Diario di un killer sentimentale di Luis Sepulveda

Mi chiedo cosa abbiano in zucca certi critici quando scrivono di Diario di un killer sentimentale, prodotto narrativo ibrido (romanzo breve? Racconto lungo? Insomma cos’è?) partorito dalla penna[...]

Diario di un killer sentimentale di Luis Sepúlveda

Mi chiedo cosa abbiano in zucca certi critici quando scrivono di Diario di un killer sentimentale, prodotto narrativo ibrido (romanzo breve? Racconto lungo? Insomma cos’è?) partorito dalla penna dell’anarchico Luis Sepúlveda. Le nostre penne blasonate hanno pensato bene di concentrare la propria attenzione sulla trama, definendolo prevedibile e utilizzando termini quali thrilleruccio e altri vezzi da scribacchino.

È ovvio che se Diario di un killer sentimentale è un classico del Novecento lo deve allo stile, alla lingua, agli intenti del suo autore che ha dichiaratamente evidenziato i suoi modelli negli scrittori inglesi e americani di avventure, come Hemingway e Dos Passos, dichiarando altresì di non gradire particolarmente l’approfondimento psicologico e intimista dei personaggi.

A leggere il Diario però si rimane piacevolmente colpiti non per un confronto con eventuali autori o opere precedenti ma per l’incredibile arte narrativa di Sepúlveda in grado di decostruire gli stereotipi del genere noir (omicidio, spionaggio, segreto, passages) ibridandolo col racconto picaresco non dimenticando di librarsi leggero secondo la lezione calviniana.

La crisi del nostro efferato protagonista è tutta contemporanea e non occorrono lunghi paragrafi per delinearla bensì grosse e sature pennellatte à la Lucien Freud che descrivono la sensualità decadente della sua “gran figa francese” in maniera vivida e con echi decadenti degni de I paradisi artificiali di Baudelaire.

Non trascurabile dettaglio poi hanno i luoghi delle continue peregrinazioni del protagonista – per sfuggire dalla sua ex amante piuttosto che rincorrere la sua vittima designata – che da un lato rispecchiano il background personale di Sepúlveda (il nostro ha vissuto in Cile, a Mosca, in Bolivia, Uruguay, Ecuador, Nicaragua, Amburgo, Spagna) e dall’altro la conoscenza e il desiderio tutto contemporaneo di confrontarsi con il noir in quanto genere (lo ripetiamo: stilemi, tic, usanze) da sempre legato alla geografia, ai luoghi (cfr. Roma Noir 2007. Luoghi e non luoghi nel romanzo nero contemporaneo a cura di Elisabetta Mondello, Robn Edizioni) e alla forte connotazione culturale dell’ambientazione.

Difficile liquidare Diario di un killer sentimentale come una scheggia impazzita o una prova similare al precedente Un nome da torero, più proficuo invece studiarne la lingua e lo stile, già in grado di confrontarsi da pari con i nuovi e nuovissimi media: radio, televisione seriale e web.

Iolowcost

Una vita a basso costo?

Visita subito il nostro portale!

Le categorie della guida