno arrendersi all’evidente influenza delle compagne sulle più importanti questioni della “everyday life” e non. Spicca sempre e comunque su tutti la verve comica di Kyle McLachlan sempre brillante e gradevole nel ruolo di Orson Odge, marito di Bree.
Questa stagione a causa dello sciopero degli sceneggiatori la serie ha visto i suoi episodi ridursi da i canonici 23/24 a 17 ma non sembra averne sofferto poi molto, considerato che il mistero di quest’anno, riguardante la nuova, amatissima casalinga Catherine Mayfair, si dipana con il giusto ritmo all’interno della trama, amalgamandosi perfettamente con le altre storie del quartiere. Sembra quasi di essere tornati ai tempi della torbida storia di Mary Alice, abbiamo infatti un’adolescente all’oscuro del suo passato con contorno di genitori dissimulatori e senza scrupoli. Il tema della violenza domestica è, purtroppo, appena accennato. Avremmo forse preferito un maggiore approfondimento delle motivazioni dei personaggi, abbozzati nei flashback e un po’ statici nella rappresentazione contemporanea.
Mattatrice assoluta di quest’anno è Bree Van DeerKamp (o dovremmo dire camp?), impegnata a conservare il suo ruolo di regina del tovagliato e delle buone maniere messo pericolosamente a repentaglio dalla stessa Catherine, fermamente decisa a dimostrare la sua maestria nell’arte dell’intrattenimento. Da questo incontro-scontro tra regine nascerà, neanche a dirlo, un’amicizia profonda e sincera che risolverà con grande impatto emozionale gli eventi assai cruenti del finale di stagione.
Sempre piacevole osservare la vita casalinga di Gabrielle e Carlos, (qui in un’inedita versione disabile) tra cani guida gelosi e amicizie al limite del legale. Susan, interpretata da una sempre più scheletrica ma pettoruta Teri Hatcher, è invece alle prese con la maternità ma delude sui toni, ormai classici, da commedia che l’hanno contraddistina fino ad oggi. Di contro viene molto valorizzato il rapporto matrigna-figliastra tra la convalescente Lynette e la piccola e deliziosa sociopatica Kayla, decisa a mettere in pericolo quei beoni rossicci dei fratellastri pur di avere un po’ di attenzione da parte del padre.
Eccellente come al solito Kyle McLachlan ormai affezionato al ruolo di Orson Hodge, il dentista monomaniaco marito di Bree. Di contro assai deludente l’inutile Mike Delfino, monoespressivo e snervante, un vero ramo secco da tagliare.
Gli ultimi minuti della puntata finale poi soprendono anticipando la quinta stagione che come sappiamo, sarà ambientata ben cinque anni nel futuro…
Trailer originale della quarta stagione per la regia di David LaChapelle:
CONTRIBUTI ESTERNI:
QUI la nostra nuova guida Desperate Housewives.
QUI un intervento dedicato alla serie dalla nostra guida TELEFILM.

Salvatore Piombino









sutterina
03 Jul 2009 - 10:21 - #1Ricambiato! Grazie! :)
BaiLing
16 Jul 2009 - 10:54 - #2Non sai che soddisfazione mi hai dato dicendo che Mike Delfino è un ramo secco!!!
Io non lo posso soffrire!