
Lady Gaga è stata eletta da MTV “Donna dell’anno 2009” per l’impatto sulla musica, sulla moda e per aver ridefinito i canoni della performance musicale.
Non facile liquidare Lady Gaga come l’ultimo esempio di pop plastificato e “meteoritico”, sicuramente meno istituzionale osservare quali sono le caratteristiche e l’apparato citazionistico da cui muove questa giovane figlia di immigrati italiani a New York (vero nome Stefani Germanotta).
La nostra ha il volto di una ex ragazza di “Non è la RAI” ma ha costruito intorno a se una macchina geometrica di abiti, trucco e parrucco che attinge a piene mani dal look glam, prismatico e luminescente di David Bowie e Prince. La nostra ha assunto infatti le fattezze di una sorta di ambigua supereroina anni Ottanta con tanto di spalline, calzamaglie di lurex, occhiali geometrici ed extra-large.
La musica, un elettropop ballabile e caciaro porta avanti l’operato indie di Roisin Murphy coniugandola con gli ammiccamenti delle Pussycat Dolls (delle quali fino a un anno fa apriva i concerti), un prodotto ideale per la commercializzazione, i dancefloor di mezzo mondo come la colonna sonora dell’ultimo telefilm alla moda (Gossip girl e Dirty Sexy Money) che però attenzione, con testi che nascondono sorprendenti citazioni d’autore.
Indimenticabile il video di Paparazzi dove protagonista insieme a Lady Gaga è l’attore svedese Alexander Skarsgård (True Blood) che interpreta l’amante senza scrupoli di una giovane starlett inseguita dai paparazzi (Gaga). Il video è un vero e proprio cortometraggio costituito da una cornice noir in cui Åkerlund mette in scena sature suggestioni sulla morte, sul concetto di fama e opinione pubblica.
Con il suo ultimo singolo Bad Romance Lady Gaga propone un brano pop danzereccio (che in parte richiama sonorità tipiche della dance italiota anni Novanta) nel cui video ritroviamo una grande quantità di riferimenti culturali: il cinema di Hitchock nel testo (I want your psycho/ Your vertigo stick/ Want you in my rear window), la fotografia di David La Chapelle in alcuni fotogrammi, la moda (la donna aliena di Alexander McQueen) e i simboli religioso-esoterici (la croce, l’occhio) che Gaga ama disseminare nei suoi fortunati video.
“Gaga raccoglie in sé tanto le nuove frontiere dell’elettropop quanto i riff Ballabili di Madonna e delle Pussycat Dolls” (Pierpaolo Ferrari).
Just Dance, il primo video di Lady Gaga:

Salvatore Piombino









Rear Window
02 Jan 2010 - 20:39 - #1Il personaggio è sicuramente interessante e molto abile nel proporsi… l’aspetto musicale è forse quello meno divertente, ma chissà che la Nostra non migliori anche in questa direzione…
Salvatore Piombino
03 Jan 2010 - 12:11 - #2Hai perfettamente centrato. Il punto forte di Gaga è credo la sperimentazione/riedizione di stilemi, immaginari, citazioni letterarie e cinematografiche (tra cui Rear Window!) e modaiole. Una sorta di loop capace di inghiottire tutto per realizzare dei piccoli cult pluristraficati in senso contenutistico (puoi canticchiare il motivetto, cogliere i riferimenti intertestuali, le citazioni, o solo il paio di scarpe indossate).