Partiamo prendendo in considerazione la Ventura come oggetto estetico.
Il problema estetico è riassumibile nel porsi del soggetto di fronte all’oggetto: l’esperienza estetica è la descrizione dello sviluppo del procedimento percettivo che scaturisce da questo incontro. Lo spettatore in genere non è esclusivamente il testimone che consacra l’oggetto estetico: questo oggetto per apparire necessita di lui. Nel caso della Ventura no: lei è autoreferenziale e autosufficiente, e guai a romperle le palle, che se volesse sarebbe in grado di condurre uno show dal budget milionario anche a Pietra Santa Ligure.
Potremmo quindi dire che la Ventura come oggetto è antiestetico?
No, perché alla presenza di Simona lo spettatore non è un puro testimone, ma è un spettatore coinvolto nell’oggetto, che penetra in esso (come voleva Merleau-Ponty) con il suo stesso corpo, perché è da essa penetrato e avvolto in un sentimento di comunione reciproca (Videodrome reloaded?!): come unità di pubblico potrei dire che questo sentimento è quello di una sana rottura di palle, un po’. Da qualche anno questa parte difatti la Ventura è po’ arcigna e ha perso la leggerezza (di forma e contenuto) che nella prima fase della sua carriera la caratterizzava in maniera estremamente positiva e, sostanzialmente, innovativa nel panorama della TV nostrana.
L’inizio di noia nei suoi confronti credo possa esser attribuita in parte al tentativo di venderci più e più volte, per districarsi tra polemiche e liti, la sua morale spicciola (quanto inutile, sterile e banale) con sermoni da predicatrice del mercoledì, e in parte al suo iterato manierismo (lavagnaaaattaaa! per dirne una): insomma, il software Ventura avrebbe bisogno di un aggiornamento (e non parlo del tagliando dal chirurgo). Ma, mentre medito queste cose nel mio cuore, come un fulmine a ciel sereno lei riesce a lanciare un nuovo meraviglioso tormentone che ridisegna e amplia tutta una carriera: Con «Osanna Nell’Alto Dei Cieli!», piuttosto che «Aria nuova in cucina», o altro. Detto in un momento in cui ovviamente, come di tradizione, non aveva il benché minimo significato. Di questo ci dobbiamo accontentare, perché la sua carriera sembra ormai allo sbando: o comunque in un momenti di grande confusione. Il grande show su RaiUno che sembra da tanto sognare non sembra sia da farsi (e i tentativi fino ad ora fatti si sono rivelati dei disastri ferroviari); il sogno di uno sbarco in America, da lai millantato di tanto in tanto, lo vedo alquanto improbabile. Siamo pure realisti: impossibile.
La Ventura è una grande professionista e tieni in piedi baracconi che da altri probabilmente non potrebbero nemmeno essere gestiti, ma siamo sinceri; non sa nemmeno l’italiano e vuole l’America? Anche no, grazie. Lei punta, inoltre, in maniera non troppo velata, alla direzione di una rete (RaiDue), ma nemmeno in quello riuscirà; non necessariamente per demerito suo questo, forse per colpa di agenti esterni di carattere sociopolitico, ma se non c’è arrivata Alda d’Eusanio alla direzione del secondo canale, la vedo ardua per qualsiasi altra donna.
Intanto ci prepariamo alla nuova (ennesima) edizione de L’Isola dai Famosi (format di successo?, prigione dorata?!); riuscirà a farci divertire e appassionare come nelle prime edizioni? Quest’anno, con Sandra Milo spiaggiata tra i naufraghi il posto in prima fila io già l’ho prenotato.
LORENZO PERONI.
immagini dell’icona televisiva Simona Ventura












Salvatore Piombino










Carl
02 Dec 2009 - 20:28 - #1che linguaggio criptico.. nn ne ho capito la meta’… ma forse sono stanco io .. forse
Lorenzo Peroni
03 Dec 2009 - 11:47 - #2O forse è solo aria fritta =)